Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 6518
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Epicuro: la società

La societa nella filosofia epicurea.

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La società Per Epicuro , però , la piena realizzazione dei fini umani non é raggiunta attraverso la partecipazione attiva alla vita politica e associata : su questo punto egli si allontana decisamente dal Platone della " Repubblica " e in parte anche da Aristotele . La società e le tecniche si sono costituite e sviluppate sotto la spinta della ricerca dell'utile , ossia per raggiungere il piacere ed evitare il dolore , ma , secondo Epicuro , il vero luogo in cui il piacere e la felicità possono essere perseguiti e raggiunti é la piccola comunità di amici raccolti intorno ad un maestro , cioè la scuola filosofica , non la città . La città per Epicuro é propriamente soltanto condizione negativa rispetto a questo scopo . Egli definisce , inoltre , la giustizia come un patto o contratto ( nomos ) stipulato allo scopo di non recare o subire danni . Essa quindi non é una virtù cooperativa , come aveva voluto Platone , ma una convenzione , dettata non da obblighi morali nè dalla natura , bensì dall'utile individuale . Lo scopo é quello della protezione e della difesa : acconsentire di non danneggiare altri a patto che essi non danneggino me . La città come istituzione dovrebbe garantire rispetto di questo patto , ma la vita politica appare a Epicuro come un terreno di conflitti e competizioni , dunque , soltanto quando é l'unica via per garantire la propria sicurezza , essa deve essere praticata , mentre in ogni altra circostanza , l'uomo saggio si asterrà da essa . A questo proposito va senz'altro citato il motto di Epicuro " vivi di nascosto " ( in Greco laqe biwsas ) al quale possiamo affiancare quello di Ovidio : " Bene qui latuit , bene vixit " . Ciò non significa vivere una vita solitaria o rompere i legami con la città alla maniera dei cinici . Si tratta , invece , di non ricercare nella città la felicità e l'autosufficienza che soltanto i legami di amicizia possono assicurare . Epicuro ravvisa , infatti nell' amicizia un grande bene , ossia una causa di massimo piacere e felicità . E l'amicizia é realizzata pienamente soltanto nella piccola cerchia della scuola filosofica , al riparo dalle tempeste della vita. Epicuro stesso sentiva fortemente questo sentimento tanto che fece di tutto ( e ci riuscì ) per far liberare un amico fatto prigioniero a Corinto , come testimoniano i papiri di Ercolano . Il giardino era un luogo privato dove l'amicizia era centrale : tra l'altro l'amicizia é l'unico sentimento coerente alle dottrine epicuree : la politica va evitata , le passioni anche ( in quanto piacere dinamico ) . Se le passioni vanno eliminate , la dimensione sessuale per Epicuro é invece connaturale all'uomo e non va eliminata : Epicuro proponeva un uso terapeutico della vita sessuale , che non va ripudiata perchè permette la perpetrazione della specie ; senz'altro la ricerca efferata del piacere va eliminata . Epicuro a differenza di Platone , dice che l'amore fisico é connaturale all'uomo , mentre l' erws va abolito : é passionale e non fa che creare nell'uomo un male interiore . L'amicizia rimane il migliore dei sentimenti perchè é distante dalla politica e dall'amore : vi é per Epicuro nell' amicizia una serenità più profonda , superiore a quella dell'amore , perché più facilmente si può conservare libera da sentimenti che procurano dolore come la gelosia o il dolore del distacco o la paura di non essere riamati. L'atteggiamento di Epicuro verso gli altri uomini è riassumibile nella sua massima: "E' non solo più bello ma anche più piacevole fare il bene anziché riceverlo". In questa massima, il piacere assurge a fondamento e a giustificazione della solidarietà fra tutti gli uomini. (segue nel file da scaricare)

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