Eneide - Approfondimenti

Libro 9

Approfondimento/Riassunto su: Libro 9

1. Riassunto

Mentre Enea ricerca alleati, Iride, messaggera di Giunone, invita Turno a provocare a battaglia i Troiani, che però stanno fermi nel loro accampamento. Turno allora tenta di dare fuoco alle navi nemiche, ma queste, costruite con il legno del bosco sacro a Cibele, si trasformano in ninfe. Scesa la sera, gli anziani troiani si riuniscono per valutare la situazione. Intervengono poi Eurialo e Niso, che propongono un assalto notturno nel campo nemico per informare Enea dei fatti. Gli anziani lodano il loro coraggio e Ascanio promette loro ricchi doni. I due giovani giungono nel campo nemico durante la notte, e compiono un massacro a sorpresa. Eurialo non resiste alla tentazione di impadronirsi delle armi di Messapo, che lo tradiranno: l’elmo infatti, illuminato dalla luna, crea un bagliore, e il ragazzo viene sorpreso dai nemici. Niso tenta invano di aiutarlo, ma viene ucciso insieme all’amico. Al mattino le loro teste mozzate e issate su due aste fanno comprendere ai Troiani cosa è successo. Turno poi sferra l’attacco. Due troiani, Pandaro e Bizia, aprono una porta per entrare, ma Turno riesce ad aprire un varco e ad entrare nel campo nemico. Bizia muore, e dopo aver chiuso la porta anche Pandaro. I Troiani si riprendono e si riorganizzano, e Turno, intrappolato, si getta nel Tevere e viene portato al sicuro.


2. Analisi

Eurialo e Niso. Fallito l’incendio alle navi, Turno organizza la sorveglianza notturna con Messapo. Sicuri di essere superiori, i guerrieri rutuli e latini banchettano e le guardie giocano. Durante la notte, i giovani Eurialo e Niso irrompono nel campo nemico per avvisare Enea della situazione.
Il libro IX inaugura la narrazione epica della guerra. Lo scontro avviene in assenza del protagonista, poiché Virgilio ripropone una struttura tipica dell’epica: la situazione precipita nel momento in cui è assente l’eroe principale, come avviene nell’Iliade quando Achille si rifiuta di combattere, e come nell’Odissea quando Ulisse è lontano e i Proci minacciano moglie e figlio. Assente l’eroe principale, l’autore lascia spazio alle imprese di altri personaggi, come i giovani Eurialo e Niso.
Il modello su cui Virgilio si basa per la narrazione dell’assalto notturno dei due giovani è la Dolonia, la parte dell’Iliade in cui sono narrate le imprese di Ulisse e Diomede. Ma, mentre costoro, astuti e professionisti della guerra, portano a termine la loro impresa, i due giovani virgiliani cadono sconfitti.

Inizialmente, il racconto segue i canoni del topos epico dell’incursione nel campo avversario:

- la scelta volontaria degli eroi

- la promessa di doni

- la vestizione

- la fornitura delle armi

- l’assalto

- la strage

Ma ad un certo punto, la narrazione assume toni drammatici, fino a giungere alla tragedia finale: la morte dei giovani, lo strazio dei corpi, il compianto dei Troiani.
Nell’episodio di Eurialo e Niso Virgilio celebra i sogni di gloria, il desiderio di agire e l’impazienza dei giovani: ma Eurialo viene tradito dall’inesperienza e ingenuità, Niso dall’amicizia. Le scelte di questi eroi non sono determinate solo dal desiderio di gloria, ma anche da un sentimento privato, che in Omero era tipico delle figure femminili, e come queste, Eurialo e Niso sono due figure tragiche. Infatti, la scena si chiude con il dolore della madre di Eurialo, riproponendo il dolore di Ecuba e Andromaca per la morte di Ettore.

Turno irrompe nel campo troiano. Turno riesce ad entrare nel campo nemico, e riesce ad incendiare una torre che, crollando, travolge i difensori. I Rutuli allora si danno all’attacco. Ascanio uccide con una freccia Numano, che ironizzava sul valore guerriero dei Troiani. Pandaro e Bizia, due giganteschi fratelli, fiduciosi della loro forza aprono la porta per far entrare un po’ di nemici e ucciderli. Ma Turno riesce ad irrompere nell’accampamento.
In questa parte si conclude l’aristia di Turno, che si erge sullo sfondo della lotta tra Latini e Troiani. Sono infatti descritte le sue gesta eroiche nel campo nemico, lo scontro vittorioso con Pandaro e Bizia, che Virgilio gli contrappone per esaltare la sua potenza, fino alla fuga astuta. Turno possiede tutte le caratteristiche dell’eroe epico: audace, rapido, ha la forza di Aiace, l’irruenza di Diomede, l’agilità di Achille, il coraggio di Ettore. Le sue gesta sono il risultato del suo valore, nonostante sia assistito da Giunone, e persino la sua ritirata è epica, gettandosi nel Tevere.