Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 9155
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Giustino

La filosofia di Giustino, filosofo cristiano durante l'impero romano.

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Giustino Giustino nacque a Flavia Neapolis in Palestina verso l' inizio del secondo secolo e morì martire verso il 165 a Roma , ove aveva aperto una scuola di dottrina cristiana . In una delle sue opere , il Dialogo con Trifone , un giudeo , racconta la sua conversione , avvenuta dopo essere passato attraverso lo studio dello stoicismo , della filosofia peripatetica , del pitagorismo e , infine , della filosofia platonica , da lui considerata il culmine della filosofia antica . Di Giustino sono conservate una Prima Apologia , composta verso il 155 e indirizzata ad Antonino Pio , e una Seconda Apologia . Giustino si rende conto che la debolezza costitutiva delle filosofie pagane , proprio per il loro insistere sul carattere eccezionale della vita filosofica , é data dalla loro incapacità di diffondersi presso tutti i ceti sociali . A Cristo , invece , prestano fede non soltanto filosofi , ma anche artigiani e gente comune , disposta addirittura ad affrontare il martirio , mentre nessuno aveva seguito Socrate nella sua sorte . La capacità di affrontare il martirio dimostra su vasta scala l' avvenuta saldatura tra contenuto di un insegnamento e fedeltà ad esso nella prassi . Ciò dipende dal fatto che il Logos , la parola di Dio , opera con forza a tutti i livelli e il cristianesimo é la rivelazione piena di esso . Ma Giustino avverte anche l' esistenza di convergenze dottrinali tra la rivelazione e determinate teorie filosofiche su Dio , la creazione del mondo o l' immortalità dell' anima . Egli non spiega queste coincidenze con la teoria del plagio delle Scritture da parte dei filosofi , come fa un altro apologeta , Tiziano , radicalmente ostile alla filosofia greca . L' assunto di Giustino é , invece , che in ogni uomo sono presenti particelle o germi della verità e del Logos divino . I filosofi che hanno enunciato alcune verità , come Socrate e Platone , hanno potuto farlo perchè in essi era operante una parte di questa ragione divina . Quindi , il Logos si manifesta e opera parzialmente già prima della venuta di Cristo ; ciò consente di organizzare la tradizione filosofica secondo uno schema dicotomico , nel quale la linea di demarcazione passa tra quanto contiene verità parziali ed é quindi integrabile nel cristianesimo , e quanto non contiene verità , come , ancora una volta , l' epicureismo . Così , riducendo la tradizione filosofica a una serie di dottrine , che sono anche proprietà dei cristiani , si pongono le premesse per la sottrazione alla vita filosofica di ogni possibile carica alternativa nei confronti della vita cristiana . D' altra parte , ciò diventa pienamente possibile proprio grazie alla ellenizzazione del cristianesimo , ossia alla introduzione in esso di elementi di provenienza classica . (segue nel file da scaricare)

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