Educazione Fisica

  • Materia: Educazione Fisica
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  • Data: 02/12/2015
  • Di: Angela Ardizzone

Il nuoto: cenni storici e stili

Cenni storici sul nuoto e gli stili.

NUOTO: CENNI STORICI E STILI. Grazie alle testimonianze di pitture murali, graffiti e incisioni sappiamo che la pratica del nuoto era già diffusa in epoca remota. Il nuoto moderno ebbe inizio con la costruzione della prima piscina a Liverpool nel 1828. Le prime gare avvennero nel 1837 e a partire dal 1896 venne inserito tra gli sport delle prime  Olimpiadi moderne svolte ad Atene; gli stili addottati al di là della rana ,erano vagamente simili a quelli attuali ossia: stile over, ovvero il nuotare su un fianco e il dorso, due braccia in contemporanea immersione. Non si conosceva ancora lo stile crawl e lo stile a farfalla. La vasca deve presentare 8 corsie con una larghezza di 2,50 metri ciascuna e con due spazi di 0,50 metri ciascuno all’esterno delle corsie numero 1 ed 8. La delimitazione effettuata con un galleggiante di colore diverso  dagli altri deve presentare a partire da ciascuna parete terminale una distanza di 5,00 metri. I blocchi di partenza devono essere installati 0,30 e 0,60 al di sopra della superficie dell’acqua. A 1,20 metri al di sopra della superficie dell’acqua sono posizionati trasversalmente alla vasca gli indicatori di falsa partenza. L’acqua deve presentare una temperatura di +25 centigradi, deve essere trasparente, priva di correnti. Sul fondo della vasca al centro e sulle pareti terminali con un colore scuro e contrastante troviamo le strisce segna corsia. La partenza degli atleti avviene al colpo di pistola su basi poste ad un’altezza di cm 50-70 dalla superficie dell’acqua.  L’arrivo sarà effettuato dall’atleta che per primo tocca la parete con una o due mani e deve restare in corsia fin quando tutti gli atleti non terminano la gara. Le regole appena elencate sono in riferimento a gare a livello agonistico, quindi Giochi Olimpici, Campionati Europei, Campionati mondiali e competizioni internazionali di alto livello.

NUOTO: CAPACITA' COORDINATIVE E CONDIZIONALI. L’atleta per poter ottenere ottimi risultati deve avere una predisposizione naturale, deve avere una preparazione di base come in tutti gli sport e deve acquisire delle capacitò coordinative e condizionali . Le capacità coordinative le suddividiamo in

  1. capacità di direzione e controllo motorio
  2. capacità di trasformazione e adattamento motorio
  3. capacità di apprendimento motorio

Le capacità condizionali che riguarda le qualità fisiche dell’atleta, vengono suddivise in:

  • forza veloce o rapidità
  • Velocità intesa come capacità di accelerazione
  • Resistenza, della prestazione fino alla fine della gara.
     

STILI DEL NUOTO.  le caratteristiche principali presenti in tutti gli stili sono:

1- La bracciata
2- La Battuta delle gambe
3- La posizione del corpo nell’acqua che definiamo assetto
4- La respirazione
5- La virata
6- Il tutto di partenza e di arrivo

La rana: si tratta dello stile più antico e lento i movimenti sono quasi del tutto innaturali. La partenza avviene con un immersione in una bracciata completa e si riemerge in superficie con il capo . il corpo deve presentare una posizione leggermente inclinata con le gambe e la testa più alta rispetto alle spalle. Le gambe devono essere raccolte verso il bacino con le ginocchia fisse, quando i pieni si trovano vicino le natiche, le gambe si allungano verso l esterno in modo tale da dare un avanzamento al corpo, i piedi si trovano in una posizione a martello.  Le braccia da distese in avanti ruotano verso l’interno e si allargano fuori e le mani sono ruotate verso l’esterno. La virata deve essere compiuta con il tocco di due mani in modo da eseguire una spinta con una completa azione di braccia e gamba. Per quanto riguarda l’arrivo, l’atleta deve toccare la parete contemporaneamente con entrambe le mani.

Il crawl: Il corpo si presenta steso orizzontalmente, la testa sulla linea del corpo e lo sguardo posto al fondo della piscina. Mentre le braccia si compiono la loro azione, la testa deve essere leggermente sollevata; l’inspirazione viene fatta con la bocca e mai con il naso. Le gambe leggermente divaricate eseguono un movimento alternato che parte dall’anca, il ginocchio è teso e la punta del piede deve essere allungata. Le bracciate eseguono due fasi: la fase attiva di trazione e propulsione che viene attuata sott’acqua e la fase passava detta anche di recupero che viene eseguita fuori dall’acqua. Per quanto riguarda la partenza l’atleta  è posto su una base piegandosi in avanti con le gambe leggermente piegate,le braccia dietro o avanti basse, i piedi sul bordo eseguono la spinta finale per il tuffo; l’arrivo avviene toccando con una sola mano la parete di fondo.  Nel caso in cui la gara non fosse finita si esegue la virata, quella più semplice viene eseguita con una mano che poggia alla parete e inverte la direzione di marcia. Esiste anche la virata a capriola che si presenta più complicata: l’atleta deve giungere a 90-120 cm dalla parete flettendo il capo verso il basso e piegandosi all’altezza della vita esegue la capriola con le gambe che fuori escono dall’acqua.

Il dorso: il corpo si presenta orizzontale come nel crawl, ma disteso di schiena. La testa deve essere immersa fino alle orecchie, deve essere in linea con il corpo e le spalle immerse a pelo d’acqua. Le gambe devono eseguire una battuta dal basso verso l’alto riemergendo solo la punta del piede; il movimento è uguale a quello del crawl, la bracciata è simile, ma rovesciata. La partenza avviene in acqua con le mani afferrate ai dispostivi di appoggio. La virata può essere eseguita di fianco normale o con capriola. L’arrivo deve essere eseguito con una mano contro la parete.

La farfalla: lo stile a farfalla nasce dallo stile a rana; il movimento delle gambe è lo stesso. Il movimento della trazione nella prima fase delle braccia riprende quello dello stile della rana,mentre nella seconda parte riprende quello del crawl. La partenza è come quella del crawl. La battuta delle gambe avviene contemporaneamente dalla superficie al fondo; le ginocchia leggermente piegate i talloni emergono appena in superficie e le punte sono distese, in modo da avere una maggior spinta; le braccia si muovono contemporaneamente, da distese avanti con le mani parallele e vicine prima sottoacqua e successivamente leggermente furori. Successivamente sottoacqua avviene la fase di trazione e di spinta del capo, terminata la fase della spinta si inizia con l’inspirazione e le gambe affondano per poi riemergere con l’espirazione. La virata è simile a quella dello stile a rana con la differenza che una volta compiuta l’atleta deve subito riemergere. L’arrivo avviene toccando contemporaneamente con entrambe le mani la parete di fondo.