Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 11483
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Fichte: filosofia dell'assoluto

La principale filosofia di Fichte.

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Filosofia dell'assoluto La dottrina della scienza, così come viene esposta nei Fondamenti del 1794 e nelle successive riformulazioni fino alle due Introduzioni alla dottrina della scienza del 1797, determina la fama di Fichte presso i contemporanei. Le successive versioni delle Dottrina della scienza (1801, 1804, 1810, 1813, 1814) non ebbero incidenza sia perché, eccetto quella del 1810, furono pubblicate solo dopo la morte del loro autore, sia perché la popolarità di Fichte ormai era oscurata dalla fama di Schelling. L' idealismo di Fichte, che i suoi contemporanei conoscono, è quindi quello che vede nell' Io Assoluto il fondamento ultimo di ogni realtà, tanto sotto il profilo teoretico quanto sotto quello pratico. Stando così le cose, non ebbe torto Hegel a definire la filosofia fichtiana come idealismo soggettivo, cui andava contrapposto l' idealismo oggettivo di Schelling, riservando invece la definizione di idealismo assoluto per il proprio sistema filosofico, che doveva essere sintesi e completamento delle unilaterali proposte filosofiche dei primi due. Ma l' idealismo soggettivo esaurisce soltanto la prima fase del pensiero di Fichte. Dal 1800 in poi egli, pur difendendo la continuità del suo primo pensiero con la dottrina del ' 94, si distacca dallo schema dei tre princìpi e pone in secondo piano la stessa esposizione dell' idealismo trascendentale, imprimendo alla propria riflessione un sempre più forte carattere religioso. Su di lui hanno probabilmente influenza le critiche degli avversari, soprattutto dei romantici, che lo accusavano di aver formulato, con la dottrina della scienza, un sapere formalistico, costruito puramente a priori, chiuso nella soggettività dell' Io e come tale incapace di attingere la vera realtà. Per sfuggire a queste critiche, Fichte intende ora dare al suo sistema un fondamento ontologico, anzichè semplicemente trascendentale: l' Io puro non appare più il princìpio primo, da cui far dipendere l' intero sistema, ma rimanda a un fondamento ulteriore, a un Essere assoluto che sta a sua volta a fondamento dell' attività dell' Io. Il nuovo orientamento del pensiero di Fichte implica anche una nuova nozione dell' infinito. Fino al 1800 l' infinitezza era attribuita soltanto all' attività del soggetto, oltre che al compito morale che esso deve realizzare. Si trattava, quindi, di un' infinitezza trascendentale (o, per così dire, funzionale) la quale non toccava la sfera dell' essere. Il concetto di una "divinità nel quale tutto fosse posto per il solo fatto che l' Io era posto", cioè il concetto di un Essere infinito che non trovasse più limiti in alcun Non-io ad esso esterno, era dichiarato "impensabile". Ora, invece, l' infinito assume carattere metafisico: è l' infinitezza di un Essere, di un Dio o, nella nuova terminologia che Fichte prende a prestito dai romantici, di un Assoluto che è principio ontologico (e non soltanto gnoseologico) di ogni realtà. Si è detto di una probabile influenza su Fichte da parte dei romantici: non a caso Schelling stesso lo accusò di plagio, per aver mutuato da lui il concetto di Assoluto. Ma la filosofia dell' Assoluto di Fichte si differenzia da quella romantica sotto due aspetti. In primis, mentre i romantici ritenevano che l' Assoluto si manifestasse nel mondo della natura, Fichte (rimanendo in ciò più fedele al principio kantiano del primato della ragion pratica) ritiene che la sede più propria della sua rivelazione sia la sfera morale. Questo è evidente sin dalla prima opera che, in forma "popolare", apre la nuova fase del pensiero fichtiano, La missione dell' uomo, del 1800. Il fondamento soprasensibile che deve fondare il mondo sensibile è una volontà morale infinita, principio e garanzia di un ordine morale assoluto nel quale convergono in unità tutte le volontà finite che agiscono in base al dovere. Con Schelling e i romantici, Fichte condivide ormai la convinzione dell' insufficienza degli strumenti razionali (e quindi della dottrina della scienza, co (segue nel file da scaricare)

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