Letteratura Italiana

  • Materia: Letteratura Italiana
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  • Data: 30/06/2016
  • Di: Angela Ardizzone

Ippolito Nievo

Ippolito Nievo: vita e opere dello scrittore italiano.

IPPOLITO NIEVO: VITA E OPERE. Ippolito Nievo nasce a Padova nel 1831, trascorre l'infanzia ad Udine e si trasferisce a Verona per compiere gli studi ginnasiali. Durante la giovinezza legge i classici della letteratura ottocentesca. Studia legge a Pavia e a Padova; si laurea nel 1855. Folgorato dal pensiero patriottico, in particolare quello di Mazzini, diventa acceso sostenitore dell'unità d'Italia. Nel 1848 partecipa ai moti insurrezionali di Mantova, mentre nel 1857 viene condannato per vilipedio dagli austriaci a causa di una novella, L'avvocatino. E' costretto dunque a rifugiarsi a Milano. Nel 1859 combatte con i Cacciatori delle Alpi di Garibaldi durante la seconda guerra di indipendenza e l'anno seguente lo segue nella spedizione dei Mille. Si distingue durante la battaglia e riceve i gradi di colonnello. Partito da Palermo per Napoli muore nel naufragio del piroscafo Ercole nel 1861. 

IPPOLITO NEVO E LA MISSIONE CIVILIZZATRICE DELLA LETTERATURA. Ippolito Nievo inizia la sua carriera da scrittore pubblicando su riviste poesie e articoli di argomento politico. Le prime poesie vengono raccolte nel 1854 con il titolo Versi. Influenzato dal poeta satirico Giuseppe Giusti ritiene che la letteratura debba avere una missione civile, e per questo motivo deve arrivare ad un pubblico più ampio. In un saggio Nievo paragona Giusti a Dante, mentre in un passo delle Confessioni di un italiano lo paragona a Leopardi come guida della futura nazione italiana. Secondo Nievo, lo scrittore deve sì onorare il passato, ma nello stesso tempo deve fare in modo che i suoi contemporanei trovino nella tradizione passata un motivo di riscatto e di unità. L'artista deve dunque stimolare i concittadini ad ideali alti e nobili. Questi principi vengono assunti da Nievo nel momento in cui la letteratura diventa la sua occupazione principale. Nel 1855 completa la prima stesura del romanzo Il conte pecorajo e scrive Angelo di bontà. Nel 1856 pubblica una raccolta di novelle, Il novelliere campagnuolo. Nel 1858 si dedica al romanzo Le confessioni di un italiano. Nel 1859 pubblica a puntate su una rivista Il barone di NIcastro. 

IPPOLITO NIEVO, LE CONFESSIONI DI UN ITALIANO: TRAMA. Carlo Altovit, orfano di madre e abbandonato dal padre, cresce nel castello di Fratta nei pressi di Portogruaro con la zia e il marito. Nel castello vivono anche le due figlie, Clara e Pisana e i servi, tra cui Marino, che vede Carlo come un padre. Di tutti i personaggi Nievo racconta la vita per intero, e per questo motivo è difficile tracciare la trama del romanzo, che si svolge nell'arco di circa 70 anni (1775-1858). Inoltre, è ambientato in diversi luoghi: Friuli, Veneto, Roma, Firenze, Londra, dove in protagonista andrà in esilio dopo la Restaurazione. Crescendo Carlo si sente attratto da Pisana: la passione durerà per tutta la vita, nonostante il carattere volubile della cugina. S trasferisce a Padova per studiare e si avvicina agli ambienti liberali, si appassiona a Rousseau e guarda con interesse alla Rivoluzione Francese. Durante la campagna di Napoleone in Italia ritrova la famiglia a Venezia: Clara e la madre, dopo il matrimonio con Lucilio naufragato, e Pisana, sposata con un vecchio aristocratico ma invaghitasi di un ufficiale napoleonico. Dopo il trattato di Campoformio (1797), con cui la Francia cedeva Venezia all'Austria, Pisana lascia l'ufficiale e va a vivre da Carlo, il quale deve fuggire da Venezia perché ricercato dagli austriaci. I due si spostano a Milano, e qui Pisana diventa l'amante del comandante della legione della Repubblica Cisalpina in cui Carlo si è arruolato. Con la legione Carlo combatte a Napoli, ma viene fatto prigioniero e condannato a morte. Grazie a Lucilio e Pisana riesce a scappare a Genova. Si sposerà e avrà dei figli vivendo serenamente, ma nel 1820 combattendo a Rieti contro i Borbone, viene fatto prigioniero e perde la vista. Grazie a Pisana viene liberato. In esilio a Londra, i due vivono una vita di stenti. Carlo viene guarito da Lucilio ma Pisana muore. Carlo, anziano, torna a Venezia, dove scrive le sue Confessioni mentre amici e parenti muoiono nelle lotte per l'indipendenza.