Alimenti e Alimentazione

  • Materia: Alimenti e Alimentazione
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  • Data: 04/07/2016
  • Di: Angela Ardizzone

I lipidi: digestione e metabolismo

I lipidi: caratteristiche, digestione e metabolismo. La classificazione dei lipidi.

I LIPIDI: DIGESTIONE E METABOLISMO. I lipidi sono un gruppo eterogeneo di molecole solubili nei solventi organici e, contrariamente ad altri tipi principali di biomolecole, non formano polimeri.

CLASSIFICAZIONE DEI LIPIDI. Gli acidi grassi sono acidi carbossilici dotati di gruppi laterali idrocarburici a catena lunga e si trovano in forma esterificata come componenti principali dei vari lipidi. Oltre la metà dei residui di acido grasso dei lipidi contenuti nelle piante e negli animali è insatura, ossia contiene doppi legami; a volte è polinsatura, contiene cioè due o più doppi legami.

  • I triacilgliceroli, detti anche trigliceridi, costituiscono in larga misura i grassi e gli oli presenti nelle piante e negli animali; queste sostanze non polari, insolubili in acqua, sono triesteri del glicerolo con acidi grassi. Si differenziano in base all’identità e alla posizione dei loro tre residui di acido grasso.
  • I glicerofosfolipidi (o fosfogliceridi) sono le principali costituenti lipidiche delle membrane biologiche. Sono formati da glicerolo-3-fosfato, le cui posizioni C1 e C2 sono esterificate con acidi grassi; il gruppo fosforilino è unito a un altro gruppo solitamente polare. I glicerofosfolipidi sono molecole anfifile con “code” non polari alifatiche (idrocarburiche) e “teste” polari di fosforil-X.
  • Gli sfingolipidi derivano nella maggior parte dei casi dalla sfingosina.
  • Gli steroidi sono derivati del ciclopentanoperidrofenantrene. Il colesterolo rappresenta lo steroide più abbondante ed è una delle componenti principali delle membrane plasmatiche animali.
     

DIGESTIONE E METABOLISMO DEI LIPIDI. I triacilgliceroli (detti anche grassi o trigliceridi) costituiscono il 90% dei lipidi introdotti con la dieta e rappresentano la principale forma di conservazione dell’energia metabolica degli esseri umani. Poiché i triacilgliceroli non sono solubili in acqua, mentre gli enzimi digestivi lo sono, la digestione dei triacilgliceroli avviene in corrispondenza dell’interfaccia lipidi-acqua. La velocità di digestione dipende dall’area di superficie di questa interfaccia, aumentata notevolmente dai movimenti peristaltici di rimescolamento dell’intestino, combinati con l’attività emulsionante degli acidi biliari. Gli acidi biliari sono derivati del colesterolo, sintetizzati dal fegato e secreti sottoforma di coniugati della glicina o della taurina, nella cistifellea, dove sono accumulati. Dalla cistifellea gli acidi biliari sono poi secreti nell’intestino tenue, dove avviene la maggior parte della digestione e assorbimento dei lipidi. La lipasi pancreatica catalizza l’idrolisi dei triacilgliceroli, formando 1,2-diacilgliceroli e 2-acilgliceroli, insieme a Sali di sodio e potassio degli acidi grassi. L’attività enzimatica della lipasi pancreatica aumenta notevolmente quando è in contatto con l’interfaccia lipidi-acqua: il fenomeno è conosciuto come attivazione legata all’interfaccia. La miscela di acidi grassi e mono- e di gliceridi prodotti dalla digestione lipidica è assorbita dalle cellule che rivestono l’intestino tenue (la mucosa intestinale). Gli acidi biliari non solo favoriscono la digestione dei lipidi, ma sono essenziali per l’assorbimento dei prodotti della digestione. Le micelle formate dagli acidi biliari assorbono i prodotti della degradazione dei lipidi non polari in modo da permetterne il trasporto attraverso lo strato acquoso non mescolano in contatto con la parete intestinale. Gli acidi grassi prodotti dalla digestione lipidica e assorbiti dalla mucosa intestinale sono avviati  ad altri tessuti per il catabolismo o l’accumulo. Tuttavia, data la loro scarsa solubilità in soluzione acquosa, i lipidi sono trasportati in circolo sotto forma di complessi con proteine.

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