Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 9128
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Platone: Il bene in sè

La concezione platonica del bene.

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Il bene in sé Il punto di arrivo della conoscenza è il bene in sé,l'idea di bene,cui Platone allude qua e là nei suoi dialoghi,sempre velatamente,chiamandola "misura","uno","bellezza"...Si tratta del più alto livello di argomentazione platonica:ce ne parla però in maniera molto indiretta e sfumata e doveva rientrare nelle dottrine non scritte;Platone stesso ci dice che lui non ne parlerà usando una strana metafora,che si può definire "bancaria":dice che parlerà "del figlio e non del padre",termini che in greco significano anche "interesse" e "capitale":quindi si può intendere "vi parlerò dell'interesse e non del capitale".Si serve poi di un'efficace metafora "solare":il bene sta al mondo delle idee come il sole sta a quello sensibile.Con bene in sé,idea di bene si intende un bene assoluto e non relativo ad altre cose come le idee (l'idea di forza,ad esempio,è un bene relativo perché può essere un bene come un male:dipende dall'uso e dalle circostanze).Il bene in sé è la conoscenza suprema e sublime a cui sono chiamati i filosofi-re,che devono seguire il lungo percorso di studi:esso è il top del percorso educativo:quando si ottiene la conoscenza del bene in sé si è chiamati a governare la città;ciò che porta ad orientare ogni cosa verso il bene,a renderla buona è proprio la conoscenza del bene in sé. Per molti aspetti esso coincide con l'idea del bello:la bellezza è il modo in cui si esterna il bene interno:è una concezione ampiamente diffusa in tutto il mondo greco.Secondo Platone il sole è la "ratio essendi" (la ragione di essere)e la "ratio cognoscendi" (la ragione di conoscere)nel mondo sensibile:è infatti grazie al sole che riusciamo a vedere il mondo sensibile;in sua assenza vediamo molto male ed è grazie a lui che conosciamo la realtà sensibile.Il sole consente poi la vita:dove non c'è il sole non c'è vita.Il bene riveste le stesse funzioni del sole,però nel mondo intelligibile delle idee,che in un certo senso sono anch'esse "ratio cognoscendi" e "ratio essendi":l'idea fa sì che un cavallo sia tale e che lo si riconosca.Come detto,l'idea ha anche valenza assiologica (i cavalli mirano ad imitare l'idea di cavallo) ed è bene aggiungere di "unità della molteplicità":i cavalli sono tantissimi,ma l'idea di cavallo è unica e la si può definire "stampo" dei cavalli.Il bene in sè,oltre a quelle del sole,svolge le funzioni anche delle idee:risulta quindi inesatto definirlo idea:è una idea delle idee,una super-idea che si trova ad un livello superiore delle idee e che riveste funzioni analoghe a quelle delle idee sul mondo sensibile,ma sulle idee a stesse.Le idee sono unità della molteplicità,ma tuttavia sono tante:quindi si può fare lo stesso discorso che facevamo per le funzioni delle idee sul mondo sensibile;esse dovranno avere qualcosa in comune tra di loro.Esse rappresentano il bene per ciascuna categoria,il punto cui devono mirare i componenti di ogni "classe":le idee tendono ad essere il bene per la loro categoria:l'idea di uomo è il punto cui tutti miriamo:le idee fanno quindi riferimento al bene in sé,che è quindi un principio supremo,una super-idea.Esso svolge le stesse funzioni che le idee svolgono nel mondo sensibile,ma sulle idee stesse:ce le renderà conoscibili (conosco un'idea perché è il bene della sua categoria),le farà esistere ( esistono nella misura in cui sono il bene della loro categoria,partecipano al bene).L'idea del bene sarà anche l'unità della molteplicità delle idee,che sono innumerevoli,pur essendo il solo modello per ogni categoria.Abbiamo detto che a volte,al posto di bene in sé,troviamo "uno","misura"...Abbiamo anche già parlato di quella volta che Platone tenne la conferenza sul bene parlando di matematica:dunque l'"uno" ben si riallaccia.Ma che cos'era il bene in sé? Per Platone esso è unità,armonia,ordine,misura,unità...In altri dialoghi parla del bene in sé,del vertice della realtà,come coppia di principi,o meglio come principio bipolare:al vertice della realtà ci sarebbero dunque l'"uno" e l (segue nel file da scaricare)

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