Età Arcaica

  • Materia: Età Arcaica
  • Visto: 219
  • Data: 06/01/2016
  • Di: Angela Ardizzone

Alcmane: vita e opere

Vita e opere del poeta della lirica corale greca Alcmane.

ALCMANE: VITA E OPERE. Alcmane è il primo esponente dell'antica lirica corale greca di cui abbiamo un profilo netto e una quantità di opere consistenti. Tuttavia, i dati a nnostra disposizione sono spesso in contraddizione e incertezze. Secondo la tradizione il poeta Alcmane è nato a Sardi, celebre centro della Lidia, intorno alla metà del VII secolo. Tuttavia, egli si esprime nel dialetto di Sparta e pare conoscere le tradizioni della Laconia, dunque probabilmente egli è nato da genitori originari di questa regione, trasferiti poi in Lidia. Oppure, è possibile che essendo lidio di origine, si sia poi trasferito a Sparta. Secondo Pausania, quando morì fu sepolto vicino al sacrario di Elena a Sparta.
 

ALCMANE, LA POESIA: CARATTERISTICHE DEI PARTENII. Della poesia di Alcmane ci restano 150 frammenti vari. Nell'antichità Alcmane fu molto apprezzato per i partenii, canti eseguiti da un coro di fanciulle in occasione di feste sacre. Le sue poesie furono raccolte in 6 libri di canti lirici. C'era inoltre un'altra opera, Le tuffatrici, ma non ne conosciamo il contenuto. Al tempo di Alcmane Sparta era uno dei centri più vivi della Grecia, al livello sia artistico che culturale. Il più ampio frammento di Alcmane, restituitoci da un papiro di Sakkara (scoperto nel 1855 dall'egittologo Mariette e pubblicato a Parigi nel 1863), noto come Partenio del Louvre, ci permette di ricostruire la struttura di un antico partenio. Il poeta iniziava con il racconto di un mito, suggerito dall'occasione della celebrazione in cui avveniva l'esecuzione corale. Il mito dava poi spunto ad una riflessione di carattere morale, adattabile a tempi e personaggi diversi, collegando quindi passato e presente. Il Partenio del Louvre fu scritto per un coro di fanciulle spartane, che avrebbero dovuto cantarlo in cocasione di una festa religiosa. La cerimonia, che cominciava al tramonto e durava tutta la notte,. prevedeva che le fanciulle, oltre al canto, offrissero ad una divinità di nome Aotis un oggetto chiamato pharos, parola che alcuni interpretano come velo stoffa, altri invece aratro o vomere. Se diamo come esatta quest'ultima interpretazione, si potrebbe pensare ad un simbolo di fecondità e quindi ad una festa in onore di Afrodite, celebrata da fanciulle che si avvicinavano all'età delle nozze. In ogni caso, il Partenio ci è molto utile per comprendere lo schema:

  • mito
  • ghnome (riflessione morale)
  • attualità

Il mito racconta la storia di Ippocoonte e dei suoi 12 figli, uccisi da Eracle, che aveva voluto vendicare la morte del cugino Eono morto per mano di Ippocoonte. Alcmane lo cita come esempio di violenza punita e ne ricava successivamente la morale (la punizione divina). Segue poi l'aggancio con l'attualità, introducendo la competitività tra due ragazze, Agido e Agesicora, che secondo alcune interpretazioni erano le guide dei due semicori. Secondo altri i cori erano due, in gara tra loro, e guidati da Agido e Agesicora. Il passaggio dal mito all'attualità sembra brusco per noi, ma in realtà rientra nelle caratteristiche del genere. 
 

ALCMANE: GLI ALTRI FRAMMENTI DEL POETA. Dell'opera di Alcmane ci rimangono altri frammenti che hanno caratteristiche abbastanza diverse:

  • fr. 26 P.: in esametri dattilici, qui il poeta si abbandona ad una riflessione sulla sua età ormai avanzata.La triste considerazione sulla vecchiaia che lo sovrasta è messa in contraddizione con la freschezza delle fanciulle del coro. 
  • frr. 39 e 40 P. descrivono il cerilo che vola insieme alle alcioni, le sue femmine, sul mare. Alcmane utilizza questa immagine per fare un'analogia tra la sua poesia e il canto melodioso degli uccelli
  • fr. 89 P.: abbiamo la descrizione di un paesaggio notturno, che ispirò teocrito e Leopardi. 
  • fr. 59 P.: questo ed altri frammenti portano alla luce frasi d'amore del poeta Alcmane, il quale visse l'amore con dolcezza, senza  tormentose passioni.