Educazione Fisica

  • Materia: Educazione Fisica
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  • Data: 06/03/2016
  • Di: Angela Ardizzone

Judo: tecniche e regolamento

Judo. Le tecniche e il regolamento di questa arte marziale.

JUDO: TECNICHE E REGOLAMENTO. Si tratta di uno sport di combattimento; è un arte marziale, un metodo di difesa personale giapponese. Il judo nacque in giappone nel 1882 fondando dal professore Judo Kano. Il judo è fondamentale per la forza fisica e mentale; l’allenamento conduce alla perfetta conoscenza dello spirito mediante l’addestramento attacco/difesa e lo sforzo per ottenere miglioramento fisico e spirituale. Nel 1964 entra a far parte come disciplina delle Olimpiadi di Tokyo. Sia la tecnica che la teoria dell’judo viene chiamata “yawara” che significa “adeguarsi alla forza avversaria in modo da ottenere il pieno controllo”. Le tecniche del judo che oggi riconosciute ufficialmente sono suddivise:

• Nage-waza
• Tachi-waza
• Te-waza
• Koshi-waza
• Ashi-waza
• Sutemi-waza
• Ma-sutemi-waza
• Yoko-sutemi-waza
• Katame-waza
• Osae-komi-waza
• Shime-waza
• Kansetsu-waza
• Atemi-waza
• Ude-ate
• Yubisaki-ate
• Kobushi-ate
• Tegatana-ate
• Hiji-ate
• Ashi-ate
• Hiza-gashira-ate
• Sekitō-ate
• Kakato-ate
 

JUDO: TECNICHE DI QUESTA ARTE MARZIALE.  Ecco le tecniche principali del judo:

  • Nage-waza ossia tecnica di proiezione; l’apprendimento di questa tecnica avviene tramite un sistema chiamato  go-kyo-no-waza che organizza 40 tecniche divise in 5 gruppi di 8 tecniche. Nelle nage-waza si distinguono le tecniche in piedi ossia le tachi-wazi che a sua volta si divide in tre gruppi( tecniche di braccia “te-waza”, tecniche di anca “koshi-waza” e le tecniche di gamba “ ashi-waza”),e le tecniche di sacrificio ossia le sutemi-jwaza che a sua volta si distingue in due gruppi ( tecniche di sacrificio sul dorso “ ma-sutemi-waza” e le tecniche di sacrificio sul fianco “ yoko-sutemi-waza.
  • Il katame-waza ossia la tecnica di controllo può essere eseguita  nella tecnica di combattimento al suolo il “ne-waza”;  si suddivide a sua volta in tecnica di immobilizzazione “osae-komi-waza”, tecnica di strangolamento “ shime-waza” e tecnica di leva articolare “kansetsuwaza”.
  • Atemi –waza ossia le tecniche di colpo  si dividono in ude-ate ossia colpire con gli arti superiori e “ashi ate” colpire con gli arti inferiori.
  • Gli ude-ate a loro volta si suddividono  in yubisaki-ate ossia colpi inferti con la punta delle dita;  kobushi-ate ossia colpire con colpi inferti con il pugno; tegatana-ate ossia colpi inferti con il taglio della mano e hiji-ate colpi inferti con il gomito.
  • Gli ashi-ate a loro volta si suddividono in hiza-gashira-ate ossia colpi inferti con il ginocchio, sekito ate colpi inferti con l’avampiede e kakato-ate colpi inferti con il tallone.
  • Ukemi sono le regole da utilizzare per evitare di cadere e di farsi male. L’ukemi si suddivide in quattro tipi:  1- mae-ukemi ossia la caduta in avanti frontale; 2- yoko-utemi ossia la caduta laterale che può essere applicata sia a destra che a sinistra; 3- ushiro-utemi ossia la caduta indietro; 4-  zempo-kaiten-utemi ossia la caduta in avanti frontale eseguita con il rotolamento . questa tecnica consenta al corpo di scaricare l’energia accumulata senza creare danni fisici.
  • Kuzushi: si tratta di azioni che portano al raggiungimento  dello tsukuri ossia costruzione in modo da ottenere uno squilibrio( kuzushi) dell’avversario. Lo kuzushi si ottiene tramite spinte e trazione eseguite con tutto il corpo,lo sbilanciamento avviene con l’esecuzione lungo la linea retta o curva in ogni direzione. Esistono 8 direzioni di squilibrio “ happo-no-kuzushi” secondo cui è possibile spostare il baricentro del corpo avversario rispetto alla posizione naturale detta “shizen-tai”. Le otto posizioni sono a  mo di rosa dei venti, ossia in avanti, in dietro, laterale destra e sinistra e diagonale destra e sinistra.
  • Il tsukuri e il kake sono fondamentali nelle esecuzioni delle tecniche; importante è utilizzare la forza della mente per controllare braccia e gambe ed agire in perfetto sincronismo.
  • In base alla didattica classica, i principi fondamentali del waza sono tre: 1-  l’iniziativa detta “ sen”, consiste nell’attaccare l’avversario con tecniche dirette o in successione incalzando l’avversario con attacchi continui sino a portarlo allo squilibrio; 2- il contrasto di iniziativa detto “ go-no-sen” che viene applicato tramite l’utilizzo dei bogyo-no-gaeshi ossia le tecniche di difesa e di contrattacco; 3- l’iniziativa sull’iniziativa detta “ sen-no-sen che consiste nell’attaccare l’avversario quando è in fase di preparazione; questa pratica richiede intuizione.
  • I kata: ossia forma, si tratta di esercizi di tecnica e di concentrazione che richiedono difficoltà; infatti per poter riuscire al meglio occorre eseguire lunghi periodo di pratica e studi approfonditi. Le pratiche riconosciuta dal kata sono: le forme delle proiezioni “ nage-no-kata”; le forme dei controlli “ katame-no-kata;  le forme della decisione “kime-no-kata”; forme dell’adattabilità “ ju-no-kata”; l’arte dell’autodifesa “ kodokan goshin-jutsun” ; le forme dei cinque principi “itsuntsu-no-kata”; le forme antiche “koshiki-no-kata e le forme dell’educazione fisica “ seiryoku- zen yo- kokumin-taiiku-no-kata”.

Il luogo dove si svolge la pratica del judo si chiama dojo che significa luogo di studio della via. Il termine veniva già utilizzato nel buddismo giapponese dove veniva indicata la stanza adibita alla meditazione; la pratica viene svolta su un materassino chiamato tatami. Il dojo viene visto come un monastero e quindi come un luogo sacro; è il luogo dove si raggiunge la perfezione del corpo e della mente, ma è anche il luogo dove si svolgono i combattimenti. Il dojo si divide in quattro aree principali disposte secondo i punti cardinali: Nord: Kamiza il posto d'onore, che rappresenta la saggezza, è riservato al sensei  ossia all’insegnante alle cui spalle  è posta l'immagine di Jigorō Kanō Shihan. Est: Jōseki il  posto degli alti gradi, che rappresenta la virtù ed è riservato ai sempai ossia al  compagno maggiore, agli ospiti illustri, o in generale agli yūdansh ovvero i  portatori di dan. Sud: Shimoza  posto inferiore  che rappresenta l'apprendimento ed è riservato ai mudansha ossia ai non portatori di dan. Ovest: Shimoseki  posto dei bassi gradi, che rappresenta la rettitudine ed è generalmente vuoto, ma all'occorrenza è occupato dai 6ⁱ kyū. La divisa utilizza è judogi composta dai pantaloni di cotone bianco “zubon” , dalla casacca bianca in cotone “uwagi” e da una cintura “obi” colorata in modo da riconoscerne il grado.