Filosofia Antica

  • Materia: Filosofia Antica
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  • Data: 12/07/2011
  • Di: Redazione StudentVille.it

Platone: Il parricidio di Parmenide.

Analisi delle idee.

Nel Sofista Platone immagina un dibattito tra materialisti ( i seguaci di Democrito ) e idealisti ( in un certo senso tra le compagini degli idealisti possiamo annoverare il Platone di tempi addietro, quando aveva appena scoperto il mondo intellegibile delle idee ), chiamati "gli amici delle idee". Gli uni sostengono l'esistenza solo delle cose materiali ( ma se così fosse, come si farebbe a dire, per esempio, che una cosa ò giusta ? Infatti se una cosa ò giusta ò perchò partecipa all'idea di giustizia: quindi le idee, enti immateriali, esistono ), gli altri sostengono anche l'esistenza delle cose non materiali e di conseguenza delle idee in quanto subiscono un'azione: vengono pensate e conosciute. Così, però, entra in crisi la concezione delle idee come un qualcosa di immobile: esse esistono nella misura in cui subiscono un'azione e di conseguenza ò ovvio che ciò comporti il movimento. Le idee si muovono perchò subiscono l'azione dell'essere conosciute. Dopo di che, Platone passa ad esaminare 5 idee di fondamentale importanza: l'essere, la quiete, il movimento, l'identico, il diverso. Platone fa subito notare come queste 5 idee siano in rapporto complesso tra di loro ed ò come se fossero vive perchò hanno rapporti complessi le une con le altre. Si arriva a dire che il mondo delle idee sia un mondo vivo, dotato di intelligenza (sennò come farebbero le idee ad avere rapporti complessi ? ); queste 5 idee sono tra l'altro molto importanti per esemplificare che il mondo delle idee non ò affatto statico. Dapprima si considerano l'essere, la quiete ed il movimento: derivano tutte e tre dalla discussione precedente (l'essere e le 2 ipotesi, quella dei materialisti, secondo i quali l'essere ò in continua evoluzione e non ò mai lo stesso, e quella degli idealisti, secondo cui ò un essere immobile )e si comincia una complessa e articolata indagine per analizzare i vari rapporti che intercorrono tra queste idee: ogni idea, infatti, partecipa di altre idee, senza però identificarvisi: ò chiaro che solo l'idea di essere ò l'idea di essere, ma tutte le altre idee ne partecipano: infatti tutte le idee esistono, sono. Solo l'idea della quiete ò l'idea della quieta, ma molte altre ne partecipano(lo stesso vale per quella di movimento). Si passa poi all'idea di identico e di diverso: ogni idea ò identica a se stessa e diversa dalle altre, pur non identificandosi nell'idea di identico e di diverso. L'idea stessa dell'essere partecipa all'idea di non essere perchò l'essere ò se stesso ma non ò nessun' altra idea. da qui nasce il famoso parricidio di Parmenide: anche il non essere ò, esiste; si evidenzia quindi la distinzione di essere con valore copulativo (quel libro ò bello) da essere con valore esistenziale (l'uomo ò): dire "una cosa non ò" non vuol dire negare la sua esistenza, ma dire che ò diversamente: la penna non ò il libro. Nasce quindi la possibilità  dell'errore, che prima pareva negata: sbagliare significa dire le cose diversamente da come sono. Vi ò quindi il nuovo valore della parola "dialettica": le idee si richiamano le une alle altre e tra loro intercorrono comlessi rapporto: sono vive e "pensanti", in quanto si rapportano tra di loro secondo una logica. Secondo Platone le idee sono come le lettere dell'alfabeto che si possono legare e formare un numero quasi infinito di parole, attenendosi però alle precise regole del discorso; così le idee si possono legare con altre idee (ma non con tutte) secondo determinate leggi e non a caso (come le parole unite a caso non hanno senso, così anche le idee).