Geografia

  • Materia: Geografia
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  • Data: 01/11/2012
  • Di: Redazione StudentVille.it

L'Italia: Alpi e Appennini

Caratteristiche fisiche delle Alpi e degli Appennini in Italia.

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1. LE ALPI. SUDDIVISIONE CIME E VALICHI IMPORTANTI

Nonostante nel 2005 sia stato definito un sistema unico per la classificazione delle Alpi noto con l’acronimo SOUISA (Suddivisione Oreografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino), per convenzione è tutt’oggi riconosciuta valida la suddivisione sancita nel 1926 dal IX Congresso Geografico Italiano, secondo cui le Alpi vengono distinte in tre regioni principali:

  • Alpi Occidentali, che vanno dal Colle di Cadibona al Col di Ferret
  • Alpi Centrali, che vanno dal Colle di Ferret al passo del Brennero
  • Alpi Orientali, che vanno dal passo del Brennero al Monte Nevoso

In realtà ogni regione presenta ulteriori suddivisioni. In particolare le Alpi Occidentali si distunguono in:

  • Alpi Marittime: che vanno dal passo di Cadibona al Colle della Maddalena, in un’area comprendente la Liguria e il Piemonte. I monti principali sono l’Argentera (alto 3927 metri), il Gelas (di 3143 metri) e il Matto ( di 3.088 metri), mentre i passi più importanti sono il Colle della Maddalena e il Col di Tenda.
  • Alpi Cozie: si estendono dal passo della Maddalena al Moncenisio toccando esclusivamente l’area del Piemonte. Tra il passo del Moncenisio e il passo del Monginevro è racchiusa la Val di Susa, importante via di comunicazione con la Francia di vasto interesse commerciale. Le cime più importanti sono il Monviso ( di 3841 metri), il Rocciamelone (di 3538 metri), il Chamberyon (di 3389 metri).
  • Alpi Graie: comprendono l’area tra il Moncenisio e il Col di Ferret, toccando il Piemonte e la Valle d’Aosta. Qui sono collocate alcuni tra le cime più alte dell’intera catena montuosa, ovvero il Monte Bianco che è la vetta più alta di tutta l’Italia (ben 4810 metri), il Maudit (di 4468 metri), il Grandes Jorasses (di 4205 metri), il Gran Paradiso (di 4601 metri). Importanti passi sono rappresentati dal Ferret e dal valico del Piccolo San Bernardo.

Le Alpi Centrali sono suddivise in:

  • Alpi Pennine: si estendono dal Col di Ferret al passo del Sempione, comprendendo una regione tra Piemonte e Val d’Aosta i cui principali monti sono rappresentati dal Monte Rosa (di 4634 metri), il Dom (4554 metri), il Cervino (di 4478 metri). Importanti sono i valichi del Sempione e del Gran San Bernardo, in corrispondenza dei quali una galleria e un traforo costituiscono importanti vie di comunicazione con la Svizzera.
  • Alpi Leponzie o Lepontine: vanno dal passo del Sempione a quello dello Spluga e si estedono dal Piemonte fino alla Lombardia, con i monti Leone (3552 metri), Adula (3406 metri), e Basodino (3277 metri) come cime principali. Di interesse la galleria del San Gottardo, un’altra importante via di comunicazione con la Svizzera.
  • Alpi Retiche e Giudicarie: sono così denominate la parte di catena alpina delimitata dal passo dello Spluga in Lombardia e dal passo del Brennero in Trentino Alto-Adige. I monti principali sono rappresentati da: Pizzo Bernina (4052 metri), Ortles (3899 metri), Cevedale (3764 metri), mentre tra i valichi più importanti sono da ricordare lo Stelvio, il Brennero, il Resia e il Tonale.

È importante considerare che dalle Alpi Retiche e da quelle Lepontine si snodano verso la Pianura
Pandana le Prealpi lombarde, che comprendono le alture luganesi, della Brianza, del Varesotto,
insieme con le Prealpi Orobie o Bergamasche, e le Prealpi Bresciane.

Le Alpi Orientali si distinguono in:

  • Alpi Atesine: si estendono dal passo del Brennero al Monte Croce Comelico, interessando solo la regione del Trentino Alto-Adige. Qui sono presenti le Dolomiti e i rilievi del Brenta, compresi il Gran Pilastro (3510 metri), Collalto (3435 metri) e la Marmolada (3342 metri). I passi principali sono: Pordai, Gardena e Rolle.
  • Alpi Carniche: vanno dal Monte Croce Comelico al passo di Camporosso, con i monti Coglians (2780 metri), Cima dei Preti (2703 metri), Peralba (2694 metri) quali cime predominanti.
  • Alpi Giulie: sono comprese tra il passo di Camporosso al passo di Vrata, nella regione della Venezia-Giulia.I monti principali sono Tricorno (2863 metri), Mangart (2678 metri), Nevoso (1769 metri).

