Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 8543
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Averroè

Il pensiero del filosofo.

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Averroè Il più importante studioso di Aristotele fu Ibn Rushd , noto come Averroè ( 1126-1198 ) . Nato a Cordova da una famiglia di giuristi , Averroè godette della protezione dei califfi della nuova dinastia degli Almohadi , che aveva sconfitto e sostituito quella degli Almoravidi . Averroè divenne medico del califfo Abu Yaqub Yusuf e fu nominato giudice a Siviglia e poi a Cordova ; il califfo stesso gli diede il compito di commentare le opere di Aristotele . La sua situazione favorevole non mutò nei primi anni di regno del nuovo califfo Al-Mansur , successo al padre nel 1184 , ma verso il 1194 Averroè dovette subire un processo e varie sue opere furono distrutte . Per questa ragione una parte di esse é sopravvissuta solo in versioni ebraiche e latine . Esiliato nei pressi di Cordoba , Averroè concluse la sua vita a Marrakesh in Marocco . Averroè diventerà noto presso i latini soprattutto come commentatore di Aristotele . Dante stesso nell' Inferno ( IV , 144 ) lo definisce come colui " che ' l gran comento feo " . I suoi commenti sono di tre tipi : 1 ) commenti brevi , consistenti in sommari , parafrasi ed estratti di passi dalle opere commentate ; 2 ) commenti medi e , infine , 3 ) commenti grandi , di maggiore estensione e complessità . Sono stati conservati tra gli altri i commenti medi alle " Categorie " , alla " Retorica " , alla " Poetica " , alla " Fisica " , al " De caelo " e a " Generazione e corruzione " , oltre ai commenti grandi al " De anima " e alla " Metafisica " di Aristotele ; Averroè scrive anche un " Commento alla Repubblica " di Platone e uno all' " Isagoge " di Porfirio . Ma il filosofo per eccellenza rimane ai suoi occhi Aristotele ; egli mira a comprenderne il pensiero autentico , convinto che le verità acquisite per via filosofica non siano in contrasto con la rivelazione del Corano , che é infallibile . Erroneamente nell' Occidente latino sarà attribuita ad Averroè la cosiddetta dottrina della doppia verità , secondo la quale la verità a cui si può pervenire con la ragione per via puramente filosofica é diversa e talora contrastante con la verità di fede . in realtà , per Averroè la verità é una , non c'é maggior verità nella filosofia rispetto alla religione o viceversa ; piuttosto , la filosofia deve essere riconosciuta come legittima anche dal credente , in quanto non contrasta , bensì conferma la rivelazione . Questa tesi é argomentata da Averroè in un' opera , composta fra il 1177 e il 1180 , intitolata " Libro della distinzione del discorso e della determinazione della conoscenza tra legge religiosa e filosofia " . La verità é una , ma molteplici sono i gradi e i modi in cui si accede ad essa . A tale proposito Averroè riprende da Aristotele la distinzione tra tre tipi di argomentazione : a ) dimostrativa o scientifica , che parte da premesse vere ; b ) dialettica , che parte da premesse condivise dai più o dai più autorevoli ; c ) retorica , che parte da premesse che paiono persuasive all' auditorio . Esse rappresentano tre vie attraverso le quali ci si accosta alla verità : quella dimostrativa é propria del filosofo , quella dialettica lo é del teologo e quella retorica é appropriata ai più , inclini ad immaginarsi in maniera antropomorfa la divinità . I tre livelli e modi di comprensione della verità corrispondono a tre livelli di una gerarchia tra uomini , ma tutti i modi pervengono a riconoscere , anche se per vie diverse , che Dio esiste ed é uno e ha creato il mondo , di cui si prende cura provvidenzialmente ; che Maometto é il suo profeta ; c (segue nel file da scaricare)

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