Dal Settecento all'Età Contemporanea

  • Materia: Dal Settecento all'Età Contemporanea
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  • Data: 28/11/2015
  • Di: Angela Ardizzone

Frida Kahlo, Autoritratto: descrizione e analisi

Analisi e descrizione dei più famosi autoritratti della pittrice Frida Kahlo.

FRIDA KAHLO, AUTORITRATTO: DESCRIZIONE E ANALISI. Frida Kahlo esplora i suoi sentimenti e le sue emozioni attraverso la pittura; appassionata di politica vive intensamente il periodo storico del suo paese partecipando a tutte le lotte politiche e ai fermenti, a difesa degli oppressi e poveri della nazione centro americana, nella pittura invece ritrova il coraggio di affrontare la sua condizione di handicap fisico e psicologico. Nonostante sin da piccola ebbe problemi di salute e successivamente a causa di un terribile incidente la sua vita fu tormentata da sofferenze indicibili, amò appassionatamente la vita e seppe trovare la sua strada nella pittura. Dopo il suo incidente Frida fu costretta a restare per moltissimo tempo immobilizzata a letto, e la madre le regalò uno specchio che lo mise in modo da potersi guardare sul tetto del suo letto a baldacchino. Questo gesto della madre, diventò un grande stimolo per la creatività della figlia, che guardandosi riflessa, iniziò un lungo viaggio che è durato per tutta la sua vita. Rimanendo immobilizzata per alcuni mesi nel letto si trova a tu per tu con la propria immagine; inizia così questo corpo a corpo con se stessa, partendo solamente dalla sua immagine. Lungo tutta la sua opera pittorica fece un’autobiografia di se stessa, utilizzando l’autoritratto come elemento fondamentale della sua storia, ma lo specchio diventa per Frida anche un elemento magico, la pittrice sfrutta infatti la capacità dello stesso per modificare l’immagine; lo specchio diventa per lei un modo per sdoppiarsi e quindi di potersi rappresentare anche dal di fuori. Vedersi dal di dentro e dal di fuori nello stesso tempo è un elemento di comunicazione fondamentale per Frida, un varco che mette insieme l’interno con l’esterno. Guardarsi allo specchio e poi ritrarsi, diventa una presa di coscienza di sé e della sua condizione, ma è anche una modalità di vedersi, di trovare il suo alter ego fisico e psicologico. Frida rappresentò il proprio volto in più di cinquanta lavori, ogni suo ritratto rivela solo un parziale riferimento a se stessa, permettendole di negoziare un modo per esistere, una propria collocazione nel mondo. Gli autoritratti, la sua forma di rispecchiar visi dentro, rivelano che esistere, per lei, significava avere un corpo – malato, con tutta la sofferenza che ne deriva.

DESCRIZIONE AUTORITRATTO FRIDA KAHLO: LE DUE FRIDA. Il quadro “Le due Frida”, dipinto nel 1939 dopo essersi separata dall’uomo che amerà sempre il pittore Diego Rivera, può essere interpretato come manifestazione pittorica della contraddizione di sé, le due Frida infatti non possono condividere lo stesso spazio; né dal punto di vista logico né da quello fisico emotivo. La pittrice mostra due immagini, divise ma alleate nello stesso tempo, in contrasto, ma corrispondenti allo stesso corpo. I suoi autoritratti alludono a una sorta di ego frammentato in diversi ambiti (la politica, il sociale e le emozioni)  attraverso i quali Frida comunica, in quanto messicana e donna fisicamente menomata. Le due Frida sono sedute su un sedile, in uno spazio non determinato, sullo sfondo un cielo nuvoloso a indicare la confusione della sua vita. Attraverso questo doppio, si manifestavano le identità delle due Frida: una era quella che una volta aveva amato Rivera e l’altra quella che non amava più. Le due Frida condividono una semiotica esistenza fisica, ma i loro corpi diventano immutabili.

FRIDA KAHLO DIPINTI: DESCRIZIONE LA COLONNA SPEZZATA. Nel quadro “La colonna spezzata”, del 1944, dipinto quando fu costretta ad utilizzare un busto per mantenere la colonna vertebrale, rispecchia il  suo stato psico fisico. Ciò che lei sente su di sé e dentro di sé, viene rappresentato attraverso questo autoritratto, lo sguardo è sbieco, la testa un po’ voltata, come in posa davanti allo specchio, Frida mescola realtà ed immaginazione, la postura è quella di una donna che si specchia ma ciò che realizza è la realtà come la sente, come la vive Frida dentro il suo animo. La scelta di sostituire la propria colonna vertebrale con una colonna classica, mette in analogia tra il corpo umano e l’arte classica, una alla base del corpo umano e l’altra alla base dell’arte. Anche quando ritrae se stessa in pose sofferte e dolorose, conserva uno sguardo carico di sfida: attraverso l’arte reagisce, nonostante le circostanze fisiche glielo impediscano.