Duecento e Trecento

  • Materia: Duecento e Trecento
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  • Data: 01/02/2014
  • Di: Redazione StudentVille.it

Letteratura Realistica

I caratteri essenziali della letteratura realistica del 1200.

La poesia del ‘200 vede come protagonista anche quella realistica, così chiamata perché ritrae gli aspetti più concreti, edonistici, istintivi e sensuali della vita reale in contrapposizione ai contenuti idealizzanti e misticheggianti della più elevata poesia ad essa contemporanea.

La poesia realistica ebbe carattere comico-giocoso; comico ( in senso dantesco) per lo stile medio, adatto ad argomenti modesti, non sublimi, caratterizzato da una sintassi piuttosto libera ed irregolare  e dall’uso di termini pittoreschi, vivaci, plebei e dialettali; giocoso perché svolge i suoi temi in modo per lo più scherzoso, burlesco, caricaturale, con frasi ad effetto, atte a suscitare il riso degli ascoltatori.

Si tratta di poesie recitate in pubblico, nelle bettole e taverne. I temi erano convenzionali: l’amore visto nei suoi aspetti istintivi e sessuali, la donna sguaiata, venale; la ruffiana avida e sfrontata; la vecchia brutta, gobba e sdentata; l’elogio del gioco, del bere e dei copiosi desinari; la maledizione contro la miseria e la povertà; la caricatura di personaggi noti; l’invettiva , il vituperio, ossia l’ingiuria e il disprezzo degli avversari: sono tutti temi che presuppongono un clima di libertà politica e sociale garantita dalla civiltà comunale.

La poesia realistica era già un vero e proprio genere letterario a sé di cui si configurava anche la tecnica con l’indicazione degli argomenti, tratti sempre dalla vita comune quotidiana, e del linguaggio, ad essi adeguato, popolare e dialettale. Essa non sorse per la prima volta nel ‘200, ne ritroviamo i precedenti in tutto il territorio delle letterature romanze, specialmente nei fabliaux e favolelli, brevi racconti in versi di natura burlesca, satirica e licenziosa apparsi in Francia sin dal sec. XI o nei canti goliardici o Carmina burana in mediolatino.

Poeti stilnovisti, tra cui Dante, non rifuggirono da essa ma la trattarono in alcune loro composizioni. A parte il valore dei singoli poeti, la poesia realistica ha una grande importanza storica perché ci mostra l’altro volto del medioevo, quello allegro, scanzonato, edonistico, gioioso e burlesco. I più noti poeti realistici sono Rustico di Filippo e Cecco Angiolieri.