Filosofia del 1800

  • Materia: Filosofia del 1800
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  • Data: 12/07/2011
  • Di: Redazione StudentVille.it

Il materialismo storico

Il materialismo.

Restava aperto il problema di individuare quali fossero i caratteri del movimento storico orientato verso l'attuazione del comunismo. La risposta si sarebbe avuta, nel 1845, con quella che Engels avrebbe definito 'concezione materialistica della storia'. In via preliminare, Marx e Engels dovevano sgombrare definitivamente il campo dagli equivoci dei giovani hegeliani, che si erano illusi di trasformare la società  tramite l'attività  puramente teorica della critica: per questo motivo essi provvidero con La Sacra Famiglia. La punta più avanzata del movimento filosofico contemporaneo era tuttavia rappresentata da Feuerbach: con lui soprattutto bisognava fare i conti. Ciò avvenne nelle 11 Tesi su Feuerbach di Marx e nell' Ideologia tedesca, opera di entrambi, anche se Engels ne attribuì il merito principale a Marx. Feuerbach aveva smascherato il mondo rovesciato della religione, ravvisandone la radice antropologica, ma non aveva colto in modo adeguato il carattere storico della natura umana e le condizioni storiche che rendono possibile il costituirsi della religione stessa. Il problema per Marx ed Engels consiste nell'abolire, più che la religione, le condizioni storiche che la rendono possibile. Questo programma di modificazione storica della realtà  trova espressione nella celebre tesi secondo cui ' I filosofi hanno solo interpretato il mondo in modi diversi; si tratta però di mutarlo. ' Nella filosofia di Feuerbach è ancora forte un'eredità  di stampo illuministico, specialmente nella sua concezione della natura umana come essenza priva di storia e nell'interpretazione materialistica di tale essenza. Il materialismo di Feuerbach, vicino al materialismo settecentesco di La Mettrie, concepisce l'uomo come entità  naturale dotata di corporeità  e sensibilità  e quindi fondamentalmente passiva, non come prassi attiva trasformatrice della natura; di conseguenza esso considera la realtà  sensibile come oggetto già  costituito, non prodotto dall'attività  sensibile umana. Da questo punto di vista, Hegel risulta superiore a Feuerbach, in quanto ha individuato il carattere autoproduttivo dell'attività  umana, anche se solamente in quanto spirito e non come attività  sensibile. In realtà , si dice nell' Ideologia tedesca, gli uomini si distinguono dagli animali non perchò dotati di pensiero, bensì quando iniziano a produrre i loro mezzi di sussistenza. Ciò che gli individui sono, dipende dalle condizioni materiali della loro produzione: questo è il presupposto basilare della concezione materialistica della storia. Marx non adopera più il concetto di 'essenza umana', ma parte dagli uomini caratterizzati dai bisogni e dai mezzi per soddisfarli. Invece di dedurre le categorie dell'economia politica dal principio filosofica dell'essenza umana alienata, come avveniva nei Manoscritti, ora viene introdotta un'analisi storica, economica e sociologica, delle forme di produzione e dei rapporti sociali corrispondenti ad esse. Marx rifiuta una concezione della storia come pura raccolta di fatti senza connessioni, ma anche quella della storia speculativa, che attribuisce le vicende storiche all'azione di soggetti immaginari, come l'autocoscienza hegeliana. Il problema è di spiegare i fatti nella loro successione, senza pretendere di dedurli da un principio filosofico astratto. Dagli scozzesi Ferguson, Smith e Millar, Marx ed Engels riprendono l'idea che la base della società  civile in tutti gli stadi della sua storia è il modo in cui gli uomini si procurano la sussistenza: questi pensatori avevano distinto gli stadi della caccia e della pesca, della pastorizia, dell'agricoltura, dell'industria e del commercio. Anche per Marx la base della società  è economica ed è data dal modo di produzione che la caratterizza. La soddisfazione dei primi bisogni e l'incremento della popolazione generano nuovi bisogni, per soddisfare i quali è necessario una più articolata divisione del lavoro. Il grado di sviluppo delle forze produttive è quindi indicato dal grado di sviluppo della divisione del lavoro: questa ha assunto storicamente varie forme, dando luogo in particolare alla separazione tra città  e campagna, cioò tra agricoltura, da una parte, e commercio e industria, dall'altra, e successivamente anche tra industria e commercio. Il modo di produzione non coincide con la società  nella sua totalità , ne è solamente la base; infatti la 'società  civile' è costituito da tutto l'insieme delle relazioni materiali tra individui entro