Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 10399
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Plotino: la materia e il male

La materia nella filosofia di Plotino.

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La materia e il male Dunque per Plotino ci sono le tre ipostasi e al di sotto il mondo sensibile e materiale : ma da che cosa é generato questo mondo che Platone aveva tanto evitato ? Bisogna ritornare all' anima e alla molteplicità di idee presente in essa ; l' anima coglie le idee dal nous e poi le catapulta al di fuori dando così vita alle realtà sensibili : abbiamo citato l' idea di cavallo , che di per sè é una sola , ma che nell' anima é moltiplicata all' infinito : ebbene ogni singola proiezione di cavallo dell' anima dà forma ad ogni singolo cavallo , andando ad incarnarsi nella materia . Anche qui Plotino mette insieme Platone e Aristotele , riprendendo il concetto di idea ( trascendente ) dell' uno e quello di forma ( immanente ) dell' altro : l' idea platonica é a livello del nous , mentre la forma Aristotele é a livello dell' idea moltiplicata nell' anima . Ma che cosa é la materia per Plotino ? Egli riprende la concezione negativa di essa tipicamente platonico - aristotelica : é la materia a creare il disordine nella realtà ; però Plotino ha una concezione metafisica più ottimistica : la materia é sì origine del male perchè oppone resistenza alle idee impedendo loro di manifestarsi completamente , ma Plotino dice esplicitamente che essa non esiste , o meglio , esiste solo negativamente ; Platone e Aristotele , invece , ponevano la materia allo stesso livello ontologico delle forme ( o idee che dir si voglia ) . Per capire meglio ciò che intendesse Plotino , soffermiamoci nuovamente sull' immagine del lume e della luce che si propaga da esso : la sfera di luce più ci si allontana dalla fiamma e più tende a sparire , ossia il suo diventar sempre più fioca sta a significare che le ipostasi man mano che si scende tendono ad allontanarsi dall' Uno : nell' immagine la materia altro non é che il buio , ossia non c'è neppure , é solo dove si esaurisce la potenza emanativa dell' Uno : la materia altro non é che il limite negativo di espansione della luce , che é l' essere pieno , ossia il mondo delle idee . Se non c'è la materia , che del male é il principio , allora non può esserci neanche il male . Però il male c'è nel mondo ( ai tempi di Plotino più che mai ) . Ma se ontologicamente la materia e quindi il male non esistono , allora che cosa é il male , che abbiamo detto in qualche modo esistere ? Il male é mancanza di bene , ossia laddove l' emanazione dell' Uno non riesce ad arrivare . La luce , l' abbiamo detto , é l'essere pieno , ossia il mondo delle idee , eterno e incorruttibile ; ne deriva , dunque , che più essere c'è e più c'è bene . Certo che se dico che la materia non esiste e neanche il male , allora tutto ciò che esiste é bene , ma evidentemente non é così . Plotino , per non cadere in contraddizione , arriva a dare un' interpretazione relativistica , quasi alla Protagora : nulla di per sè é male perchè nella misura in cui esiste é bene ( l' essere é bene ) ; il male é relativo e possiamo fare un esempio per spiegare che cosa intendesse Plotino per male : i beni del corpo di per sè sono buoni perchè esistono ( e tutto ciò che é , é bene ) , ma diventano cattivi nel momento in cui fan calare di livello l' uomo , distogliendolo da altre attività più elevate : pensiamo ad un matematico che sia arrivato a fare le equazioni di secondo grado e si metta all' improvviso a fare solo calcoli banali come due più due : di per sè fare calcoli come due più du (segue nel file da scaricare)

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