Geografia Astronomica

  • Materia: Geografia Astronomica
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  • Data: 14/10/2013
  • Di: Redazione StudentVille.it

Oceano: fondali

I fondali oceanici.

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Nei fondali oceanici possiamo individuare la piattaforma continentale (che circonda le terre emerse), la scarpata continentale (che sprofonda e in cui sono presenti canyons sottomarini prodotti dalle correnti di torbida), le piani abissali, le dorsali oceaniche.

I sedimenti oceanici si possono suddividere in sedimenti terrigeni (sabbie e ghiaie provenienti dall’erosione continentale), biogeni (conchiglie,gusci,scheletri,ecc.;calcarei nei bassi fondi e silicei in quelli profondi) e autogeni (noduli polimetallici).

Le scogliere coralline sono edifici calcarei costruiti da colonie di coralli, alghe e altri organismi, in acque poco profonde, calde, salate, limpide e agitate (nei mari tropicali).
Ne esistono tre tipi: le frange coralline (a contatto con la costa), le barriere (parallele alla costa), gli atolli (che si formano intorno a un vulcano spento inizialmente emerso).

Le coste sono le zone di confine tra il mare e le terre emerse e sono sistemi dinamici in perenne evoluzione, a causa dell’azione di erosione, trasporto e sedimentazione del mare.
Le coste alte tendono ad arretrare perché soggette sia a erosione meccanica (abrasione marina), operata dal moto ondoso, dalle maree, dalle correnti, sia ad alterazione chimica causata dalle acque ricche di Sali. I fenomeni di rifrazione delle onde hanno l’effetto di isolare i promontori della costa, creando scogli (faraglioni) o archi naturali.

Le falesie sono tratti di costa alta in arretramento,che si formano per il crollo della roccia sovrastante al solco di battigia,prodotto dal mare (falesia viva). Se si crea, grazie all’accumulo di materiali alla base della falesia, la piattaforma di abrasione marina che frena il moto ondoso, la costa smette di arretrare (falesia morta).

Nelle coste basse prevale l’azione di deposito su quella di erosione e si formano spiagge sabbiose (o ghiaiose). Nella parte sommersa della spiaggia,troviamo la zona dei frangenti(con le barre litoranee sottomarine) e la zona di traslazione, dove si formano le correnti litoranee,che trasportano grandi quantità di sedimenti (trasporto litoraneo) lungo la costa, e le correnti di risucchio, verso il largo. La zona in cui si abbatte il frangente è la battigia:in essa si verifica un continuo movimento di materiali. Se le barre emergono, si trasformano in cordoni litoranei, che possono chiudere un baia o un’insenatura, formando una laguna, che tenderà a evolvere sino a diventare terraferma, per l’apporto di sedimenti fluviali e la chiusura delle aperture (bocche) tra i cordoni.

La dinamica dei litorali. L’azione del mare sulle coste è ciclica: in una prima fase prevale l’azione erosiva, poi i promotori vengono progressivamente demoliti e le insenature riempite di sedimenti, con la formazione di cordoni litoranei che le racchiudono (rettificazione della linea di costa). In alcuni casi le coste sabbiose possono andare incontro a erosione(anche per l’azione dell’uomo). Le oscillazioni verticali della linea di costa (isostatiche, eustatiche, per subsidenza o bradisismo) formano i terrazzamenti.

Tipi di coste. Le coste a rias sono alte e molto frastagliate, e derivano da valle fluviali invase dalle acque del mare. Le coste tettoniche sono caratterizzate da stretti canali paralleli tra loro,intercalati a isolette, e derivano dall’azione compressiva di forze tettoniche che hanno sollevato delle pieghe (anticlinali e sinclinali). I fiordi e le coste a skjaren sono di origine glaciale.

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