un determinato grado di sviluppo delle forze produttive. Ai gradi di sviluppo del lavoro corrispondono forze produttive diverse e diverse forme della proprietà . Marx ed Engels distinguono 4 tipi di proprietà : 1 ) la proprietà  tribale, in cui predominano la caccia, la pesca e la pastorizia e dove, in un secondo tempo, interviene anche l'agricoltura: in essa la divisione del lavoro è ancora scarsa; 2 ) la forma di proprietà  caratteristica della comunità  antica, in cui ormai si è costituito lo Stato e in cui la principale forza produttiva di cui si avvalgono i proprietari è costituita in gran parte da schiavi: in questa forma già  compare la divisione del lavoro tra città  e campagna e, quindi, tra agricoltura, industria e commercio; 3 ) la proprietà  feudale, in cui predomina l'agricoltura: in essa la società  è organizzata gerarchicamente in ordini e corporazioni e incominciano a generarsi le prime forme di capitale; 4 ) la proprietà  caratteristica del modo di produrre capitalistico, in cui predomina l'industria. Solo partendo dai differenti modi di produzione, con le connesse forme di proprietà , è possibile comprendere la storia nella sua totalità . In questo quadro, la natura stessa non appare più come qualcosa di statico; infatti anch'essa ha una storia, legata ai processi dell' industria e ai rapporti umani: una natura scissa dalle vicende delle società  umane non esiste. La storia umana, a sua volta, non viene più concepita come lo svolgimento dell'essenza umana in generale, ma come sviluppo di forme di produzione della vita materiale e corrispondenti modi di organizzazione sociale. Questo non significa che sia possibile dedurre dal modo di produzione la totalità  delle forme e delle relazioni sociali, ma solo che esso è la condizione necessaria per spiegare il carattere delle istituzioni sociali e politiche e i loro condizionamenti reciproci. I modi di produzione determinano il carattere dei rapporti sociali e politici e la stessa produzione delle idee: non la coscienza determina la vita, ma la vita determina la coscienza e i suoi prodotti. Questo è il nucleo della distinzione tra struttura e sovrastruttura, secondo la quale le idee e le produzioni culturali, la religione e la stessa filosofia, oltre che la politica e il diritto, non si generano in modo del tutto indipendente, ma sono anch'esse il prodotto di determinati tipi di organizzazione economica e sociale. Questo significa che per comprendere il processo storico bisogna partire dai modi in cui gli uomini producono la loro vita materiale, più che da ciò che essi dicono o pensano di essere. Marx sottolinea il peso che la divisione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale esercita nella formazione delle illusioni di autonomia che la filosofia e, in genere, le attività  intellettuali costruiscono sul proprio conto: in questo consiste l' ideologia che, ritenendo le idee un prodotto autonomo, dà  un'immagine parziale o capovolta della realtà , senza necessariamente averne coscienza e sovente di fatto giustificando la realtà  esistente. Proprio questa era, secondo Marx ed Engels, l'illusione dei giovani hegeliani, che consideravano la genesi delle idee indipendenti dalla base materiale e ritenevano che fosse sufficiente la critica delle idee dominanti e la sostituzione di esse con altre idee per portare all'emancipazione degli uomini: essi rappresentavano appunto 'l'ideologia tedesca'. Marx e Engels si preoccuperanno comunque di evitare interpretazioni scorrette del rapporto fra struttura e sovrastruttura. Da una parte Marx, già  nell' Introduzione, scritta nel 1857, a Per la critica dell'economia politica, metterà  in evidenza che il rapporto tra sviluppo della produzione materiale e sviluppo della produzione artistica non è del tutto parallelo: questo, tra l'altro, permette di spiegare perchò i prodotti dell'arte greca costituiscano ancor oggi un oggetto di godimento estetico, pur essendo mutate le condizioni materiali e il tipo di società  in cui ebbero origine. Le stesse produzioni culturali e intellettuali non sono completamente ininfluenti, ma possono, a loro volta, agire sulla struttura e sulla vita reale degli uomini. Engels rifiuterà  in seguito ogni interpretazione deterministica del rapporto struttura-sovrastruttura, asserendo che non si può considerare il fattore economico come unico fattore determinante: tale rapporto, come d'altronde la tipologia delle forme di proprietà , ha in primis una funzione euristica, serve ad orientare l'analisi storica e la formulazione di programmi politici e non rappresenta una gabbia dentro la quale costringere a forza il materiale empirico fornito dalle vicende storiche.