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Cardinal Federigo Borromeo

Approfondimento/Riassunto su: Cardinal Federigo Borromeo

Ruolo

Il cardinale è l’aiutante, che permette la realizzazione della catarsi dell’Innominato.

Presentazione

Manzoni, per evidenziare l’importanza di questo personaggio, ne descrive la vita nel cap. XXII, e rappresenta la vita del cardinale con una metafora del ruscello. «…Federigo Borromeo, nato nel 1564, fu degli uomini rari in qualunque tempo, che abbiano impiegato un ingegno egregio, tutti i mezzi di una grand’opulenza, tutti i vantaggi di una condizione privilegiata, un intento continuo, nella ricerca e nell’esercizio del meglio. La sua vita è come un ruscello, che, scaturito limpido dalla roccia, senza ristagnare, né intorbidirsi mai, va limpido a gettarsi nel fiume…»

Ritratto psicologico

Modesto, frugale, umilissimo, deve lottare contro il suo stesso ambiente per affermare i suoi principi. Ma è una lotta incruenta, che con le armi della carità e dell’esempio portano a una vita integralmente cristiana. Instancabile nell’operare il bene, egli trova anche il tempo di dedicarsi agli studi, applicandosi talmente da essere considerato uno degli uomini più dotti dell’epoca… Sono queste le notizie biografiche che ci fornisce il Manzoni. Ma, più che da questa presentazione, la figura del cardinale trae la sua realtà artistica da altri elementi. Personaggi eccelsi per qualche virtù, ne troviamo più d’uno nel romanzo (basti pensare a padre Cristoforo o all’Innominato dopo la conversione), ma la loro bontà è sempre una conquista, frutto di un interno travaglio, di un’esperienza purificatrice. C’è sempre, insomma, il dramma spirituale. Il Cardinale, invece, è libero completamente da ogni umana debolezza: è integro, tutto grande, tutto nobile e perfetto.