Dal Settecento all'Età Contemporanea

  • Materia: Dal Settecento all'Età Contemporanea
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  • Data: 02/01/2016
  • Di: Angela Ardizzone

Renato Guttuso: biografia e opere famose

Renato Guttuso: vita e opere famose dell'artista.

RENATO GUTTUSO: BIOGRAFIA E OPERE FAMOSE. Renato Guttuso (1912 – 1987), compì gli studi classici a Palermo, dove frequentò la bottega di un pittore di carretti siciliani. Nel 1913 si trasferì a Roma ed espose alla I Quadriennale; ebbe rapporti con i pittori della scuola romana, da cui assorbì i primi elementi di uno stile tonale e di una reazione anti Novecento. Dal 1935 al 1937 soggiornò a Milano, dove i contatti con Birolli, Manzù, Persico, Banfi, Joppolo rafforzarono quelle posizioni, innestandole su basi politiche antifasciste. In questi anni Guttuso si volse verso un’arte realistica, che raggiunse matura espressione in Fuga dall’Etna (1939). Evidenti sono gli elementi  formativi del suo linguaggio: il Picasso di Guernica (1937), il pre - espressionismo di Van Gogh, l’arte popolare, la “sicilianità” e i realisti francesi dell’Ottocento.

RENATO GUTTUSO: TUTTE LE OPERE DELL'ARTISTA. Nel 1939 dipinge la Fucilazione in campagna, ispirata all’assassinio del poeta spagnolo Federico Garcia Lorca, esprimendosi con un linguaggio aspro che rivela i suoi contatti con la “Scuola Romana”. Nel 1940 si iscrisse al partito comunista, tra il 1940 e il 1942, partecipò al movimento milanese di Corrente, cui nel 1941 diede una delle opere più rappresentative la Crocifissione che fece scalpore per le trasgressioni, in senso realista dell’iconografia tradizionale. Qui il suo modo di intendere il realismo si palesa completamente: non è il realismo courbetiano, né quello “magico” di Bontempelli, l’innaturalismo dei colori, il ladrone rosso per esempio, l’inversione prospettica del tavolino in primo piano che genera un improvviso moto spaziale, l’affollarsi di uomini e oggetti contro un paesaggio cupo, lo stacco violento dei colori, la composizione altamente meditata (si vedano rapporti e richiami fra linee e forme) allontanano da ogni realismo oggettivo per esprimere fortemente sdegno ed ansia interiori. Nel 1943 a Roma, entrò nella resistenza e dipinse a inchiostri colorati la serie di tavole del Gott mit uns (1943-45). Nel dopoguerra partecipò al Fronte nuovo delle arti con opere tematiche sociali e, formalmente, di matrice neocubista come L’occupazione delle terre incolte in Sicilia del (1947). Quando nel 1948 il fronte si sciolse Guttuso fu tra gli animatori del movimento realista, orientando la propria pittura in direzione neonaturalista e fortemente didascalica. Dopo tale stagione realista, a partire dal 1958 accolse influenze espressioniste ed elementi di rinnovamento formale che aggiornarono il suo realismo a una maniera da tutti i punti di vista più libera. Tra le opere più interessanti dell’ultima fase della sua produzione possiamo ricordare Giornale murale del maggio 1968,(1968),  I funerali di Togliatti (1972); La Vucciria (1947) e Caffè Greco (1976). Malgrado il mutare della situazione politica degli anni di guerra ad oggi; egli si è sempre mantenuto fedele a questa tensione morale; se il fascismo storico appartiene al passato, esiste sempre una mentalità fascista latente, sopraffattrice dei deboli, esaltatrice della violenza sulla ragione. Sono cambiati i temi , non l’impegno politico che fa di Guttuso un tutto unitario fra uomo e artista. Va aggiunto tuttavia, che accanto a questa tematica, egli ha affrontato anche soggetti di diversa natura, sempre con la stessa forza e coerenza stilistica. Inoltre ha pubblicato una raccolta di scritti giunti fino a noi intitolata Mestiere di pittore (1972).