Filosofia del 1900

  • Materia: Filosofia del 1900
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  • Data: 12/07/2011
  • Di: Redazione StudentVille.it

La fase pre-marxista

Il primo Lukàcs.

Nelle opere giovanili ( Il dramma moderno, 1908; L'anima e le forme, 1911; Teoria del romanzo, 1916) Lukà cs esprime, in modi assai intensi e stimolanti interessi e interrogativi a metà  strada tra l'estetica e una filosofia di tipo storico-esistenziale: il problema e la funzione dell'arte, la natura dell'uomo e il suo destino, il senso e il 'telos' della cultura d'occidente orfana dei princìpi di armonia e totalità  che l'avevano caratterizzata ai suoi esordi classici. Nell' Anima e le forme, forse il saggio più compiuto e significativo di quest'epoca, Lukà cs manifesta i propri debiti sia nei confronti della tradizione storicistico-neokantiana, sia nei confronti della problematica filosofica della vita e dei valori. Da un lato il proposito ò di approfondire le specificità  della dimensione artistica, dall'altro ò quello di rapportare tale dimensione a una riflessione estico- esistenziale. Di particolare rilievo ò la netta contrapposizione istituita tra arte e scienza: Lukà cs sottolinea che " nella scienza ci impressionano i contenuti, nell'arte le forme; la scienza ci offre i fatti e le loro connessioni, l'arte invece ci offre anime e destini ". Lukà cs individua la differenza essenziale tra l'opera artistica e l'opera scientifica nel fatto che l'una ò infinita, l'altra finita; l'una ò aperta, l'altra chiusa; l'una ò fine, l'altra ò mezzo; l'una ò qualcosa di primo e di ultimo, l'altra ò superata ogni qualvolta si produce una prestazione migliore. Nell'ambito di questa impostazione di assoluta opposizione fra mondo della natura (scienza) e mondo dello spirito (arte, filosofia) Lukà cs concentra la propria attenzione non già  sulle realtà  empiriche quotidiane, bensì sulla realtà  più vera dell'anima e delle idee. " Non mi riferisco - scriveva - alla verità  comune, alla verità  del naturalismo, che meglio sarebbe chiamare quotidianità  e trivialità , ma alla verità  del mito, il cui vigore riesce a tenere in vita per millenni antichissime saghe e leggende ". In questo quadro di svalutazione della naturalità  e della quotidianità  dell'esistenza umana in valore centrale viene ad assumere il problema delle condizioni nella quali la vita può essere autentica. Lukà cs individua tali condizioni nella " forma tragica ". Mentre l'esistenza naturale e quotidiana concepisce la morte soltanto come qualcosa di minaccioso e di assurdo, per il punto di vista tragico, invece, la morte ò una realtà  immanente, indissolubilmente connessa con ogni evento esistenziale. Un'adeguata acquisizione di ciò consente, se non l'elaborazione di orientamenti e valori positivi, almeno un atteggiamento di lucida ed 'eroica' consapevolezza, che in qualche modo riscatta la vita dalla sua dimensione banale e in autentica. Lukà cs abbozzava così in L'anima e le forme una problematica che ò stata giustamente definita "proto-esistenzialistica": quasi una sorta di "pre-heideggerismo", incentrato però su una tensione dialettica fra l'aspirazione dell'uomo all'Assoluto delle "forme" e delle "idee" e la sua condizione limitata e compromessa dal mondo della finitezza e della determinatezza.