Economia Aziendale

  • Materia: Economia Aziendale
  • Visto: 845
  • Data: 03/10/2013
  • Di: Redazione StudentVille.it

L'acquisizione delle immobilizzazioni immateriali

L'acquisizione delle immobilizzazioni immateriali.

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Secondo la disciplina del principio internazionale IAS 38 l’attività immateriale “è un’attività non monetaria, identificabile, priva di consistenza fisica e posseduta per essere utilizzata nell’attività di produzione o di commercializzazione di beni o servizi, per essere affittata a terzi o per fini amministrativi”.

Le immobilizzazioni immateriali sono quindi formate:
• da beni non materiali che l’impresa utilizza nella propria attività per più cicli produttivi;
•  da costi a utilità pluriennale
•  dall’avviamento.

Bisogna fare le seguenti distinzioni:

Immobilizzazioni immateriali in senso stretto, dove i beni immateriali anche se non sono percepibili materialmente, possono essere suscettibili di valutazione economica e possono essere quindi introdotti nel mercato.

In questa categoria troviamo ad esempio:
• Diritti di brevetto industriale
• Delle opere dell’ingegno
• Di concessione
• Le licenze
• I marchi
• Il know-how
• Ecc.

Le immobilizzazioni immateriali in senso stretto sono di solito acquisite esternamente tramite atti di scambio contratti con i titolari dei diritti associati ad esse.

Oneri pluriennali, i quali rappresentano costi sostenuti per un’utilità che si prolunga nel tempo, vengono  iscritti nell’attivo del bilancio suddividendo il costo in più esercizi . Gli oneri pluriennali possono essere acquisiti solo internamente e mediante autorizzazione degli amministratori. Vanno distinti in:
- Costi d’impianto, che sono i costi che vengono sostenuti per la costituenda società.
- Costi di ampliamento, che sono i costi che servono per aumentare le attività aziendali.
- Costi di ricerca e sviluppo, che sono i costi che l’impresa sostiene per le acquisizioni di nuove conoscenze o capacità e per il rischio sul risultato che si corre, non sono riconosciuti a utilità pluriennale e vengono attribuiti al conto economico. I costi di ricerca diventano ad  utilità pluriennale quando sono collegati allo sviluppo, il quale permette di aumentare i risultati della ricerca stessa portando alla nascita di nuovi prodotti o processi produttivi in grado di ottimizzare la redditività.
- Costi di pubblicità, i quali vengono patrimonializzati quando mirano a proiettare un nuovo prodotto con notevoli risultati nel tempo.
La patrimonializzazione dei costi di ricerca e sviluppo subentra in sede di assestamento.

L’avviamento, che deve essere considerato a parte poiché rappresenta il valore massimo che viene riconosciuto ad un’attività commerciale in termini di maggior redditività derivante da peculiarità specifiche come ad esempio capacità professionali. L’avviamento che, secondo le regole internazionali, viene acquisito dall’esterno deve originariamente essere registrato contabilmente in base al costo, ma in sede di bilancio, ogni anno, bisogna verificare che non si siano verificate situazioni che provocano una perdita di valore. In questo caso subirà un processo di svalutazione.

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