Impianti

  • Materia: Impianti
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  • Data: 30/04/2016
  • Di: Angela Ardizzone

Impianti di protezione contro le scariche atmosferiche

Caratteristiche e funzionamento degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche. Riassunto dettagliato.

IMPIANTI DI PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE, Un caso particolare di impianto di messa a terra è l’impianto parafulmine, definito dalle norme impianto per la protezione contro le scariche elettriche atmosferiche. Un impianto parafulmine è generalmente costituito da due parti:

  • Impianto base, composto da organi di captazione, organi di discesa, o calate, e organi di dispersione, destinato alla protezione contro le folgorazioni dirette
  • Impianto integrativo, destinato alla protezione contro le folgorazioni indirette, costituito da connessioni metalliche, limitatori di tensione ecc.

A seconda del livello di protezione che si vuole conseguire, si distinguono tre diverse categorie:

  • Categoria I, che assicura una protezione del 90%
  • Categoria II, che assicura una protezione del 93%
  • Categoria III, che assicura una protezione del 90%

A seconda del tipo di organo di captazione, questi impianti si possono classificare in:

  • Impianti ad aste verticali, se l’organo di captazione è costituito da una o più aste metalliche rigide;
  • Impianti a fune, se l’organo di captazione è costituito da una o più funi metalliche tese tra supporti;
  • Impianti a maglia, se l’organo di captazione è costituito da una rete di conduttori che formano maglie di opportune dimensioni.
     

Volume protetto. Il parametro fondamentale per il dimensionamento di ogni tipo di impianto di parafulmine è il volume protetto, le cui caratteristiche dipendono dal tipo e dall’altezza hc del captatore e dalla categoria dell’impianto.
Per i captatori ad asta verticale, il volume protetto è costituito da un cono retto di altezza hp e semiapertura a.

  • Per i captatori a fune il volume protetto è dato dalla somma dei singoli volumi protetti determinati come nel caso precedente.
  • Per i captatori a maglia il volume protetto è dato dalla somma dei volumi protetti relativi alle singole funi che costituiscono i lati della maglia.


Organi di captazione. Gli organi di captazione sono gli elementi destinati a essere colpiti direttamente dal fulmine. Devono essere posizionati in modo che il volume da proteggere sia contenuto nel volume protetto e vengono disposti lungo gli spigoli perimetrali  degli edifici. I materiali comunemente utilizzati per realizzare gli organi di captazione  sono corde o piattine.


Organi di discesa. Gli organi di discesa, o calate, sono elementi metallici che hanno la funzione di condurre la corrente del fulmine dagli organi di captazione al dispersore.
Possono essere realizzati nei seguenti modi:

  • • Per impianti di protezione ad asta si ha una calata per ogni asta
  • • Per impianti di protezione a fune almeno una calata in corrispondenza di entrambe le estremità di ciascuna fune
  • Per impianti a maglia, con un minimo di due calate.


Dispersori. I dispersori si distinguono in tre tipi:

  • Dispersore di tipo A: quando il conduttore di connessione non è interrato e il dispersore è costituito da elementi collegati in corrispondenza di ciascuna calata con un minimo di quattro elementi. Il dispersore è costituito da conduttori di lunghezza l interrati orizzontalmente oppure verticalmente con lunghezza 0,4 l; il valore l dipende dalla resistenza del terreno.
  • Dispersore di tipo B: quando il conduttore di connessione è interrato; questo costituisce il caso più diffuso di dispersore; possono essere considerati dispersori di questo tipo le travi  di collegamento dei plinti di fondazione;
  • Dispersore di tipo C: quando il conduttore di interconnessione è interrato, ma la lunghezza dell’anello non è sufficiente a disperdere la corrente del fulmine.

Il dispersore di tipo C non è altro che un dispersore di tipo B integrato da conduttori radiali esterni all’anello oppure da picchetti.
Per tutti e tre i sistemi, i dispersori orizzontali devono essere interrati a una profondità non inferiore a 0,5m e per i dispersori ad anello a circa 1m dalle strutture.
I materiali utilizzati per i dispersori sono il rame o l’acciaio zincato