Duecento e Trecento

  • Materia: Duecento e Trecento
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  • Data: 01/02/2014
  • Di: Redazione StudentVille.it

Francesco d'Assisi

Riassunto su vita e opere di Francesco d'Assisi.

Francesco d'Assisi e la letteratura religiosa

Francesco d'Assisi è uno dei più grandi esponenti della letteratura religiosa del Duecento. La letteratura religiosa rispecchia lo spirito della cultura medievale  per la religiosità che la ispira, la semplicità, la sincerità e la freschezza dei motivi e delle forme. Ciò che distingue la letteratura religiosa dalle altre manifestazioni letterarie è il suo carattere popolare; è una poesia caratterizzata dalla semplicità ed elementarità dei sentimenti della gente comune, espressi in forme semplici ed immediate; è popolare anche in senso politico e sociale, perché rispecchia i sentimenti religiosi delle folle.

Nel campo letterario essa favorisce l’uso del volgare, divenuta ormai lingua di tutti, e determina al tempo stesso il declino lento del latino, che rimane lingua dei dotti. Nel campo religioso essa stimola all’interno delle istituzioni ecclesiastiche un’ansia di rinnovamento , e dà così vita a vasti movimenti di religiosità popolare.

Vita di Francesco d'Assisi

La letteratura umbra del Duecento ha carattere esclusivamente religioso, perché mira al rinnovamento morale dei fedeli; il principale esponente fu S. Francesco d’Assisi che esercitò una straordinaria influenza sulla cultura italiana del Medioevo. S. Francesco nacque ad Assisi nel 1182, da giovane ebbe un’accurata educazione, come tutti i figli della ricca borghesia del tempo, e partecipò alla vita spensierata della città insieme ad altri giovani finché una profonda crisi religiosa e morale lo trasformò interiormente, inducendolo a dedicarsi ad una vita di penitenza, di preghiera e di carità al servizio dei poveri, dei malati e dei deboli. Ricevuto in sogno da Cristo l’ordine di restaurare la Chiesa, si dedicò interamente a questa missione, fondando con i primi seguaci l’ordine dei Frati Minori. Nel 1224, sul monte della Verna, Francesco d'Assisi ricevette miracolosamente le stimmate.

Morì nel 1226, la sera del 3 ottobre, pregando i compagni che lo assistevano di cantargli il Cantico di frate Sole da lui composto nel 1224. Fu proclamato Santo nel 1228 e tuttora se ne celebra la festa il 4 ottobre di ogni anno.

Il cantico delle creature

Francesco d'Assisi compose in latino vari opuscoli contenenti regole, esortazioni ed ammaestramenti per i suoi seguaci. Più significativa, tuttavia, è la sua produzione in volgare. Fu uno dei primi a comporre inni e preghiere in volgare, sia per abbattere la barriera tra la religione dei chierici e la religione popolare, sia per imprimere meglio nel cuore degli uomini le grandi verità della fede.

Uno di questi inni è il Cantico delle creature o di Frate Sole; lo compose nel 1224 dopo una notte di grandi sofferenze e di disagi per una invasione di topi nella cella. Quella notte, durante una visione, aveva avuto la certificazione dell’approvazione divina del suo operato e la promessa della salvezza eterna, e per ringraziamento levò a Dio l’inno della lode e della riconoscenza.

Il Cantico di frate Sole è scritto in prosa ritmica con rime ed assonanze sparse liberamente, in volgare; un volgare però nobilitato, depurato degli elementi e dei suoni più rozzi, impreziosito da latinismi. Esso svolge un motivo centrale della concezione francescana dell’uomo e dell’universo; l’uomo è una creatura di Dio, essere perfetto; tuttavia, inserito in un universo i cui elementi, gli astri, il fuoco, l’acqua,la terra e i suoi frutti che sono tutti una palese testimonianza della grandezza e della bontà di Dio, avverte di essere anche lui figlio di Dio e di sentirsi legato da vincoli di fraternità con tutte le altre creature, che sono suoi fratelli e sorelle e di cui si fa interprete e portavoce, innalzando a Dio un inno di lode e di ringraziamento.

Questo concetto viene espresso poeticamente, articolandosi in una serie di descrizioni suggestive degli elementi che costituiscono l’universo, dei quali si colgono immediatamente la bellezza e l’utilità , fino all’esortazione finale rivolta a tutte le creature a lodare, benedire e ringraziare il Signore e a servirlo con grande umiltà. Così facendo S. Francesco riconcilia l’uomo con la Natura che era stata rinnegata dall’ascetismo medievale e considerata come fonte di peccato, preannunciando così la nuova civiltà del Rinascimento.