Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 6001
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Alberto Magno

Il pensiero del filosofo.

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Alberto Magno I teologi che si richiamavano al pensiero di Agostino , in particolare i francescani, anche quando accoglievano dall' aristotelismo tematiche o soluzioni di problemi, erano in genere ostili ad un recupero della filosofia di Aristotele nella sua globalità. Ma ciò che questa filosofia offriva era proprio il modello di un sistema completo e organico di filosofia della natura, capace di spiegare la totalità del cosmo e di quanto esso contiene e, inoltre fondato su una concezione della scienza come dimostrazione a partire dai principi. Chi più contribuì a rendere accettabile questa immagine di Aristotele e l' intera sua opera nell' Occidente latino, sopratutto negli ambienti domenicani, fu Alberto di Colonia detto Magno. Nato da famiglia nobile in Germania, in una cittadina della Svevia, verso il 1200, fu inviato a Padova a studiare nella facoltà delle Arti. Qui si manifestarono i suoi interessi per le scienze naturali e inizia probabilmente il suo studio delle opere di Aristotele . Nel 1223 decide di entrare nell' ordine domenicano e ritorna in Germania, dove compie il suo noviziato a Colonia. A questo periodo risale il suo primo scritto De natura boni, nel quale già dimostra conoscenza delle opere di di Aristotele , anche di quelle di filosofia della natura. Il maestro dell' ordine domenicano decide di mandarlo a studiare teologia a Parigi, l' unico studium generale dove i domenicani avevano due cattedre di teologia. A Parigi Alberto risiede fra il 1243, e il 1248; dapprima tiene lezioni sulle Sentenze di Pietro Lombardo e nel 1245 diventa maestro di teologia. In quello stesso anno arriva a Parigi Tommaso d' Acquino , che entra in contatto con lui e che poi, nel 1248, lo accompagna a Colonia, dov'è istituito il primo studium generale dei domenicani in Germania. Qui Alberto è maestro di teologia sino al 1254 e tiene lezioni non soltanto sullo Pseudo-Dionigi, ma anche sull' Etica Nicomachea di Aristotele . I suoi confratelli gli chiedono di scrivere un libro sull' intera conoscenza naturale; nascono in tal modo numerosi scritti che sono in buona parte parafrasi delle opere aristoteliche: Physica, De caelo, De natura locorum, De causis proprietatum elementorum, De generatione et corruptione, Meteora, De mineralibus et lapidibus, De anima, De vegetalibus, De animalibus. Conquesta mole imponente di scritti, portati a conclusione nel 1271, Alberto costruisce su basi aristoteliche, un' imponente enciclopedia del sapere .Dal 1254 al 1257 egli regge la provincia domenicana di Teutonia. Nel 1256/57 rappresenta i domenicani ad Anagni, presso la curia papale, contro gli attacchi di Guglielmo di Saint-Amour e i maestri delle Arti parigini, e dibatte contro gli averroisti sul problema dell' unità dell' intelletto : da questa disputa scaturirà lo scritto " De unitate intellectus contra Averroistas " del 1263 . Nel frattempo , dimessosi dalla carica di provinciale nel 1257 , Alberto é rientrato a Colonia e nel 1259 , su incarico del maestro dell' ordine , stende , con l' aiuto , tra gli altri , di Tommaso d' Aquino , la " ratio studiorum " , il programma di studi dell' ordine domenicano . Nel 1260 il papa Alessandro IV lo nomina vescovo di Ratisbona , ma l' anno successivo Alberto parte per Roma per rassegnare le sue dimissioni al papa . Nel luglio 1261 arriva presso la curia a Viterbo , dove soggiorna il nuovo papa Urbano IV , successo ad Alessandro IV , e vi risiede fino al 1263 : qui incontra nuovamente Tommaso d' Aquino e viene a conoscenza di nuove traduzioni di testi aristotelic (segue nel file da scaricare)

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