Dal Settecento all'Età Contemporanea

  • Materia: Dal Settecento all'Età Contemporanea
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  • Data: 28/11/2015
  • Di: Angela Ardizzone

La classe di danza del signor Perrot di Edgar Degas: descrizione e analisi

La classe di danza del signor Perrot di Edgar Degas: descrizione e analisi dell'opera.

LA CLASSE DI DANZA DEL SIGNOR PERROT DI EDGAR DEGAS: DESCRIZIONE E ANALISI. La classe di danza, dipinto e realizzato intorno al 1873 da Degas, fu esposto per la prima volta  all’esposizione di Parigi nel 1874, questa mostra viene considerata  l’atto di nascita ufficiale dell’Impressionismo. Qui vi esponevano tutti quei giovani artisti che si opponevano ai Salon, vetrina della pittura ufficiale, e che quindi rivoluzionano il nuovo linguaggio accademico, aprendo nuove strade espressive. Questi nuovi pittori definiti appunto Impressionisti, per rendere l’impressione della realtà sulla tela abbandonano il chiaro scuro, accostano rapidi tocchi di colore, e lavorano più sulla luminosità che sui volumi. Degas è molto vicino a questo gruppo di pittori, ma adotterà alcune scelte autonome, infatti a differenza degli Impressionisti che prediligono dipingere  en plain air, letteralmente all’aria aperta, per lui invece l’arte rimarrà sempre frutto dell’elaborazione mentale dell’artista operata in studio.

DESCRIZIONE DEL QUADRO LA CLASSE DI DANZA DI DEGAS. Dagli inizi degli anni Settanta l’interesse di Degas si volge al mondo del teatro e il tema delle ballerine costituisce un ulteriore capitolo, insieme a quello delle corse dei cavalli e successivamente delle donne al bagno, del suo studio sistematico del movimento e della gestualità.
Era assiduo frequentatore di camerini e scuole di danza, non era attratto tanto dalla grazia del ballo, quanto dalle pose faticose e forzate dei corpi, dai loro equilibri instabili, dalla varietà di gesti e di movenze delle ballerine. Per accrescere ulteriormente la complicazione e la spettacolarità delle prospettive di interni chiusi, nelle quali inserire figure sole o in gruppo con effetti in movimento, ricorre a inquadrature decentrate, a scorci diagonali, ribassati o rialzati, dilatando lo spazio scenico con l’uso di specchi, porte e finestre.
Questo quadro è di speciale interesse sia per il numero di figure dipinte – tutte in atteggiamenti diversi – sia per il particolare taglio prospettico, con lo sfondamento della parete di sinistra operato dallo specchio, che riflette una parte della finestra da cui si intravede un frammento di città. L’azione si svolge, probabilmente nella scuola di ballo di rue Le Pelletier, con il maestro di danza Jules Perrot, posto al centro della sala, che dà il tempo battendo il bastone.
Degas ricostruisce la scena collocandosi a destra e scorciandola leggermente dal basso: in questo modo imprime maggiore profondità spaziale alla stanza, rendendo più dinamica la struttura d’insieme della scatola prospettica con una inquadratura che ne taglia i margini.

CLASSE DI DANDA DI DEGAS: ANALISI DELL'OPERA. Nello spazio così sapientemente prolungato l’artista crea una trama figurativa complessa, distribuendo le numerose figure in tre gruppi ben organizzati, legati fra loro da una successione di effetti solo in apparenza casuali. Il dinamico gruppo centrale, con le ballerine che provano un passo di danza, funge da trait d’union fra gli altri due gruppi, più statici: quello in primo piano intorno al pianoforte, e quello arretrato, con ballerine in riposo e spettatrici che osservano gli esercizi. Delicati e sensibili passaggi di colore colgono, in una luce apparentemente immota, il luccicare dei rasi, la vaporosità dei tulle, i riflessi dei capelli, il tono madreperlaceo della nube al di là della finestra.
Articolato e sapientemente calcolato si rivela anche il telaio compositivo, dinamizzato da una rete di linee diagonali che si sviluppano sia in profondità, sia verso i lati. Si avverte poi un sapiente gioco di campo e fuoricampo, che mette in comunicazione l’interno della stanza con l’esterno (il paesaggio urbano riflesso nello specchio) e le figure e gli oggetti disposti sui lati, tagliati dalla cornice della tela, con lo spazio dello spettatore.