Illuminismo

  • Materia: Illuminismo
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  • Data: 12/07/2011
  • Di: Redazione StudentVille.it

Hume: La conoscenza

La conoscenza in Hume.

L' osservazione della natura umana mette in evidenza, secondo Hume, che le idee hanno una particolarità  analoga a ciò che nella fisica newtoniana ò l' attrazione reciproca dei corpi. Nel caso delle idee si deve parlare di una naturale tendenza all' associazione vicendevole. I processi associativi tra le idee sono regolati da tre princìpi fondamentali: 1 ) la somiglianza, 2 ) la contiguità  nello spazio e nel tempo, 3 ) la relazione di causa effetto. Ad esempio, un ritratto richiama naturalmente il pensiero dell' originale ( somiglianza ); il ricordo di una stanza ci fa pensare alle altre stanze della stessa casa ( contiguità  ); l' idea di una ferita ò spontaneamente connessa a quella del dolore ( causa-effetto ). Hume distingue inoltre due generi fondamentali di conoscenza: vi sono conoscenze che riguardano "relazioni tra idee" e conoscenze relative alla "materia di fatto". Le relazioni tra idee sono ottenute ricavando un' idea dall' altra, senza dover ricorrere all' esperienza. Sono di questo genere tutte le proposizioni dell' aritmetica, dell' algebra e della geometria. Per dire che 2 + 2 = 4 non ho bisogno di far appello all' esperienza, dal momento che l' idea del 4 ò già  contenuta nel 2 + 2; analogicamente la proposizione per cui "il quadrato dell' ipotenusa ò uguale al quadrato dei due cateti" scaturisce dalla comparazione delle proprietà  intrinseche all' idea di ipotenusa e di cateto. Le conoscenze di questo genere sono quindi a priori ( indipendenti e sganciate dall' esperienza ), dal momento che anche se non esistessero in natura circoli o triangoli, le verità  dimostrate da Euclide conserverebbero sempre la loro certezza ed evidenza. Di conseguenza esse sono necessarie, visto che il loro contrario implica contraddizione. Nelle conoscenze relative a materia di fatto, viceversa, ò sempre possibile il contrario di ciò che viene affermato. Dire che "domani non sorgerà  il sole" non comporta contraddizione, dal momento che nell' idea di "sole" non ò contenuta l' idea che "esso debba necessariamente sorgere tutti i giorni". Le conoscenze che riguardano i fatti sono, dunque, possibili soltanto in virtù dell' esperienza e si fondano sul princìpio di causalità . Tutti i nostri ragionamenti di questo tipo si basano sulla possibilità  di inferire un fatto da un altro fatto, stabilendo tra essi una connessione di causa-effetto: so che il mio amico si trova in Germania inferendolo al fatto che ho ricevuto una sua cartolina da quel paese; se in un' isola apparentemente deserta trovo un orologio, inferisco da ciò la presenza in essa, attualmente o in passato, di altri uomini. Il problema diventa allora quello di indagare sulla validità  della connessione causale. Infatti, se la relazione tra causa ed effetto avesse un carattere necessario ( come pensavano Cartesio e Newton ) le conoscenze fondate su questo principio sarebbero anch' esse necessarie e non ammetterebbero il loro contrario. Ma proprio sul tema della causalità , Hume esercita la sua critica più radicale e fornisce forse il suo contributo più originale alla riflessione filosofica del Settecento.