Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 5892
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Fichte: il giusnaturalismo

Il pensiero giuridico-politico del filosofo.

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Il giusnaturalismo Anche il pensiero giuridico-politico di Fichte, come quello più specificatamente filosofico, presenta carattere evolutivo e si articola in periodi diversi. La sua prima fase copre l' arco degli anni Novanta e trova espressione soprattutto nei Contributi per la rettifica del giudizio del pubblico sulla Rivoluzione francese (1793) e nel Fondamento del diritto naturale (1796-1797). In questo periodo della sua esasperata ricerca , Fichte rimane fedele ai princìpi del giusnaturismo, soprattutto nella forma in cui esso era già presente in Kant. Precedentemente e indipendentemente dalla costituzione un diritto positivo, garantito dalle leggi dello Stato, esiste un diritto naturale o razionale, cosiddetto perchè inscritto nella natura stessa dell' uomo, ossia nella ragione. Il diritto e la morale trovano infatti nella ragione il loro comune fondamento. La differenza è che, mentre la morale riguarda l' ambito dei rapporti che l' individuo intrattiene con se stesso, il diritto concerne la sfera delle relazioni tra individui diversi. La morale è relativa all' interiorità della coscienza, il diritto riguarda l' esteriorità della vita sociale. Morale e diritto hanno anche in comune la promozione della libertà umana: lo scopo della morale dell' uomo consiste nella realizzazione della propria libertà, cioè l' affermazione della propria indipendenza dalla natura. Tuttavia, nella sua azione concreta l' individuo si trova di fronte altri individui, cioè altri soggetti morali, portatori di un analogo diritto-dovere alla libertà. La ragione comanda, allora, di instaurare un ordine sociale che, anche esteriormente, renda possibile la realizzazione della libertà di ciascuno senza pregiudicare la libertà degli altri. "Il concetto del diritto è infatti il concetto dei vicendevoli rapporti necessari (cioè necessariamente stabiliti dalla ragione) tra esseri liberi", fa notare Fichte. Il giusnaturismo fichtiano è comunque perfettamente integrato con gli aspetti pratici della dottrina della scienza. All' interno dei diritti naturali, Fichte distingue infatti tra diritti inalienabili, che entrano nella definizione essenziale dell' uomo e sono indispensabili per realizzare il suo compito morale (per esempio, la libertà), e diritti alienabili, che sono indifferenti per la coscienza in quanto non influiscono né positivamente né negativamente sulla realizzazione del dovere. I diritti alienabili possono essere ceduti o scambiati mediante la stipulazione di contratti, dando così origine alla società (intesa come società naturale, precedente la società statale). Nell' ambito della società nasce l' istituzione della proprietà, la quale ha il suo fondamento naturale (come già diceva Locke) nel lavoro con cui il possessore imprime la sua impronta individuale all ' oggetto di cui ha preso possesso, per esempio il campo che ha lavorato. Ma soltanto attraverso un contratto, con cui gli individui si impegnino a riconoscere reciprocamente l' appropriazione mediante lavoro , il semplice possesso fisico si trasforma in una proprietà giuridica. Sempre nella sfera della società naturale si trovano inoltre le condizioni per la realizzazione della cultura, intesa come "l' esercizio di tutte le nuove facoltà allo scopo della piena libertà, della piena indipendenza da tutto ciò che non è noi stessi, che non è il nostro Io puro". Infatti, se da un lato la cultura, comportando una progressiva liberazione dalla schiavitù della sensibilità, dipende esclusivamente dalla coscienza interiore dell' uomo, dall' altro essa richiede, per la sua piena realizzazione, anche il concorso dell' azione esterna degli altri individui, e quindi della società. La promozione della cultura non è impresa di asceti solitari, ma di uomini che vivono e operano attivamente nella comunità sociale. Un caso particolare di contratto è il contratto sociale , attraverso il quale si passa dalla società naturale allo Stato. Le funzioni dello Stato sono due: in primis, esso conferisce potere c (segue nel file da scaricare)

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