Filosofia del 1600

  • Materia: Filosofia del 1600
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  • Data: 12/07/2011
  • Di: Redazione StudentVille.it

Cartesio: La sostanza

La sostanza in Cartesio.

Abbiamo già  parlato di sostanza pensante e di sostanza estesa, ma non abbiamo ancora chiarito che cosa sia per Cartesio la sostanza. Nei Princìpi egli la definisce come una cosa che esiste in tal modo da non aver bisogno che di se medesima per esistere. Anche Aristotele aveva definito la sostanza come un qualcosa che per esistere non ha bisogno di nulla al di fuori di sò e San Tommaso, vivendo in un' epoca religiosissima quale era il medioevo, aveva corretto l' espressione definendo sostanza ciò che per esistere non ha bisogno di null' altro se non di sò e di Dio. Cartesio pare in questo caso molto più vicino ad Aristotele che non a San Tommaso. Tuttavia, in senso proprio, il termine sostanza compete solo a Dio: ma in senso più lato è comunque possibile intendere la sostanza come ciò che per esistere non ha bisogno di nient' altro che di Dio: ecco allora che in qualche senso Cartesio si avvicina a San Tommaso. In questa nuova accezione si distinguono due diversi tipi di sostanza: la sostanza PENSANTE, scevra di estensione e indivisibile, e, viceversa, la sostanza ESTESA e divisibile. Questi due tipi di sostanza sono dunque reciprocamente distinti anche perchò vengono distintamente conosciuti dall' intelletto i loro rispettivi attributi peculiari e fondamentali, che sono appunto il pensiero e l' estensione. Ed è proprio in questo che consiste il dualismo che caratterizza l' intera filosofia di Cartesio: dopo che Giordano Bruno ( per vie metafisiche ) e Galileo Galilei ( per vie scientifiche ) avevano dimostrato l' unità  della sostanza, dimostrando come non vi fossero possibili dualismi, Cartesio stravolge il tutto ritornando ad un dualismo dal quale scaturiscono non pochi problemi concettuali, come ad esempio il rapporto tra anima e corpo, i quali non passarono inosservati agli occhi dei contemporanei, che ebbero modo di tempestare Cartesio di lettere in cui gli facevano notare le aporie del suo pensiero. Ma il dualismo cartesiano, pur creando non poche difficoltà , presenta anche aspetti positivi perchò comporta il riconoscimento dell' autonomia della materia corporea dalla sostanza spirituale, opponendosi così alla tradizione platonico - aristotelica che vedeva nel corpo soltanto un organo dell' anima. Questo fatto ha senz' altro contribuito alla nascita di una scienza del corpo umano e della natura fisica che obbedisce a metodi autonomi e indipendenti dalla metafisica tradizionale. In particolare il cartesianesimo ha incentivato la diffusione di una considerazione meccanico-causale della natura, escludendo da essa le spiegazioni finalistiche tipicamente aristoteliche: non piove perchò la pioggia fa bene alle coltivazioni ( in modo finalistico ), ma per via di una combinazione di fenomeni che fanno cadere la pioggia ( in modo meccanicistico ). Tra l' altro la fisica e la biologia cartesiane si discostano ancora dai modelli della scienza moderna, messi a punto dalla rivoluzione scientifica, dal momento che in esse l' esperienza è sempre subordinata al presupposto razionalistico della validità  incondizionata del metodo intuitivo-deduttivo.