Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 9275
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Dewey: vita e opere

Vita e opere del filosofo.

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La vita, le opere e la formazione culturale Il pragmatismo assume una configurazione particolare nella concezione filosofica di John Dewey; nato a Burlington, nel Vermont, nel 1859, egli studiò alla John Hopkins University, dove ricevette una formazione di tipo neohegeliano, ma su di lui influirono poi potentemente il pragmatismo di Peirce e di James e le dottrine dell'evoluzionismo darwiniano. Studiò anche presso l'università del Michigan, dove si specializzò in Psicologia, laureandosi con una tesi sulla psicologia in Kant. Dal 1894 al 1904 insegnò all'università di Chicago: qui fondò la "scuola laboratorio" per bambini, la quale si basava sui nuovi princìpi pedagogici introdotti da Dewey stesso. Dal 1904 al 1929 insegnò alla Columbia University di New York: in questa città morì nel 1952. Le opere più importanti di Dewey sono Esperienza e natura (1925), La ricerca della certezza (1929) e, soprattutto, Logica, teoria dell'indagine (1938). Vanno poi ricordate: Come pensiamo (1910), Saggi di logica sperimentale (1916), Natura e condotta dell'uomo (1922), Una fede comune (1934), L'arte come esperienza (1934), Il conoscente e il conosciuto (1939), Teoria della valutazione (1939), Libertà e cultura (1939). Importantissimi per gli sviluppi della pedagogia contemporanea sono Democrazia ed educazione (1916), Esperienza ed educazione (1938), Educazione oggi (1940). La prima formazione di Dewey è di carattere neo-hegeliano. Per quanto egli abbia successivamente superato la fase idealistica del suo pensiero, di Hegel gli rimase sempre la concezione che la realtà è una totalità rispetto alla quale le singole parti sono elementi costitutivi, non individualità indipendenti. Questa concezione serviva a Dewey soprattutto per concepire unitariamente il rapporto tra soggetto e oggetto, tra mente e corpo, tra coscienza e natura, tra Dio e mondo. Ma, in seguito all'influenza dell'evoluzionismo darwiniano, egli concepisce la totalità del reale non più idealisticamente come spirito, ma come natura , ovvero come il risultato del continuo interagire tra il singolo organismo e l'ambiente in cui esso vive. In questa prospettiva, la filosofia non ha più una funzione prettamente conoscitiva e non si deve proporre di riconoscere una razionalità hegelianamente già presente nella realtà. Al contrario, essa deve rendere consapevole l'uomo degli elementi di disordine e di conflittualità che continuamente emergono nel rapporto tra individuo e ambiente e fornire gli strumenti, insieme logici e operativi, adeguati a risolvere tali problemi. Attraverso l'influenza della biologia evoluzionistica e del pragmatismo, soprattutto peirciano, l'iniziale assunto idealistico di Dewey si trasforma in strumentalismo naturalistico . (segue nel file da scaricare)

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