Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 8034
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Giamblico

Vita e pensiero del filosofo.

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Giamblico Giamblico nacque a Calcide , in Siria , verso la metà del terzo secolo , e , dopo essere stato allievo di Porfirio a Roma , tornò in Siria , dove fondò una scuola , nella quale insegnò fino alla morte avvenuta verso il 326 . Giamblico dedicò una serie di scritti all' esposizione del pitagorismo e dei rapporti intercorrenti fra descipline matematiche e speculazione teologica . Di questi sono stati conservati : la Vita pitagorica , il Protrettico , ossia un' esortazione alla filosofia fatta con estratti da opere di vari autori , in particolare da Platone e Aristotele , Sulla scienza matematica comune , Sull' introduzione aritmetica di Nicomaco , Teologia aritmetica . Scrisse anche una Teologia caldaica , che non ci é pervenuta , mentre sono conservati e quasi sicuramente sono opera sua i Misteri di Egitto , nei quali egli espone e difende la teurgia . Egli compose anche vari commenti a scritti di Aristotele e dialoghi di Platone , enunciando , in questa impresa , principi esegetici che saranno accolti anche nella successiva tradizione neoplatonica . Ogni dialogo platonico ha , secondo Giamblico , un solo tema , sicchè per intenderlo pienamente occorre in via preliminare determinare quale parte della filosofia riguardi : così , per esempio , Il Timeo riguarda la fisica e quindi anche il prologo di esso é attinente alla fisica . Con Giamblico il primato assegnato al sapere sacerdotale , iniziatico , ermetico e teurgico fa dell' Egitto la terra della salvezza , e dal sapere dell' antico Egitto dipendono anche Pitagora e Platone . Il pitagorismo appare a Giamblico una filosofia di origine divina , ispirata direttamente dagli dei ; gli elleni , invece , sono in preda a una smania di innovazioni e incapaci di rimanere fedeli alle credenze e al sapere tradizionali . In Giamblico la tradizione diventa esplicitamente un patrimonio immodificabile : il vero compito é quello di conservarlo fedelmente . Si tratta ormai di competere con messaggi religiosi , in particolare il cristianesimo , che si appellano a rivelazioni e a tradizioni divine . Contro l' Oriente degli ebrei e soprattutto dei cristiani occorre mobilitare un altro oriente , l' Egitto carico di messaggi divini . In Giamblico , poi , la dicotomia tra i più e i filosofi si estende anche al piano culturale : ai culti e alle pratiche religiose popolari si oppongono le pratiche teurgiche , destinate a pochi uomini capaci di staccarsi dalla natura , che spinge in basso e alla quale é apparentato il grande gregge degli uomini . Il pensiero da solo non può condurre all' unione con gli dei , ci vuole la teurgia , ossia un complesso di azioni rituali che non hanno efficacia soltanto nei limiti del mondo sensibile , anche se ciò non significa che gli dei possano subire costrizioni da parte degli uomini . Il successo o l' insuccesso delle operazioni teurgiche non é infatti in potere degli uomini . A differenza di Plotino , Giamblico postula un principio supremo , che trascende anche l' Uno e che egli chiama l' Ineffabile , letteralmente " ciò che non può essere detto " . La ragione di questa diversità é che per lui anche il termine unità deriva il suo significato dalla distinzione e contrapposizione rispetto alla molteplicità . In tal senso , il termine uno introdurrebbe quindi una forma di relazione , anche (segue nel file da scaricare)

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