Dal Settecento all'Età Contemporanea

  • Materia: Dal Settecento all'Età Contemporanea
  • Visto: 367
  • Data: 28/11/2015
  • Di: Angela Ardizzone

Picasso, Les demoiselles d'Avignon: riassunto e analisi opera

Picasso, Les demoiselles d'Avignon: riassunto e analisi dell'opera insieme ad una breve descrizione.

PICASSO, LES DEMOISELLES D'AVIGNON: RIASSUNTO E ANALISI OPERA. Les Demoiselle d’Avignon, realizzato tra il 1906 e il 1907, è uno dei quadri più famosi ed inaugura la stagione cubista dell’artista Pablo Picasso. L’opera inizialmente viene denominata  Il bordello filosofico; infatti, anche il titolo attuale identifica il soggetto come una scena di postribolo nella malfamata via d’Avignone a Barcellona. La profondità dello spazio prospettico e il volume aggettante delle figure sono definiti attraverso un’identica costruzione disegnativa, rovesciando i canoni della prospettiva geometrica rinascimentale. Ogni figura sembra essere resa attraverso la combinazione di molteplici vedute prese da differenti punti d’osservazione: nei volti delle tre figure più naturalistiche, a sinistra, gli occhi sono rappresentati frontalmente mentre i nasi appaiono di profilo. Le due figure di destra, le ultime che sono state dipinte, presentano una scomposizione maggiore: la drastica riduzione dei loro volumi e una spigolosa intersezione di piani elementari deriva dalla scultura africana, cui l’artista allude sostituendo i due volti con maschere tribali.

PICASSO, LES DEMOISELLES D'AVIGNON: DESCRIZIONE E SPIEGAZIONE. Il progetto iniziale prevedeva una composizione con sette figure: cinque donne e due uomini nell’interno di un postribolo. Nella composizione definitiva cambiano la composizione, il numero e il significato delle figure, l’uso del colore, la struttura formale. Il soggetto che conserva  tracce dell’interesse sociale e della malinconia degli squallidi ambienti che hanno caratterizzato la produzione precedente dell’artista, è evidente nelle prime versioni a sette figure: un ospite scostando la tenda, entra in una stanza dove lo attendono cinque prostitute, insieme ad una figura maschile. La versione definitiva invece appare come una composizione geometricamente architettata di piani taglienti, che bloccano gli oggetti sulla superficie, quasi a rovesciarli verso lo spettatore. Le figure femminili, sorta di bagnanti allegoriche o di idoli primitivi, sono ridotte a cinque. La disposizione della tenda e dei personaggi annulla ogni affondo spaziale. Si attua una relazione tra contenuto (figure, drappo bianco, tenda rossa, natura morta) e contenitore (lo sfondo blu, che sembra composto anch’esso da solidi geometrici); tale osmosi è evidenziata in modo netto da una decisa struttura di linee e di forze, che chiudono definitivamente l’affondo prospettico per generare un nuovo spazio pittorico.
Le fonti figurative per questi nudi sono complesse e variamente intrecciate: la sintesi dei profili egizi, già ripresa da Gauguin, è evidente nel grande personaggio di sinistra che, scostando una tenda, rivela al pubblico gli altri; il primitivismo della scultura iberica, studiata al Louvre, si rintraccia nel chiuso plasticismo dei volti ovali delle due figure centrali; il modello dello Schiavo morente di Michelangelo è visibile nelle pose di queste stesse figure, infine si vede l’influenza di Ingres e delle Grandi bagnanti di Cézanne.

PICASSO, LES DEMOISELLES D'AVIGNON: ANALISI E SPIEGAZIONE. L’opera oggi diffusamente indicata come il testo inaugurale dell’Avanguardia novecentesca, non può considerarsi definitivamente conclusa e risolta rispetto ai canoni di compiutezza e di coerenza formale fino a quel momento vigenti. Picasso elabora direttamente sulla tela i suoi ripensamenti e le sue evoluzioni: dal gusto per il primitivo e l’arcaico tipico dell’Espressionismo passa a una pittura geometricamente strutturata, per appropriarsi infine dei piani antillusionistici e spezzati dell’arte “negra”. I possibili percorsi sono sommariamente indicati, senza che l’autore avverta la necessità di chiudere l’opera: il momento fondativo di una tradizione artistica è già orientato, in modo definitivo alla creazione di un’opera aperta e senza una precisa necessità di conclusione, poiché si tratta di sostituire a un’estetica del compimento e della perfezione una nuova estetica votata alla sperimentazione di soluzioni linguistiche sempre nuove.
Quest’opera suscitò all’epoca reazioni negative e scandali, ma innescò allo stesso tempo la nascita del Cubismo.