Filosofia

  • Materia: Filosofia
  • Visto: 10643
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Senofane

Sintesi del pensiero di Senofane.

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Senofane Senofane nacque a Collofane e fu contemporaneo di Pitagora : pure lui dovette fuggire dalla patria e scrisse in ionico , ma non in prosa , allontanandosi così da Anassimandro che aveva introdotto con il suo "perì fuseos" la prosa . Senofane visse molto a lungo (pare che si avvicinò ai 100 anni) e passò la sua vita girando qua e là . Egli scriveva usando un metro simile a quello omerico e pur usando il metro è un filosofo a tutti gli effetti : il fatto che un filosofo si serva del metro è riconducibile al suo spirito divulgativo : voleva far conoscere i suoi scritti al maggior numero di persone . Egli affronta diversi argomenti tra i quali spicca la dura critica rivolta ai poeti per il loro modo di concepire la divinità . Senofane voleva riformare il concetto di divinità rendendolo più puro e questo suo atteggiamento gli valse l'appellativo di "illuminista" . Pur usando un verso simile a quello omerico , egli critica aspramente i poeti ed in particolare Omero ed Esiodo . Senofane scrive così : " Omero ed Esiodo hanno attribuito agli dei tutto quanto presso gli uomini è oggetto di onta e di biasimo : rubare , fare adulterio e ingannarsi reciprocamente " . Secondo Senofane i 2 aspetti negativi erano 1) (di natura più etica) : se il divino deve rappresentare la perfezione ed il modello per gli umani , si deve rifiutare che gli dei abbiano caratteristiche riprovevoli perfino per gli uomini 2) (di natura più ampia) : vi è una condanna dell'antropomorfismo : gli dei erano comunemente rappresentati simili agli uomini e questo era un grande gesto di presunzione del genere umano che Senofane non era disposto ad accettare . Questa sua critica emerge tutta in queste parole : " Ma i mortali sono convinti che gli dei siano nati e che abbiano abito a linguaggio e aspetto come loro " . Anche qui troviamo una forte critica nei confronti di Omero (quando dice "che abbiano abito linguaggio e aspetto..." ) e di Esiodo (quando dice "siano nati..." : Esiodo era infatti l'autore della teogonia) . Senofane critica con l'esperimento mentale : un esperimento consiste nell'effettuare un'esperienza artificiale e voluta ; un esperimento mentale invece non lo si effettua concretamente , ma tuttavia lo si può immaginare :" Ma se i buoi (ed i cavalli ) e i leoni avessero mani e potessero con le loro mani disegnare e fare ciò che gli uomini sanno fare , i cavalli disegnerebbero figure di dei simili ai cavalli e i buoi simili ai buoi , e farebbero corpi foggiati così come ciascuno di loro è foggiato " ; da questo esperimento mentale emerge innanzi tutto l'importanza della mano , che è l'elemento che divide il mondo animale da quello umano : essa permette all'uomo di stabilire rapporti complessi con la realtà . Senofane poi sostiene che ci sia una tendenza sbagliata : quella di crearsi gli dei a propria immagine e somiglianza . Questa critica emerge anche qui : " Gli Etiopi dicono che i loro dei sono camusi e neri , i Traci che sono cerulei di occhi e rossi di capelli" . E' per Senofane sbagliatissimo crearsi gli dei a sè simili ! Questa è la "pars distruens " di Senofane : egli smonta qui le tesi già esistenti a riguardo delle divinità per presentarne altre totalmente rinnovate . Vi è poi una parte che risulta particolarmente difficile da comprendere : " Uno , dio , tra gli dei e tra gli uomini il più grande , né per aspetto simile ai mortali , nè per intelligenza ": pare quasi che Senofane sia monoteista (parla di un dio solo) , poi vi è la contrapposizione tra un dio e altri . Nel nostro mondo la contrapposizione tra monoteismo e politeismo è forte , ma all'epoca doveva essere più attenuata : vi era una proliferazione di dei e solo le persone di maggior spicco culturale erano monoteiste (il concetto è un pò simile a quello nostro della proliferazione dei santi) . L'idea predominante nel mondo greco è quella di ritenere il divino (segue nel file da scaricare)

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