Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 8400
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Epicuro: la teologia

La teologia di Epicuro.

Appunto completo all'interno del file da scaricare.

Scarica il file

Abstract - scaricare il file per l´appunto completo
La teologia Epicuro ammette l'esistenza degli dei . Un argomento a favore di essa é dato dal consenso di tutti gli uomini : ciò su cui tutti gli uomini sono concordi deve essere vero . Inoltre , tutti ritengono che gli dei siano immortali , felici e dotati di figura umana . Ma queste credenze non sono altro che prolessi , concetti derivati dall'esperienza : per esempio , durante il sonno si hanno visioni di dei , le quali , quindi , come ogni prolessi , derivano da oggetti reali . Un' altra dimostrazione dell'esistenza divina é proprio data dai sogni , dove compaiono anche le divinità , che sono per Epicuro antropomorfi , uguali a come ci appaiono nei sogni . Per Epicuro la divinità non si interessa minimamente delle vicende umane ed egli lo dimostra con un ragionamento simile a quello aristotelico : la divinità é una realtà beata , e se si occupasse delle vicende umane come potrebbe esserlo? Sarebbe un'autodiminuzione occuparsi di tali cose . Ma gli dei dove stanno? Epicuro é un materialista e quindi deve pur collocarli da qualche parte : egli li colloca negli " intermundia " , ossia gli spazi che separano un mondo dall'altro . Tuttavia dire che gli dei non si curano delle vicende umane non vuol dire che siano irrilevanti : essi sono un modello da imitare per l'uomo ( come Epicuro era per i suoi seguaci ) ; gli dei vivono la migliore delle vite , piena di felicità e l'uomo imitandoli può condurre una vita uguale alla loro : da qui nasce la teoria secondo cui l'uomo é uguale agli dei , può assimilarsi ad essi ( viene ripreso il concetto dell' " omoiosis qeo " , il diventare come un Dio , di Platone ) . L'unica differenza tra uomo e dei é che loro hanno la vita eterna ( e di conseguenza la felicità eterna ) , l'uomo no . Ma che cosa mi importa se c'è la felicità quando io non ci sono più , diceva Epicuro ? " Non é infatti per me cosa piccola o priva di importanza ciò che rende la mia disposizione d' animo simile a quella degli dei e indica che non siamo inferiori alla natura incorruttibile e beata , nonostante la nostra condizione mortale . Perché , da vivi , possiamo godere di una felicità pari a quella degli dei anche se si sia ricevuta una diminuzione ; ma se non si é in grado di sentire , in che modo si può ricevere una diminuzione ? " ( Lettera alla madre ). Se per Aristotele la divinità muoveva il mondo , per Epicuro essa muove gli uomini , che devono tentare di imitarla ( esattamente come i pianeti per Aristotele imitavano l' eternità e la perfezione di Dio ) . Tra l'altro questa concezione della divinità che non interviene nel mondo umano sortisce anche un altro effetto : dissipa il timore per la divinità , che non va temuta in quanto non interverrà mai nel nostro mondo . Per Epicuro la religione tradizionale degenera in superstizione e atteggiamenti ridicoli dati dalla paura che l'uomo prova nei confronti di dio : " non é irreligioso chi rinnega gli dei del volgo , ma chi le opinioni del volgo applica agli dei " dice Epicuro . Epicuro utilizza a proposito degli dei che appaiono nel sonno la dottrina , già in parte democritea , secondo la quale dagli oggetti emanano incessantemente flussi di atomi , detti eidwla ( letteralmente immagini ) , i quali conservano fedelmente la configurazione degli oggetti da cui provengono , se non subiscono modificazioni nel loro tragitto . Ma gli dei , secondo Epicuro , non sono composti come gli altri oggetti , altrimenti sarebbero anch'essi sottoposti ai processi di disgregazione . Gli dei , invece , sono immortali , immuni da dolori , e vivono beati in quelli che in latino saranno detti intermundia , gli spazi che separano tra loro gli infiniti m (segue nel file da scaricare)

Appunto completo all'interno del file da scaricare.

Scarica il file