Geografia

  • Materia: Geografia
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  • Data: 04/07/2016
  • Di: Angela Ardizzone

L’agricoltura sedentaria e le rivoluzioni agricole

In cosa consiste l'agricoltura sedentaria e le rivoluzioni agricole.

L'AGRICOLTURA SEDENTARIA E LE RIVOLUZIONI AGRICOLE. L’agricoltura sedentaria iniziò circa ottomila anni fa nei pressi dei  cosiddetti “ focolari ecumenici” ossia presso il corso del Nilo, del Tigri e dell’Eufrate; in India e nel sud-est della Cina. Queste prime aree di agricoltura si presentavano come vallate fluviali: tutto ciò è dovuto al fabbisogno idrico, dove gli agricoltori usufruivano dell’acqua tratta dal fiume o dalle falde presenti sottoterra.

LE FASI DELLA RIVOLUZIONE AGRICOLA. L’agricoltura sedentaria permise di realizzare innovazioni su tecniche e strumenti di coltivazione, portando ad una vera e propria rivoluzione economica, chiamata anche evoluzione neolitica o rivoluzione agricola. Assistiamo al passaggio dall’utilizzo del debbio alla rotazione biennale; l’aumento dell’efficienza agricola portò ad un aumento demografico. Le prime civiltà agricole urbane sorsero nel quarto millennio a.C presso le grandi vallate fluviali, successivamente si diffusero i progressi tecnici sulla tessitura, metallurgia, le prime lavorazioni del mattone e le prime fabbricazioni delle imbarcazioni creando così delle società vere e proprie;  le prime società che sorsero erano divise in classi, tali classi erano guidate  inizialmente da re-sarcerdoti e successivamente da capi militari. Nacquero le proprietà private e gli eserciti. La necessità di regolarizzare la distribuzione dell’acqua rese possibile l’instaurarsi di forme di governo chiamate “dispotismo orientale” : si tratta di forme di sistemi di potere basati sul controllo dell’irrigazione delle terre. Alla base del dispotismo vi erano l’esercizio e la burocrazia importanti per il fisico e l’organizzazione del lavoro al fine di realizzare le grandi opere pubbliche quali  fortezze, mura, tombe monumentali, dighe e canali di irrigazione. In Asia orientale si  sviluppò la cerealicoltura, in quanto il clima monsonico tipico appunto dell’Asia orientale e meridionale era ottimo per favorire la crescita del riso.

In Asia nel corse del secondo millennio a.C  a seguito dell’addomesticamento del cavallo, del cammello e del dromedario si sviluppo il cosiddetto nomadismo, soprattutto nei periodi di siccità, le tribù erano costrette a migrare e assalivano le altre popolazioni impadronendosi dei loro pascoli e delle loro provviste. Coloro che possedevano cavalli avevano una maggior probabilità di vittoria.  Pastori e agricoltori combattevano con le tribù di cacciatori e raccoglitori; ma non sempre vi era un rapporto conflittuale tra due popolazioni, a volte vi erano scambi commerciali. Entrando in contatto con civiltà evolute, spesso le popolazioni che conquistavano il territorio abbandonavano il nomadismo per insediarsi e apprendere  e adottare le usanze.

LA RIVOLUZIONE AGRCOLA DELL'ALTO MEDIOEVO. La rivoluzione agricola che avvenne in Europa durante l’Alto Medioevo portò ad una rinascita economica e demografica che si estese sino al XIV; assistiamo a tre importanti cambiamenti:

  • cambiamenti nella rotazioni agrarie
  • la diffusione dell’aratro pesante
  • la sostituzione del bue con il cavallo per quanto riguarda la funzione del traino
  • Si assiste al passaggio della rotazione biennale (con la rotazione biennale si aveva una resa limitata del raccolto, non sapendo come restituire al terreno la fertilità, veniva coltivato un anno si e uno no; ogni due campi uno veniva seminato con il grano e l’altro veniva lasciato riposare) alla rotazione triennale (fu introdotto la semina dei legumi e ciò fu efficace in quanto nutrivano e arricchivano il suolo di azoto, tutto ciò permise di aumenta la coltura e l’introduzione di un cereale primaverile).
  • Fu introdotto l’aratro pesante che permetteva di lavorare anche i terreni tenaci, ricchi di argilla; e al posto del bue fu impiegato il cavallo per trainare l’arato e ciò permise di avere un’aratura più veloce e più frequente avendo così una migliore condizione per la semina e una facilitazione nell’eliminazione delle erbe infestanti.

L’Europa fu rappresentata da due tipi di paesaggio: i campi chiusi e i campi aperti.

  • I campi chiusi sono quei campi di proprietà privata o di una famiglia contadina o di un’azienda agricola e si distingue per la presenza di una recinzione.
  • Icampi aperti sono quelli di forma comunitaria