Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 7903
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Giovanni di Salisbury

Il pensiero del filosofo.

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Giovanni di Salisbury Nato in Inghilterra , Giovanni di Salisbury si recò nel 1136 in Francia : a Parigi seguì le lezioni di Abelardo e altri maestri , ma frequentò anche la scuola di Chartres . Dal 1148 soggiornò presso la corte pontificia e successivamente fu segretario dell' arcivescovo di Canterbury , Thomas Becket . Divenuto nel 1176 vescovo di Chartres , morì poco dopo nel 1180 . Fu autore di una Vita di Anselmo e di una Vita di Thomas Becket , nonchè di una sorta di storia della filosofia antica in versi . Egli scorge in Platone la sintesi di vita attiva , rappresentata da Socrate , e di vita contemplativa , rappresentata da Pitagora . Giovanni modella la sua stessa vita lungo queste due direttive , impegnandosi sia nella riflessione intellettuale , sia nelle vicende politiche e religiose del suo tempo . Il suo interesse per la cultura antica emerge già nei titoli delle sue opere principali , ricalcati sul greco , il Metalogico e il Policratico . Il primo , iniziato nella seconda metà del secolo , é una difesa della logica , che a Giovanni pare utile in ogni ambito del sapere . Sulla scorta di Cicerone , Giovanni si dichiara accademico , ritenendo che la conoscenza umana possa accedere solo al probabile , attenendosi a ciò che accade frequentemente , e poichè non si può essere assolutamente certi del futuro , su questa base egli critica le pretese divinatorie dell' astrologia . Giovanni , tuttavia , non intende cadere in una forma di scetticismo radicale : i sensi , la ragione e la fede possono dare alcune certezze . I sensi rendono indubitabile , per esempio , che il sole riscaldi e il fuoco bruci , la ragione che la metà sia contenuta nel tutto e la fede che Dio esista , sia potente , sapiente e buono . Quest' ultimo é il principio di ogni religione , mentre la Trinità divina resta incomprensibile , nel suo mistero , per l' uomo . Il Policratico , composto da Giovanni prima del conflitto tra il re d' Inghilterra e l' arcivescovo di Canterbury , Thomas Becket , che sarà poi assassinato nella cattedrale della stessa città , é una delle opere più importanti del pensiero politico medioevale . Sulla questione dei due poteri , quello spirituale della Chiesa e quello temporale del re, Giovanni non abbraccia la teoria della netta distinzione tra essi , elaborata dai sostenitori dell' impero . Egli tende piuttosto a riconoscere una certa superiorità del potere spirituale , ma lasciando al principe il compito del governo del popolo . Problema centrale , nella riflessione di Giovanni , diventa appunto quello del rapporto tra principe e popolo , alla base del quale vi é la legge di natura, che vale universalmente ed é vincolante per tutti . La nozione di legge di natura é di origine soprattutto stoica e Giovanni la trova esposta , in particolare , negli scritti di Cicerone . Tale legge proviene direttamente da Dio , é l' immagine della sua volontà e la salvaguardia della sicurezza e dell' unità del popolo ; il principe invece impersona la totalità dei suoi sudditi e deve pertanto preoccuparsi del loro benessere . Giovanni traccia quindi un ritratto del principe perfetto , che dovrebbe avere un consigliere saggio e sapiente come Aristotele . Per questo aspetto , l' opera di Giovanni s' inscrive nella tradizione trattatistica dello speculum principis , mirante a tracciare il quadro delle virtù che devono essere proprie del buon governante . Su questa base , é possibile distinguere nettamente il vero principe dal tiranno (segue nel file da scaricare)

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