Geografia

  • Materia: Geografia
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  • Data: 03/05/2014
  • Di: Redazione StudentVille.it

I fiumi

Le caratteristiche principali dei fiumi.

I fiumi sono elementi paesaggistici tipici delle zone temperate, fortemente legati alla storia dell’umanità: sulle loro rive, si sono spesso sviluppati importanti insediamenti. Da millenni, forniscono acqua per uso agricolo, civile e sono utilizzati come vie di comunicazione. Il bacino idrografico (o imbrifero) di un fiume è il territorio che raccoglie tutte le acque di precipitazione che confluiscono, direttamente e per mezzo di affluenti, nel suo alveo. Ogni bacino imbrifero è percorso da un reticolo fluviale (o idrografico), costituito dal fiume principale a dai suoi affluenti, diretti e indiretti, che vengono ordinati in modo gerarchico. I bacini le cui acque superficiali sfociano direttamente in mare, si definiscono zone esoreiche; se i fiumi invece confluiscono in un lago interno, si parla di zone endoreiche. Le regioni aride, in cui manca un reticolo fluviale permanente e i corsi d’acqua compaiono sporadicamente, sono dette zone areiche.  Un corso d’acqua è definito dai seguenti parametri:

• La lunghezza, che dipende dalla morfologia del territorio in cui esso scorre e dalla distanza tra la sorgente e il mare o lago in cui sfocia

• La pendenza di un fiume è il rapporto tra il dislivello esistente tra sorgente e foce, e la sua lunghezza. Il corso di un fiume si divide in tre parti: corso superiore, dalla sorgente alla pianura (con pendenza massima), corso medio, il tratto di pianura (con pendenza minore), e corso inferiore, in prossimità della foce (con pendenza nulla).

• La velocità di un corso d’acqua dipende da vari fattori: cresce con la pendenza e con il raggio idraulico, che è dato dal rapporto tra la superficie della sezione trasversale del corso d’acqua e il suo perimetro bagnato, ossia la parte del perimetro della sezione trasversale a contatto con il terreno. La velocità del fiume dipende anche dal tipo di alveo; se è accidentato, rallenta il flusso delle acque e lo rende irregolare. La velocità e il tipo di alveo influenzano il modo in cui le acque scorrono: nei torrenti di montagna si produce un flusso turbolento, in cui continuamente le acque si mescolano e le linee di corrente si intrecciano; nei fiumi di pianura con pendenze minime e il cui alveo è abbastanza liscio, il flusso è laminare, senza mescolamento tra le linee di flusso. La turbolenza potenzia le capacità di erosione e trasporto.

• La portata è la quantità d’acqua che attraversa una sezione trasversale del fiume nell’unità di tempo; dipende dalla velocità di scorrimento e dalle dimensioni dell’alveo.

• Il regime di un fiume è la variazione annuale della sua portata, e dipende dalle caratteristiche del bacino idrografico che lo alimenta. Si può distinguere tra regime fluviale e regime torrentizio. I fiumi sono corsi d’acqua perenni, perché in essi l’acqua scorre in quantità consistenti per tutto l’anno; i torrenti hanno un regime decisamente irregolare e nella stagione secca sono spesso asciutti; scorrono di solito, veloci e turbolenti, lungo versanti a elevata pendenza. Alcuni fiumi mantengono una portata abbastanza costante poiché sono alimentati da sorgenti perenni; altri ricevono acqua da affluenti diversi nei differenti periodi dell’anno.

• Il coefficiente di deflusso è il rapporto tra la quantità delle acque di precipitazione raccolte dal bacino imbrifero in un certo periodo di tempo (afflusso meteorico), e la quantità d’acqua trasportata dal fiume nello stesso periodo (deflusso fluviale). Può variare nel corso dell’anno in funzione del clima.

I fiumi esercitano sull’alveo un’azione chimica (corrosione) e abrasiva (corrasione) grazie ai materiali solidi che trasporta. L’erosione è lineare, ossia si esplica essenzialmente sull’alveo, regressiva, cioè opera da valle verso monte e, quando il fiume scorre lentamente, trasversale. Il trasporto dei sedimenti, avviene per galleggiamento o fluitazione (tronchi, rami e foglie), in soluzione (Sali e sostanze organiche), in sospensione (silt, argille), tramite trasporto di fondo (per rotolamento, trascinamento o saltazione).

La capacità di trasporto di un fiume aumenta con la velocità delle acque e la portata. Il deposito invece si verifica quando i fiumi diminuiscono la loro velocità. Si formano conoidi di deiezione, quando un fiume passa da una zona montuosa a una valle, pianure alluvionali, che durante le inondazioni, foci a delta. La foce a estuario è povera di sedimenti e con la tipica forma a imbuto. I meandri sono anse più o meno accentuate del letto del fiume: si originano e si accentuano per un’azione mista di erosione e di deposito sulle sponde. I terrazzi fluviali sono disposti a gradinata sui lati del fiume: si originano quando esso alterna, per cause diverse, fasi di deposizione a fasi di erosione. Il profilo longitudinale dei fiumi è la linea altimetrica che ricostruisce il percorso del fiume dalla sorgente alla foce.