Manzoni e I Promessi Sposi - Approfondimenti

Capitolo 15 dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni

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Renzo, ormai completamente ubriaco, abbandona la sala dell'osteria, tra saluti e risa. Accompagnato e sorretto dall'oste raggiunge poi la camera che gli è stata destinata. Giunto in camera, l'oste tenta nuovamente di far declinare a Renzo le proprie generalità, ma alle nuove proteste di quest'ultimo rinuncia. Fattosi poi pagare il conto, l'albergatore lascia la stanza del giovane, il quale, intanto, si è addormentato. L'oste decide di andare al palazzo di giustizia per denunciare Renzo e, dopo molte raccomandazioni, affida la cura dell'osteria alla moglie. Camminando lungo le strade di Milano, si imbatte in personaggi dall'aria fosca e in drappelli di soldati. Inizia così un lungo soliloquio, durante il quale, alle espressioni di disappunto per quell'uscita fuori programma, si mischiano considerazioni di tipo politico. Arrivato al palazzo di giustizia, l'oste denuncia al notaio criminale la presenza, nella sua osteria di un giovane che non ha voluto rivelare le generalità. Il funzionario, che ha già ricevuto il rapporto del delatore e che conosce già il nome di Renzo, mostra però di non accontentarsi delle informazioni fornite dal padrone dell'osteria e sottopone l'uomo ad un serrato interrogatorio. Il notaio criminale e due birri penetrano nella camera di Renzo e gli ingiungono di seguirli. Intimorito dal rumore che viene dalla strada e che sembra annunciare nuovi tumulti, il notaio abbandona subito l'atteggiamento autoritario e, con le buone, cerca di indurre Renzo a seguirli. Il funzionario si mostra eccessivamente gentile ed afferma che si tratta di una pura formalità, ma il giovane non gli presta fede e comincia ad elaborare un piano per far intervenire la folla a suo favore. Scesi in strada, i due birri danno una stretta alle manette di Renzo, il quale, con un grido di dolore, richiama l'attenzione dei passanti. Approfittando della piccola folla che si è formata attorno al gruppetto, il giovane chiede aiuto. Per sfuggire al linciaggio, i birri e il notaio, abbandonano il prigioniero e si confondono tra la folla.