Araba ed Ebraica

  • Materia: Araba ed Ebraica
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  • Data: 12/07/2011
  • Di: Redazione StudentVille.it

Vita e filosofia di Al-Ghazali

Vita e pensiero del filosofo Al-Ghazali

La reazione più decisa contro Avicenna e, in generale, contro la pretesa dei filosofi ( i " falasifah " ), cultori del pensiero greco, in particolare aristotelico, di accedere alla verità , avviene nell' XI secolo ad opera di aAl-Ghazali , detto " ornamento della fede ". Nato nel 1058 presso Tus, nel Khorasan, da una famiglia di giuristi e di " sufi ", dopo aver studiato con un teologo asharita e un sufi, insegnò a Baghdad, ma poi ebbe una crisi, lasciò l' insegnamento, rinunciò ai beni e si dedicò a vita contemplativa, rimanendo due anni su un minareto della moschea di Damasco. Dopo essersi recato a Gerusalemme e in pellegrinaggio alla Mecca e a Medina, riprese l' insegnamento nel 1106, ma morì poco dopo nel 1111. Al-Ghazali è autore di un' autobiografia intitolata " Salvezza della perdizione ", nella quale racconta il suo itinerario spirituale. Dalla fiducia iniziale nei poteri conoscitivi dei sensi, egli passò ben presto al dubbio e muovendo alla ricerca di una verità  indubitabile, si rese conto che molti pretendono di saperla cogliere: i teologi enunciano verità , ma accettate sulla base della Scrittura o del consenso della comunità ; alcuni di essi praticano l' interpretazione allegorica, ma anche questa non ha criteri di certezza, se non l' infallibilità  riconosciuta alla figura dell' " imam "; i filosofi, invece, pretendono di valersi della sola ragione. Al-Ghazali ne studia ed espone oggettivamente le dottrine nell' opera intitolata " Le tendenze dei filosofi "; alla loro confutazione egli invece provvede con l' opera successiva intitolata " L' incoerenza dei filosofi ", nota ai latini come " La distruzione dei filosofi ". In essa, impiegando tecniche argomentative filosofiche, egli mostra che la filosofia non è in grado di pervenire a conoscenze autentiche su Dio e sui contenuti della fede religiosa. Ciò vale per i materialisti, che negano addirittura l' esistenza di un Dio creatore, e per quei filosofi, che pur ammettendo un Dio creatore, negano l' immortalità  dell' anima, ma vale anche per i teisti, come Platone e Aristotele e i loro seguaci. Della filosofia aristotelica, Al-Ghazali accetta soltanto quanto è attinente alla logica e alla dialettica. Egli procede a confutare una ventina di tesi filosofiche incompatibile, ai suoi occhi, con le credenze religiose: tre in particolare, l' eternità  del mondo, la limitazione della conoscenza di Dio agli universali e la negazione della resurrezione dei corpi. In generale, queste tesi contrastano con il Corano e portano a limitare il potere di Dio; infatti, sostenere che il mondo sia eterno equivale a dire che Dio non è causa di esso, perchò di due entità  eterne una non può essere causa dell' altra, così come parlare di emanazione del mondo dall' unità  significa escludere da Dio la volontà . Altrettanto, la tesi che Dio non può conoscere le cose e gli eventi individuali è in conflitto con l' onnipotenza e la provvidenza di Dio. Secondo al-Gazali, il fatto che gli oggetti conoscibili siano diversi e molteplici non introduce mutamenti nell' essenza divina che li conosce, altrimenti Dio non potrebbe conoscere neppure gli universali, dato che questi sono infiniti di numero, mentre egli è unico. Analoga limitazione all' onnipotenza di Dio introduce la negazione della resurrezione dei corpi. Al-Ghazali muove anche una critica radicale al concetto cardine della fisica aristotelica, il concetto di causalità  e per questo sarà  duramente attaccato da Averroò. La relazione di causa-effetto deriva, secondo al-Ghazali, dall' abitudine ad osservare eventi concomitanti. In realtà , quelle che chiamiamo causa ed effetto sono due entità  distinte: l' esistenza della prima non comporta necessariamente l' esistenza della seconda. Le entità  naturali non hanno alcun potere causale; è solo Dio che può agire come causa direttamente o attraverso suoi intermediari ( gli angeli ). In questo senso, egli può anche infrangere in qualsiasi momento la connessione per noi abituale, tra eventi e, quindi, operare miracoli: ciò che Al-Ghazali intende così affermare, contro le dottrine dei filosofi, è l' assoluta onnipotenza di Dio. La strada per arrivare a Dio è dunque indicata non dai filosofi, ma dai sufi. L' unica via di salvezza è data dalla fede religiosa, che ha il suo culmine nell' esperienza mistica. Ad illustrare questo aspetto Al-Ghazali dedica varie opere, dalla " Rivivificazione delle scienze religiose ", all' " Epistola mistica " e alla " Rivelazione dei cuori ". Dio abita nell' anima dell' uomo, che occupa una posizione intermedia nella gerarchia degli esseri. Il fine dell' uomo è pervenire all' unità  divina, che è il sommo bene, non tanto attraverso la conoscenza, quanto attraverso la volontà  e l' amore. A tale scopo, occorrono il pentimento, la purificazione e la rinuncia al mondo per sentirsi sottomessi al volere di Dio. Il culmine della relazione tra l' uomo e Dio è raggiunto nella confidenza in Dio, dalla cui grazia dipende ogni nostra buona azione, e nell' annullamento in lui. L' opera di Al-Ghazali troncò nettamente i tentativi di innestare l' aristotelismo e, in generale, la filosofia greca e le sue tecniche argomentative, sul terreno dell' Islam.