Filosofia del 1900

  • Materia: Filosofia del 1900
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  • Data: 12/07/2011
  • Di: Redazione StudentVille.it

Vita

Vita e opere.

Sotto il profilo teorico la figura più rilevante del "marxismo occidentale" ò certo Gyà¶rgy Lukà cs (1885-1971). Nato a Budapest studiò a fondo filosofia, estetica e letteratura, che anche dopo la conversione al marxismo resteranno gli amori forse più profondi della sua vita. Formatosi prevalentemente in Germania, si legò in vario modo a personalità  come Rickert, Rimmel e Weber. Potè così familiarizzarsi con le idee del neokantismo, dello storicismo, della "filosofia della vita", e in genere con la grande tradizione filosofica tedesca. Questo apprendistato lo aiutò a prendere le distanze dal pensiero positivistica e a prepararlo a quella riflessione sulla storia e sull'agire umano 'secondo fini' che lo occuperà  nell'immediato dopoguerra. Nei primi anni del secolo invece, Lukà cs pare prediligere altri ambiti di studio e di ricerca. Assai legate ad ambienti intellettuali tutt'altro che di 'sinistra', ed anzi ispirati a principi ed idealità  aristocratico-decadenti (a cominciare dal celebre circolo raccolto intorno al poeta Stefan Gorge), ò lì che Lukà cs acquisisce una vasta conoscenza della letteratura antica e moderna, ed ò lì che accosta il pensiero di Kierkgaard e di Dostoevskij, di Shopenhauer e di Nietzsche, allo studio delle opere di Marx ed Engels si dedicherà , dietro sollecitazione di Ernst Bloch, solo più tardi, negli anni della guerra mondiale. Iscrittosi nel 1919 al partito comunista, partecipa all'esperienza "consiliare" ungherese realizzata da Bela Kuhn. Il suo fallimento lo obbliga a riparare a Vienna, dove scrive Storia e coscienza di classe (1923), il suo libro forse più celebre e originale. Dopo la nuova definitiva instaurazione del socialismo in Ungheria tornò in patria dove ebbe in certi periodi incarichi di alta responsabilità  politica - anche se i suoi rapporti col regime comunista conobbero alterne vicende. Assai in auge nel secondo dopoguerra, dopo la rivoluzione del 1956 fu costretto invece a un sostanziale isolamento, mentre all'estero la sua opera incontrava un crescente successo.