Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 11937
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Seneca

Il pensiero del filosofo.

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Seneca La filosofia dominante nella Roma imperiale del primo secolo d.C. fu lo stoicismo . Con i successori di Augusto i rapporti tra i filosofi e il potere si fecero problematici , sfociando talvolta in aperto conflitto . Ciò coincideva con il crescente contrasto tra l' imperatore e l' aristocrazia senatoria , che in alcuni dei suoi esponenti più significativi si avvicinò allo stoicismo . Di per sè la filosofia stoica può essere mobilitata per giustificare sia l' abbandono al corso provvidenziale del mondo , sia lo sforzo morale dell' individuo , il ritiro dalla vita politica o l' impegno in essa . Emblematica di questa ambivalenza é la vita e l' opera di Seneca . Nato a Cordova in Spagna nel 4 d.C. , visse a Roma aderendo da giovane al pitagorismo , da cui fu poi distolto dal padre , celebre retore , e in seguito abbracciando lo stoicismo . Si dedicò dapprima con successo alla vita forense , ma nel 41 d.C. fu esiliato in Corsica dall' imperatore Claudio per un sospetto adulterio . Ivi rimase otto anni , dedicandosi agli studi filosofici e componendo una serie di scritti consolatori , nonchè alcuni dialoghi . Rientrato a Roma nel 49 d.C. diventò precettore di Nerone , che però mostrò sempre maggiore predilizione per le arti , che per la filosofia . In seguito all' ascesa al potere del suo discepolo , nel 54 d.C. , Seneca scrive il De clementia , nel quale egli si candida come consigliere del principe . Ivi sostiene la tesi che la clemenza é tanto più ammirevole , quanto maggiore é il potere di chi la manifesta . La clemenza é agli antipodi dell' ira , la malattia del tiranno , di cui Seneca descrive le cause e suggerisce la terapia in un altro scritto , il De ira : se vogliamo avere la meglio sull' ira , non deve essere lei ad avere la meglio su di noi ; cominceremo a vincere solo quando la nasconderemo e le impediremo di prorompere all' esterno ; infatti , dice Seneca , se le consentiamo di fuoriuscire , ci domina : dobbiamo nasconderla nel più profondo remoto del nostro petto , essa va trascinata perchè non trascini noi ; bisogna combattere tutti i suoi indizi e le sue manifestazioni : é opportuno raddolcire la voce , allentare il passo , contenere il volto e a poco a poco l'interno si conformerà all' esterno . Il filosofo consigliere può contribuire alla formazione nel principe di quell'autodominio , che é garanzia del corretto dominio sugli altri . La monarchia é la forma naturale di costituzione : come il cosmo é tenuto insieme , secondo una tesi tipicamente stoica , da un soffio vitale , da una mente divina che lo pervade , così il corpo dell' impero é tenuto saldamente in piedi dal principe . La collaborazione con Nerone durò fino al 62 , quando con l' uccisione di Burro , che aveva affiancato Seneca nella posizione di consigliere , la clemenza del principe si dissolse . A Seneca si pose l' alternativa tra la lotta contro il potere o il ripiegamento in se stesso . Non sappiamo sino a che punto la prima via fu imboccata e se la congiura dei Pisoni , scoperta nel 65 , ne fu l' esito , soprattutto non sappiamo se Seneca ne fosse al corrente ; di fatto fu accusato di farne parte e fu costretto al suicidio ma nei suoi scritti non compare mai un' esplicita giustificazione del tirannicidio . Da buon stoico quale era , Seneca non condanna il suicidio : quando non si può più applicare la virtù , quando l' uomo non é più libero esso é concesso : " non sempre bisogna cercare di tenere la vita , perchè vivere non é un bene , ma é un bene vivere bene . Così il saggio vivrà quanto deve , non quanto può ; esaminerà dove gli converrà vivere , con quali persone , in quali condizioni , con quali occupazioni . Egli si preoccupa sempre del tipo di vita che (segue nel file da scaricare)

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