Manzoni e I Promessi Sposi - Approfondimenti

Capitolo 23 dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni

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Il cappellano crocifero avverte il cardinale Federigo della visita dell'Innominato, e, nel contempo, lo invita a non riceverlo perché si tratta di un uomo pericoloso. Il cardinale invece insiste per vederlo immediatamente. Borbottando tra sé, il cappellano introduce l’Innominato e il vescovo lo accoglie a braccia aperte. Con un fare cortese e con parole amichevoli, Federigo mette l'Innominato a proprio agio e lo induce a rivelare i suoi turbamenti. Gli parla poi del perdono divino e a quelle parole, l'Innominato scoppia in pianto: la sua conversione è avvenuta e i due possono abbracciarsi. Il nobile racconta poi al cardinale del rapimento di Lucia e dichiara di volerla liberare al più presto.

Federigo manda a chiamare il cappellano, il parroco del paese e don Abbondio, affinché si possa organizzare la liberazione di Lucia. Il cappellano annuncia la conversione dell'Innominato ai sacerdoti riuniti, poi chiama il parroco e don Abbondio. Quest'ultimo si fa avanti svogliatamente e dopo alcuni tentennamenti. Al parroco del paese, il cardinale ordina di trovare una donna che faccia coraggio a Lucia durante la sua liberazione. A don Abbondio chiede invece di accompagnare l'Innominato fino al castello per prendersi poi cura della fanciulla: il curato accampa scuse per evitare di viaggiare con quell'uomo che lo spaventa, ma alla fine è costretto ad eseguire gli ordini.

L'Innominato e don Abbondio si apprestano ad iniziare il viaggio assieme al lettighiero del cardinale e a una donna incaricata dal parroco. Nell'attraversare la piazza gremita di gente, l'Innominato è guardato con ammirazione dalla folla che ha già saputo della sua conversione. Usciti dall'abitato, don Abbondio, ancora dubbioso circa il reale pentimento di quell'uomo, comincia un lungo soliloquio nel quale se la prende con coloro che hanno minacciato il suo quieto vivere. Accusa don Rodrigo di cercare sempre guai e di coinvolgervi anche gli altri. All'Innominato rimprovera il troppo clamore suscitato dalla sua conversione e al cardinale, la precipitazione nel fidarsi del nobile e, soprattutto, nell'affidargli il destino di un sacerdote.

L'Innominato, intanto, appare turbato dai rimorsi e dalle preoccupazioni per la nuova vita. Il gruppo oltrepassa la Malanotte e giunge nei pressi del castello, dove i bravi guardano il loro signore con perplessità e rispetto. Una volta arrivati sulla spianata antistante il castello, il nobile prega la donna di far subito coraggio a Lucia; poi l'accompagna, assieme a don Abbondio, nella stanza dov'è rinchiusa la ragazza.