Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 9005
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Platone: le sensazioni

L'importanza delle sensazioni in Platone.

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Le sensazioni Platone nelle opere composte in maturità affronta , tra i tanti , anche il problema delle sensazioni , che peraltro aveva già affrontato nei dialoghi giovanili , sebbene in maniera più superficiale . Nelle opere composte nella maturità invece non si limita a criticare la relatività delle sensazioni , che é il limite dell' indagine socratica , ma cerca di determinare la causa di quella relatività . Così dal pensiero comune , cui ancora appartiene la prima indagine , egli sale con la successiva al pensiero scientifico . Infatti la sensazione , egli afferma nel Teeteto contro la tesi empiristica propugnata da Protagora , non compendia in sé tutta la vita conoscitiva , é insufficiente a farci intendere il reale nella sua interezza . Per la sua relatività , la sensazione non dà alcuna conoscenza : é verità la sensazione dell' uomo , e perché non quella del porco o del cinocefalo ? E se dell' uomo , del sano o dell' ammalato , dell' acuto o dell' ottuso , del bambino o dell' adulto ? E così via . Ognuno in base alle condizioni in cui si trova può vantar pretese d' aver in suo possesso la verità ; nessun giudice può dar torto all' uno piuttosto che all' altro , anzi non può nemmeno esservi un giudice , essendo tutte le pretese di egual forza e legittimità e nessuna potendo sovrastare alle altre . La sensazione , poi , é generata ; come tale , essa non ha in sé il proprio essere , ma rimanda a ciò da cui é generata . E , in fin dei conti , la sensazione é individuale e irrelata : l' occhio vede , l' orecchio sente , ma né la sensazione dell' occhio ha relazione con quella dell' orecchio , né viceversa ; ciascuna colpisce un aspetto singolo dell' oggetto . Ora , come mai avviene che l' uomo sente come acuta o grave una stessa cosa che vede come bianca o nera ? Il senso , come tale , non decide, perché non ci dà il rapporto delle due sensazioni . E similmente , nel campo di un solo senso , chi ci dice che una sensazione é identica o diversa da un' altra uguale o disuguale , più gradevole o meno gradevole ? Tutti questi rapporti , e gli altri infiniti che vi si possono aggiungere , non hanno un organo sensibile appropriato ; esistono tra le sensazioni e non nella sensazione . Per tutte queste ragioni c'é nella sensazione , conclude Platone , un' esigenza che la trascende . La stessa conoscenza sensoriale , cioè , per essere valida , postula un più alto integramento : postula un' istanza soprasensibile che sia principio di coordinazione dei dati sensoriali e di determinazione dei rapporti tra dato e dato : é l' istanza propria dell' anima . La quale trae così dal proprio fondo quelle relazioni mentali ( i concetti ) in cui si compendia l' essenza delle cose : cioè quel che nelle cose v'é di immutabile e di eterno non si ricava dai sensi o dalle opinioni , ma ne é il presupposto , mediante cui la mente valuta il senso e l' opinione . Il procedimento platonico é , per così dire , invertito rispetto a quello socratico : non si ricava induttivamente l' universale dall' esame dei casi particolari , ma i dati particolari rinviano deduttivamente all' universale , a quelle relazioni puramente mentali che hanno sede nell' anima . E come l' analisi della vita teoretica ( conoscitiva ) dello spirito ha posto , secondo le conclusioni di Platone , in presenza di elementi non sensibili , bensì mentali , che trascendono il senso , così anche l' analisi della vita pratica porta agli stessi risultati . (segue nel file da scaricare)

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