Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 15709
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Plotino: l'uno

La gerarchia della realtà.

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L'uno e la gerarchia della realtà Da Platone riprende soprattutto la struttura gerarchica della realtà ; a differenza di Platone , però , secondo il quale al vertice vi era un principio bipolare , Plotino mette a capo dell' intera realtà l' Uno; Plotino si lascia molto influenzare da questo punto di vista dalle idee correnti ai suoi tempi , che tendevano a ridurre il principio bipolare : in fin dei conti avviene questo : al vertice della realtà non può esservi un principio " doppio " , quindi l'Uno é il vertice e il Due é declassato nell' ambito della scala gerarchica . Dunque per Plotino al vertice della realtà c'é l'Uno , al secondo livello il Nous ( la ragione ) , ciò che Platone chiamava diade . L' Uno di Plotino é l' erede del principio supremo della filosofia platonica , ossia il Bene in sé , la cui caratteristica fondamentale era di essere " superiore all' essere per dignità e potenza " ; l' Uno é esattamente la stessa cosa : é un qualcosa al di sopra dell' essere ; da notare che Plotino ammette una teologia negativa : infatti l' Uno , che di fatto é il dio per Plotino , non lo chiama dio perchè cadrebbe in errore ; chiamarlo Uno é la maniera meno sbagliata di definirlo , in quanto si tratta di una realtà superiore all' essere , a tutto quanto e , come già aveva detto Platone nel " Parmenide " , non può neanche essere nominato , perchè così facendo non sarebbe già più un principio unico ; é come se nominandolo già si sdoppiasse : definendolo Uno si applica proprio la teologia negativa perchè non si dice ciò che dio é , ma ciò che non é , ossia si dice che non é molteplice . E' proprio questo il cardine della teologia negativa , che vuole dio ineffabile : l' unico modo per parlarne é parlarne in termini negativi , ossia dire ciò che dio non é : dio non é buono , non é bello , non é alto , non é basso ... Anche chiamarlo Bene , come aveva fatto Platone , non é corretto perchè lo si definirebbe in rapporto alle altre cose , per cui egli rappresenta il bene : definirlo Bene significherebbe ammettere che si occupa delle cose , essendo per loro il bene : ma ricordiamoci che dio per Plotino é " pensiero di pensiero " .L' Uno quindi é al vertice e la realtà ne deriva in maniera gerarchica ; ma come fa a derivare la realtà ? Plotino si serve per esprimere questo concetto di due parole : emanazione e processione ; la prima delle due espressioni é più generica e forse rende meno bene l' idea , ma di fatto si completano a vicenda . La realtà emana dall' Uno , ma in che modo ? L' attività dell' Uno , innanzitutto , non é nè necessaria nè libera , oppure si può anche intendere che sia ambedue le cose : il contetto che sintetizza é la spontaneità ; ciò significa che l' Uno agisce senza obblighi , ma tuttavia seguendo la propria natura : l' azione dell' Uno é spontanea ( anche perchè non potrebbe essere altrimenti : non c'é ancora nulla all'infuori di lui , e chi dunque potrebbe costringerlo ? ) ; esso fa emergere l' essere a causa di una sovrabbondanza di essere , come una fonte inesauribile ; infatti non é che l'Uno emanando , emettendo l' essere , diminuisca : ricordiamoci che é al di sopra dell' essere . Fin qui si sarà senz' altro notata la parentela di Plotino con Platone ; ma da qui in poi subentra anche quella con Aristotele : é infatti tipicamente aristotelica (segue nel file da scaricare)

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