Dalle Alpi Orientali trae origine la vasta fascia montuosa delle Prealpi Venete con i Monti Lessini,
le Prealpi Bellunesi, le Prealpi Carniche, le Prealpi Giulie e il Carso.
 

2. GLI APPENNINI. SUDDIVISONE, CIME E VALICHI IMPORTANTI

La catena montuosa degli Appennini costituisce la dorsale del territorio italiano. Essi percorrono l’Italia quasi interamente da Nord a Sud, costituendo una lunga catena montuosa a forma di arco schiacciato grazie alla quale è possibile distinguere nettamente il versante tirrenico da quello adriatico della penisola.

Diversamente dalle Alpi le cime montuose sono meno alte e più tondeggianti, i rilievi sono perlopiù
poveri di boschi ma adatti all’allevamento del bestiame di piccola taglia. La vetta più alta degli
Appennini è rappresentata dal Corno Grande (di 2912 metri) situato nel Gran Sasso, catena
montuosa abruzzese. Per la composizione prevalentemente argillosa del terreno (ad eccezione degli Altopiani della Sila e dell’Aspromonte a composizione granitica), diverse zone dell’Appennino
sono soggette a frequenti frane e smottamenti, eventi favoriti dalla pioggia e da inopportuni
interventi di disboscamento. Gli Appennini rappresentano una naturale continuazione della catena
delle Alpi, si estendono dal passo di Cadibona al Capo dell’Armi in Calabria, raggiungendo una
lunghezza di ben 1400 Km.

Gli Appennini vengono tradizionalmente suddivisi in tre parti, secondo latitudine si distinguono:

  • la parte settentrionale: dal passo di Cadibona al passo di Bocca Trabaria
  • la parte centrale: dal passo di Bocca Trabaria al passo di Vinchiaturo
  • la parte meridionale: dal passo di Vinchiaturo al Capo d’Armi
     

APPENNINO SETTENTRIONALE

È suddiviso in due principali zone distinte dal passo del Cile: la parte Ligure-Piemontese e quella denominata Appennino Tosco-Emiliano. L’Appennino LigurePiemontese inizia dal Colle di Cabona, si collega alle colline piemontesi delle Langhe, del Monferrato e di Torino, dove le cime più alte si riscontrano nel Bric della Maddalena (716 metri sul livello del mare) e a Superga (di solo 672 metri). I monti principali però arrivano ad altezze maggiori, come ad esempio il monte Maggiorasca (di 1803 metri), il monte Penna ( di 1735 metri) e Lesima (di 1724 metri). L’Appennino Tosco-Emiliano comprende diverse fasce montuose tra le quali è possibile distinguere le Alpi Apuane (che formano una catena di circa 60 Km dalla foce del fiume Magra a quella del Serchio, proseguendo nei Monti Pisani), il Preappennino Toscano (che si estende lungo la direttiva che collega Roma con Firenze e che annovera nella parte settentrionale le famose colline del Chianti e di Montepulciano), e i Monti Metalliferi noti per i minerali di ferro, rame, alabastro e salgemma. In questa area è stato realizzata la galleria più lunga degli Appennini nei pressi del passo di Porretta nota con il nome di Castiglione dei Pepoli, di ben 18500 Km. Altri passi importanti sono rappresentati dall’Abetone, il Futa e il Piastre; mentre le vette principali sono presenti il Monte Cimone ( di 2163 metri), il Cusna ( di 2121 metri), l’Alpe di Succiso (di 2017 metri), il Falterona (di 1654 metri) e il Fumaiolo (di 1408 metri).
 

APPENNINO CENTRALE

Costituisce la parte più larga della penisola italiana, diviso dalla Gola d’Arquata in due zone: l’Appennino Umbro-Marchigiano e quello Abruzzese-Molisano. Il primo (l’Appennino Umbro-Marchigiano) è costituito da un insieme di catene montuose tra loro differenti e che si estendono da Nord-Ovest a Sud-Est, di cui i Monti Sibillini rappresentano la fascia principale. Le vette più importanti sono il monte Vettore (di 2478 metri), Priora (2334 metri), Porche (2235 metri).

