Impianti

  • Materia: Impianti
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  • Data: 10/04/2016
  • Di: Angela Ardizzone

Impianti di sollevamento: gli ascensori

Gli impianti di sollevamento: come funzionano gli ascensori.

IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO: GLI ASCENSORI. Le norme definiscono l’ascensore come un apparecchio a motore che collega piani definiti mediante una cabina, che si sposta lungo guide rigide e la cui inclinazione sull0orizzontale è superiore a 15°, destinata al trasporto di persone, di persone e cose, se la cabina è accessibile e munita di comandi situati al suo interno o alla portata di una persona che trova al suo interno, o soltanto di cose. Gli ascensori sono ormai considerati indispensabili in tutti gli edifici con più di tre piani fuori terra, al punto che l’installazione dell’ascensore nei fabbricati esistenti costituisce un intervento di manutenzione straordinaria tra i più comuni, anche in fabbricati residenziali di modesta altezza. L’installazione dell’ascensore negli edifici esistenti incontra però spesso difficoltà non facilmente superabili a causa dell’indisponibilità degli spazi necessari. Per questo motivo, le norme consentono l’uso di cabine di dimensioni regolamentari, dotati di caratteristiche particolari. L’installazione degli ascensori in fabbricati esistenti può essere eseguita in deroga alle norme sulle distanze previste dai regolamenti edilizi, l’installazione deve avvenire nel rispetto di rigorose norme di sicurezza emanate nel 1999.

TIPI DI ASCENSORE. Gli ascensori possono essere a fune oppure oleodinamici.

L’ascensore a fune. Nell’ascensore a fune la cabina scorre entro guide rigide che ne vincolano ogni movimento tranne, in genere, quello verticale, ed è trainata da funi di acciaio. La traslazione è prodotta da un motore elettrico che regola l’avvolgimento delle funi su un argano. Il motore può essere collocato sopra o sotto il vano entro il quale scorre l’ascensore, detto vano corsa. Il peso della cabina è bilanciato da una massa, detta contrappeso. I principali componenti di un ascensore a fune sono il motore principale di sollevamento, il motore livellatore, le funi, il  contrappeso e le guide.
 

  • Motore principale di sollevamento. È costituito da un motore elettrico alimentato da corrente alternata trifase, da un riduttore a vite con puleggia di trazione e da un freno elettromagnetico. È adatto per ascensori in edifici fino a 5 piani, che richiedono una velocità di corsa di circa 0,7m/s.
  • Motore livellatore. È un motore che entra in funzione all’atto dell’arresto per portare la cabina dolcemente al livello del piano. Per ascensori con velocità superiore a 1,2m/s si ricorre invece alla frenata elettrica mediante giunti elettromeccanici.
  • Funi. La cabina deve essere trainata da almeno due funi costituite da trefoli di acciaio di diametro nominale mai inferiore a 8mm. Le funi degradate o logore e quelle che presentano un eccessivo numero di fili rotti devono essere sostituite. Queste devono in ogni caso essere sostituite quando nel tratto più deteriorato, in una lunghezza pari a 10 diametri nelle funi a 6 trefoli e a 8 diametri in quelle a 8 trefoli, i fili rotti visibili hanno sezione complessiva maggiore del 10% di quella della fune.
  • Contrappeso. È un elemento indispensabile per il funzionamento  degli elevatori a fune. Esso è sostenuto da due funi di acciaio che fanno capo al tamburo e ha la funzione di equilibrare il peso della cabina.
  • Guide. La cabina è guidata da due travi di acciaio, dette guide, rigidamente fissate alla struttura portante del vano corsa, che hanno il duplice compito di evitare le oscillazioni e di garantire l’immediato arresto della cabina in caso di guasto del sistema di sollevamento.

L’ascensore oleodinamico. È costituito da un tubo di stagno, attraverso il quale l’olio prelevato da un serbatoio posto nel locale macchine viene spinto da una pompa azionata da energia elettrica in un cilindro; dentro questo cilindro l’olio provoca il movimento ascensionale di un pistone e della cabina, che a esso è rigidamente collegata attraverso le cosiddette arcate.
La discesa della cabina avviene semplicemente per gravità. Quando la cabina si arresta a un piano, viene mantenuta ferma grazie alla presenza nel circuito idraulico  di una valvola di non ritorno, che consente il passaggio dell’olio soltanto nella direzione di salita. In fase di avvicinamento della cabina al piano d’arrivo, un sistema di valvole consente di ridurre notevolmente la velocità della cabina.
L’impianto è corredato di vari dispositivo che ne garantiscono la sicurezza, tra i quali:

  • Una saracinesca che isola il gruppo valvole del resto del circuito idraulico
  • Una valvola di sovrappressione, che blocca il macchinario se la pressione nel circuito raggiunge valori superiori a un valore prefissato
  • Una valvola di blocco connessa al cilindro,che arresta l’eventuale caduta della cabina.

A seconda delle caratteristiche dell’ascensore e della lunghezza della corsa, esistono impianti a sistema ad azione indiretta e impianti a sistema ad azione diretta.

  • Sistema ad azione indiretta. È un sistema di installazione più comune in grado di consentire velocità elevate  e corse di lunghezze rilevante, grazie a una puleggia disposta sul pistone.
  • Sistema ad azione diretta. È adatto per carichi elevati e per corse relativamente brevi.