Letteratura Italiana

  • Materia: Letteratura Italiana
  • Visto: 286
  • Data: 03/02/2016
  • Di: Angela Ardizzone

La poesia maccheronica: Teofilo Folengo

La poesia maccheronica del Cinquecento e il suo esponente principale, Teofilo Folengo

LA POESIA MACCHERONICA: TEOFILO FOLENGO. Nell'ambito della poesia cinquecentesca nasce un nuovo genere, la poesia maccheronica, i cui componimenti comico realistici sono scritti in latino maccheronico, cioè una lingua artificiosa, fatta di parole italiane e dialettali, usate con morfologia e sintassi latine. L'effetto comico scaturisce dal contrasto tra l tono aulico delle forme latineggianti e la materia grossolana, realistica e plebea degli argomenti trattati. Il termine maccheronico era già stato usato dagli umanisti per indicare il cattvo uso culinario usato dai cuochi dei conventi. Maccherone infatti significa uomo ignorante, dunque in origine il latino maccheronico era il latno deformato e sgrammaticato degli ignoranti. Il latino della poesia maccheronica non è affatto latino di ignoranti, perché è un perfetto latno applicato alla lingua italiana o dialettale, padroneggiato da uomini di cultura. Si sviluppò all'inizio nell'università di Padova per opera di Michele Odasi, l quale scrisse in esametri la Macaronea.

TEOFILO FOLENGO: IL BALDUS. La poesia maccheronica raggiunse la perfezione ad opera di Teofilo Folengo, frate benedettino vissuto tra il 1491 e il 1544. Sotto lo pseudonimo di Merlin Cocai, compose in esametri il Baldus, un poema caricaturale e parodistico in 25 libri. Vi si narrano le avventure di Baldo, un furfante, e dei suoi degni compagni, Fracassus, Cingar e Falchettus, che si svolgono prima a Mantova, poi per mare e terre lontane. Un giorno giungono all'inferno, dove incontrano Merlino, cioè lo stesso poeta, che lascia i suoi eroi finendo in un'enorme zucca in cui sono puniti bugiardi, poeti, filosofi, astrologi e indovini, a ciascuno dei quali i diavoli cavano tanti denti quante furono le bugie dette, e i denti rinascono subito dopo. Folengo vuole fare la parodia dei poemi cavallereschi, degradandone la materia, sostituendo agli eroi dell'epica tradizionale personaggi tratti dal mondo rozzo dei contadini, ai quali il Folengo non guarda con dstacco aristocratico, ma con una certa simpatia, come se avesse voluto dare con il suo poema un significato di protesta contro le oppressioni verso i più poveri. Tuttavia, il Baldus non è un'opera di polemica sociale, ma un ghiribizzo, il frutto di un atteggiamento scherzoso e ilare, e non c'è nessun intento moralistico neanche nella satira che troviamo di tanto in tanto cotro monaci e letteratu pedanti. Si tratta di un'opera bizzarra e geniale, e possiamo considerarla come la reazione ad una letteratura formalistica e classicista riascimentale. Tra e altre opere ricordiamo:

  • Moschaea in latino maccheronico, che tratta la guerra tra le formiche e le mosche
  • Zanitonella che racconta la storia d'amore del contadino Tonello per Zanina, in cui abbiamo una parodia del Petrarca
  • Chaos del Triperuno in italiano, latino e latino maccheronico, in cui il poeta analizza la sua vita spirituale