Educazione Fisica

  • Materia: Educazione Fisica
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  • Data: 30/04/2016
  • Di: Angela Ardizzone

Teorie e metodi di allenamento

Le teorie e tutte le tecniche e metodi di allenamento. Riassunto dettagliato,

TEORIE E METODI DI ALLENAMENTO. Per essere efficace l’allenamento occorre che l’atleta che non pratichi sport superi il 30% delle sue potenziali capacità,Bin quanto ne deve formare la capacità; mentre nell’allenato occorre che l’atleta superi il 70% delle proprie potenzialità. L’allenamento viene migliorato se si applica un corretto dosaggio del recupero rapportato al carico; il lavoro deve essere applicato a serie di ripetizioni, questo processo viene definito fenomeno della supercompensazione. L’inizio dell’attività fisica provoca stress al nostro corpo e per ottenere una rigenerazione psicofisica e nervosa occorre concedersi delle pause più o meno lunghe, il che significa che non bisogna smettere di allenarsi, ma occorre variare l’attività; recuperato lo stress si può passare ad inalzare leggermente il livello di prestazione sportiva.

COME APPLICARE LE TECNICHE DI ALLENAMENTO. Occorre rispettare la successione del carico dell’allenamento; la tecnica deve essere applicata all’inizio dell’allenamento, che segue la fase del riscaldamento, in quanto si tratta di uno stimolo neuromuscolare e coordinativo. Dopo la tecnica bisogna allenare la forza e questo aiuta anche a mantenere attiva la memoria, dal momento in cui bisogna memorizzare il ciclo dei gesti.

Metodo di lavoro a contrasto: viene applicato per far conciliare l’allenamento della forza e della rapidità. In genere vengono eseguite due tipologie:

  1. alternare serie con carichi pesanti a serie con carichi leggeri
  2.  nella stessa serie eseguire carichi pesanti e leggeri.

I fattori della capacità sportiva:
- capacità condizionali ossia resistenza, rapidità, forza e mobilità articolare;
- capacità coordinative
- capacità psichiche, salute, sociali, tecnico cognitive

Per ogni attività fisica è prevista una fase iniziale di condizionamento:

  • costruire una buona base aerobica o anaerobica
  • efficienza muscolare, prevista soprattutto nelle discipline aerobiche
  • flessibilità muscolare
  • applicazione della tecnica legata alla disciplina praticata

L’atleta che risulta resistente, allena la forza mettendo in pratica la forza degli sforzi ripetuti, il cui scopo è quello di formare il tessuto muscolare, irrobustire la struttura e attivare il metabolismo energetico. Gli esercizi messi in pratica utilizzano solo il peso del corpo, in modo che il muscolo abbia uno sviluppo lento, la crescita sarà più stabilizzata e le fibre consumeranno meno glucosio.  La forza si manifesta tramite il muscolo che si presenta costituito da una parte fibrosa elastica ed una contrattile; lavorando entrambe producono forza. L’unità funzionale del muscolo viene chiamata sarcomero.

  1. Il recupero consente all’atleta di ripristinare l’equilibrio psico-fisico; a seconda dell’intensità dell’esercizio il recupero sarà più o meno lungo, esempio:  la disidratazione si recupera in sei ore; l’acidosi si smaltisce in una o due ore; le scorte di glicogeno vengono recuperati in uno o due giorni e le proteine richiedono dai due agli otto giorni. Il processo del recupero di basa su tre fasi ordinate: riduzione delle capacità fisiche funzionali causato dallo stress dell’allenamento.
  2. il recupero.
  3. compensazione o rimbalzo che migliora le capacità fisiche.


Allenamento rivolto agli anziani: lo scopo dell’allenamento rivolto agli anziani è quello di prevenire malattie osteoarticolari, respiratorie, mentali, cardiache e così via.  L’allenamento è costituito da attività costanti e cicliche, quali camminata, corsa lenta, suddivisa in mezz’ora di attività svolta tre volte a setti