L’Appennino Abruzzese-Molisano si estende dalla Gola d’Arquata al passo di Vinchiaturo. È rappresentato da catene montuose piuttosto alte che nel loro insieme hanno reso da
sempre difficili i collegamenti tra versante Tirrenico ed Adriatico. I complessi principali in esso
presenti sono:

  • la Catena del Gran Sasso, con il monte Corno (di 2914 metri) e Corvo (2626 metri)
  • la Maiella coi monti Amaro (di 2775 metri) e Acquaviva (di 2737 metri)
  • il gruppo dei monti della Meta, della Maielletta e il Velino.

I passi più importanti sono il Diavolo, Gioia e Capannelle. Interessante è notare che in questa regione sono presenti monti di entità minore che definiscono nel loro insieme il Preappennino laziale: i monti Sabini, Vulsini, Sabatini e Cimini racchiudono vari laghi, ossia il Lago di Bolsena, di Bracciano e di Vico. Altri componenti sono i Monti Reatini, tra cui spicca il Monte Terminillo (di 2213 metri), gli Ernici con i monti Virgilio (di 2156 metri) e Pizzodito (di 2037 metri).
 

APPENNINO MERIDIONALE

È una vasta regione che comprende tutti i monti che si collocano al di sotto della linea ideale che unisce la foce del fiume Volturno con quella del fiume Fortore fino alla Calabria, termine territoriale a Sud della penisola. Si tratta di rilievi massicci e calcarei, altipiani che si distinguono in tre gruppi: l’Appennino Campano-Sunnita (con il complesso Matese e il Cilento), l’Appennino Lucano e Calabro (con i monti della Sila e dell’Aspromonte) . Il primo si estende dal passo di Vinchiaturo al passo di sella di Conza; il secondo da quest’ultimo al passo dello Scalone; infine l’Appennino Calabro si estende dal passo dello Scalone al Capo dell’Armi. Tra i monti principali vanno annoverati i monti Miletto (di 2050 metri) e Mutria (di 1822 metri) nella parte campano-sunnita; il Pollino ( di 2271 metri) e il Sirino (di 2007 metri) nella regione lucana; la Sila Greca col monte Paleparto (di 1481 metri), la Sila Grande, la Sila Piccola, e la catena dell’Apsromonte con i monti Montalto (1955 metri) e Pecoraro ( 1420 metri) nella parte calabra.
 

3. LE ALPI E GLI APPENNINI. ATTIVITÀ ECONOMICHE

Il carattere essenziale dell’economia per entrambi i rilievi permane quello agro-silvo-pastorale. Le principali attività economiche sono di fatto rappresentate da attività pastorizie, di allevamento di bovini, ovini e caprini, da attività agricole (frutticoltura soprattutto nelle Alpi), e sfruttamento dei boschi per la produzione di legname. Fondamentale è il turismo che ha carattere stagionale, florido nelle attività dei centri di attività sportive invernali (impianti di sci) ed estive (trekking, rafting). In entrambi i casi l’impervio territorio della momtagna non ha ostacolato la realizzazione di importanti vie di comunicazione (valichi e trafori) su strada e ferrovia che hanno rivestito un ruolo fondamentale per gli scambi commerciali e l’integrazione dell’economia montana con quella delle valli e delle pianure limitrofe.

La comunità alpina ha storicamente concentrato la sua economia nel settore manifatturiero ed
artigianale, specialmente nel settore tessile (lavorazione di canapa, lana, seta e cotone), della
lavorazione del porfido, o del legno, o del pellame caratterizzandosi con elementi di pluriattività e
forte dinamismo commerciale. Non poche sono anche le attività metallurgiche, concentrate in
Valsassina e Valcamonica, relative all’estrazione del ferro e che hanno consentito l’instaurarsi di
attività industriali per la produzione di armi da fuoco, coltelleria, posateria e così via nella Val
Trompia.

L’aspetto dominante dell’economia degli Appennini ricade invece nelle attività agricole e pastorizie
(cerealicoltura e allevamento di ovini), ad eccezione della parte Tosco-Emiliana e di quella
Marchigiana, ricche di piccole attività manifatturiere ed industriali. Nella parte Toscana sono site le
attività di estrazione e lavorazione del marmo, concentrate nella regione del Carrarese, dell’Alta
Versilia e della Garfagna, a cui si accostano numerose altre attività manifatturiere nel settore tessile,
oppure pastifici, fornaci per laterizi, produzioni di sapone, polvere da sparo, cappelli, birra, amari
concentrate nel Casentino. Degna di attenzione è la nascita della prima produzione di ghiaccio
artificiale nell’alta Valle del Reno.

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