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  • Materia: Italiano
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  • Data: 15/12/2015
  • Di: Angela Ardizzone

Arrivederci Ragazzi: trama ed analisi del film

Arrivederci ragazzi. La trama, il riassunto e l'analisi del film di Louis Malle.

ARRIVEDERCI RAGAZZI: TRAMA ED ANALISI DEL FILM. Il dramma della Seconda Guerra Mondiale e in particolar modo dei rastrellamenti nazisti è stato affrontato in moltissimi film, soprattutto per il suo enorme potenziale tragico. Tra le tante prospettive tra cui si è scelto di raccontare quel periodo una delle più fortunate è quella dello sguardo dei più piccoli e in questo ambito Arrivederci ragazzi (1987) del regista francese Louis Malle è una delle opere più potenti e commoventi. La pellicola, una delle ultime nella carriera del cineasta che ha fatto da padrino alla Nouvelle vague (senza mai appartenervi), ha infatti partecipato al Festival di Venezia conquistando il Leone d'oro e ha poi vinto sette primi ai Cesar, gli Oscar francesi, tra cui quelli per il miglior film, sceneggiatura e regia.
 

TRAMA DEL FILM ARRIVEDERCI RAGAZZI. L'intreccio alla base di Arrivederci ragazzi è tratto da un ricordo giovanile di Malle, che quando aveva 11 anni è stato testimone di un raid della Gestapo nella sua scuola (ricordiamo che in quel periodo la Francia era occupata dalle forze naziste) nel quale vennero portati via degli studenti e un insegnante di origini ebraiche per essere condotti nei campi di concentramento. Il film è ambientato nel 1943, in un collegio di Carmelitani di Fontainebleau, frequentato dal giovane Julien Quentin insieme al fratello François: il ragazzo si comporta da duro e non riesce a fare amicizia con gli altri studenti che giudica noiosi, ma la verità è che in cuor suo ha nostalgia della famiglia. All'improvviso la sua attenzione viene risvegliata dall'introduzione di Jean Bonnet, un nuovo ospite del collegio con cui entra inizialmente in competizione. Una notte Julien scopre l'ultimo arrivato mentre indossa la kippah e recitare preghiere ebraiche: dopo alcune indagini il protagonista viene a sapere che Padre Jean, il preside della scuola, ha concesso asilo ad alcuni ragazzi per salvarli dai rastrellamenti.
Incuriosito, Julien si avvicina a Jean e i due diventano ottimi amici, finendo persino per condividere un pranzo con la famiglia del primo. Un giorno la tranquillità della scuola viene sconvolta dal licenziamento di Joseph, il cuoco, accusato di vendere le razioni alimentari al mercato nero. Nonostante questi affermi di avere dei complici tra gli studenti Joseph è l'unico a essere punito, e per questo motivo giura vendetta.  
Tutto scorre nella tranquillità quotidiana fino a quando un giorno la Gestapo arriva nella scuola per effettuare delle perquisizioni. Julien non volendo tradisce l'amico Jean, e anche gli altri due ragazzi ebrei della scuola vengono identificati. Si scopre che il responsabile dell'arrivo dei nazisti è stato Joseph, che ha denunciato l'operato di Padre Jean, spinto dalla fame e dalle difficoltà della guerra in corso.
La scuola pertanto viene chiusa dalle autorità. Riuniti in cortile, gli studenti vengono accusati dagli ufficiali nazisti che accusano loro e i francesi di codardia. Mentre Padre Jean e i tre ragazzi ebrei sono condotti via sotto gli occhi di tutti, l'insegnante saluta i suoi alunni con un “arrivederci”, pur sapendo di non essere destinato a salvarsi. Anche Jean e Julien si scambiano un addio furtivo e nel finale la voce fuori campo di questi racconta come il quartetto sia morto nei campi di concentramento.
 

ARRIVEDERCI RAGAZZI: ANALISI E APPROFONDIMENTO SUL FILM. Sin dalla sua uscita nelle sale Arrivederci ragazzi è stato descritto dalla critica come un capolavoro, un film toccante ma mai strappalacrime e sempre attento alla verità storica. Buona parte del merito va attribuita alla direzione degli attori di Louis Malle, che è riuscito a tirare fuori il meglio dai giovanissimi protagonisti, all'epoca poco più che debuttanti. Da ricordare in questo senso anche il fiuto del regista per il casting, dato che in una parte secondaria appare Irène Jacob, attrice che successivamente sarà scelta da Krzysztof Kieslowski come protagonista dei suoi due capolavori La doppia vita di Veronica e Film rosso. Notevole anche l'inserimento delle musiche di Schubert e Saint-Saens nella colonna sonora, a sottolineare i passaggi più emotivi del film.