Dal Settecento all'Età Contemporanea

  • Materia: Dal Settecento all'Età Contemporanea
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  • Data: 31/10/2015
  • Di: Angela Ardizzone

Marcel Duchamp: riassunto vita e opere

Riassunto dettagliato su vita e opere dell'artista Marcel Duchamp.

MARCEL DUCHAMP: RIASSUNTO VITA E OPERE. Leggi il riassunto su vita e opere di Marcel Duchamp. Marcel Duchamp (1887-1968), pittore francese, è considerato uno dei maggiori rappresentanti del Dadaismo, anche se non ha mai accettato l’appartenenza a questo gruppo. È stato uno dei più grandi artisti del Novecento, ha costruito un nuovo prototipo di artista da intendersi come intellettuale sempre pronto a proporsi in maniera inaspettata, anche solo per il piacere di essere diverso dal normale.
 

MARCEL DUCHAMP OPERE. I dipinti dei primi anni (1098-12) mostrano una facilità di assimilazione delle novità stilistiche del momento: dal neoimpressionismo al fauvismo, dal simbolismo al futurismo, e soprattutto fu molto vicino al cubismo. Nel Nudo che scende le scale n.2, (1912), si fa molto evidente il distacco di Duchamp dal cubismo in direzione di una ricerca più affine al futurismo. Fin dal 1913 Duchamp era andato sviluppando una sorta di nichilismo estetico, proponendo polemicamente ed ironicamente come opere d’arte oggetti comuni (ready - made), tolti dal loro contesto e trasformati in opere d’arte per il solo fatto di essere dichiarati tali dall’artista.
 

MARCEL DUCHAMP: DADA AMERICANO. Quando giunse a New York per la prima volta, incontrò altri due artisti Picabia e Man Ray, dando vita al Dada americano (1915-1919) con l’esposizione dei primi ready- made: tra cui i più famosi Fontana, un orinatoio rovesciato che venne rifiutato dalla Society of  Indipendent Artists. Altrettanto tipici di questa fase sono lo Scolabottiglie (1914) e Ruota di bicicletta (1913-64), risultante dal montaggio di una ruota su uno sgabello, e l’opera L.H.O.O.Q  (1919), cioè la famosissima riproduzione della Gioconda di Leonardo, con l’aggiunta di matita di baffi e barba.
 

MARCEL DUCHAMP: AUTORITRATTI FOTOGRAFICI. Negli anni venti si dedicò a ricerche ed esperimenti ottico – percettivi, realizzò autoritratti fotografici in cui si esibiva tra l’altro in travestimenti femminili. Dopo un periodo di inattività, durante il quale si dedicò soprattutto al gioco degli scacchi e all’attività di consulente artistico presso collezionisti e musei americani; riprese a realizzare oggetti ironici, che riflettevano complessi e raffinati percorsi mentali, basandosi anche su giochi di parole. Con il radicale spostamento di peso dall’idea di opera d’arte come oggetto a quella di opera d’arte come procedimento mentale e riflessione spesso fortemente autoreferenziale, indifferentemente dai mezzi utilizzati, Duchamp ha avviato quella concettualizzazione dell’arte che, dagli anni sessanta in poi, ha avuto tanta fortuna, in primo luogo, sulla scena artistica americana, dalla pop art all’arte concettuale.

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