Duecento e Trecento

  • Materia: Duecento e Trecento
  • Visto: 35516
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Il Dolce Stil Novo

Breve introduzione alle caratteristiche principali del Dolce Stil Novo.

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Il Dolce Stil Novo è una corrente di poesia sviluppatasi tra il 1280 e il 1310 a Bologna e a Firenze ed è così chiamata da un espressione usata da Dante nel Purgatorio. Ne fecero parte Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Lapo Gianni, Cino da Pistoia.

I poeti del Dolce Stil Novo appartenevano quasi tutti alla borghesia, esercitavano quasi tutti un attività, erano in genere notai e avvocati e partecipano attivamente alla vita politica. Contemporaneamente coltivano la poesia

Caratteristiche della loro poesia (novità dal punto di vista concettuale)

Non faceva riferimento all’attualità e prendeva in considerazione anche la tematica amorosa.
La scuola del Dolce Stil Novo si collega a grandi linee ai modelli della poesia d’amore tradizionali che erano quelli della poesia provenzale e quelli della scuola siciliana (Federico II).Gli stilnovisti hanno introdotto importanti novità contenutistiche e formali. Sul piano dei contenuti gli elementi più significativi di rinnovamento sono:

• Il concetto dell’amore virtù ovvero il concetto dell’amore inteso come strumento come mezzo di elevazione spirituale, mezzo di riscatto dal peccato e di salvezza dell’anima (nelle scuole precedenti l’amore era inteso come strumento di riabilitazione sociale e morale).

• La figura della donna angelo. Per questi poeti la donna è intermediario tra l’uomo e Dio, dispensatrici di virtù e quindi capace  di nobilitare un sentimento terreno come l’amore.

• Lo stretto rapporto tra amore e cuore gentile cioè nobile. Questi poeti sostenevano che l’amore può avere sede in un cuore nobile. La nobiltà di cui parlano gli Stilnovisti non è legata alla nascita ma è piuttosto una perfezione morale, un insieme di dati spirituali che predispongono l’uomo al bene e lo rendono degno di accogliere in sé l’amore .

Questa idea è sostenuta da Guido Guinizzelli nella sua canzone “ Al cor gentil” considerata il manifesto poetico della scuola.

Novità dal punto di vista formale o espressivo

Questa nuova concezione dell’amore si traduce in uno stile dolce, lieve caratterizzato da parole piane preferibilmente bisillabiche, in genere prive di consonanti aspre ed è caratterizzata ancora da una sintassi semplice e limpida.

Dalla poesia sono banditi i vocaboli troppo realistici e plebei.

I motivi ricorrenti sono: la LODE della donna angelo cioè la celebrazione delle sue virtù; la descrizione degli effetti beatificanti del saluto della donna; l’ATTEGGIAMENTO DELL’ INNAMORATO che contempla estasiato la donna amata e si dichiara incapace di esprimere a parole la perfezione della donna.

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